PACS O NON PACS
Pubblicato il 13 maggio 2007 | Nessun commento »
PACS o non PACS? Sono sempre stato d’accordo sull’estensione di alcuni diritti civili e sociali ai "conviventi" fin da quando – più di 25 anni fa – il Pretore di Monza riconobbe al "convivente" more uxorio (c’era scritto così) deceduto il diritto di subentrare nel contratto di locazione. Ma l’estensione di alcuni diritti civili e sociali (eredità, abitazione, permessi per cure e assistenza, reversibilità della pensione, ecc. ecc.) a persone legate da vincoli affettivi (omo o eterosessuali poco importa) sono una cosa, l’unione civile è oggettivamente un’altra cosa. Quale differenza reale ci sarebbe tra il matrimonio previsto dalla Costituzione (e su cui si fonda "la famiglia" quale "società naturale fondata sul matrimonio") e l’unione civile, registrata all’anagrafe? La sola, peraltro importante, impossibilità di adottare? Ma visto che ormai si privilegia l’affidamento (che è consentita anche ai single) sull’adozione, nei fatti, quale differenza ci sarebbe? Nella Costituzione c’è un’ "architrave": l’ art. 2 che riconosce e garantisce i diritti fondamentali della persona umana "come singolo" e come componente "delle formazioni sociali" in cui la persona sviluppa la sua personalità; gli articoli seguenti, poi, individuano le principali formazioni sociali: gli enti locali, le comunità religiose, le organizzazioni sociali, la famiglia, vale a dire i cosiddetti "corpi intermedi tra cittadino e Stato". Mi si spiega quale è la differenza ci sarà tra la "famiglia" e l’ "unione civile" una volta che si fa rientrare quest’ultima tra le formazioni sociali? Mi dicono Prodi e la maggioranza, in cui pure mi riconosco, se è prevista, contestualmente all’introduzione della registrazione delle unioni civili una legislazione "premiale" per chi davanti allo Stato (e non davanti a Dio) prende l’impegno per una relazione duratura, la cui stabilità è anche utile allo Stato stesso e premiata dalla Costituzione? Se estendiamo i diritti no problem! mettiamoci solo d’accordo su quali! Se istituiamo il registro delle "Unioni civili" fateci capire in che cosa si differenzia la tutela della famiglia da quella dei PACS. Nel programma dell’Unione c’è l’estensione dei diritti, non l’istituzione di un nuovo modello di convivenza rispetto alla famiglia, "costituzionalmente" e non "religiosamente" intesa!
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Ho letto le esternazioni di Rondi e Pozzi. Non andiamo lontano con queste accuse alla classe politica locale. Dispiace che persone intelligenti e dalla storia cristallina non distinguano le bufale dalle opportunità. Quella del "peduncolo" era una bufala e purtroppo continuano a credere che fosse una verità che "i comunisti" hanno respinto. Anch’io ci ero cascato nel 2002, ma quando ho potuto andare a mettere il naso nelle carte, a Torino e a Roma, ho scoperto che….non c’era nulla! Non mi credete? Pensate che voglia calunniare qualcuno? Querelatemi! Non mi trincererò dietro all’insindacabilità dell’opinione di un parlamentare. Non c’era nulla di concreto! Soprattutto, caro Pozzi e caro Ermanno, non c’erano i soldi e non c’era il bando per indire la gara per la concessione della tratta! Quanto a Città Studi dove sta il problema? Faticosamente siamo arrivati a una revisione del corso di ingegneria e all’approvazione di Hi-Tex (anche per queste due cose non c’erano nè il progetto per l’una nè i soldi per l’altro). Su questo "i comunisti" che governano la Regione e la Provincia – mi dispiace – hanno raggiunto l’obbiettivo. Ma si sa quello che fanno "i comunisti" non conta………..
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Grazie Veronica! Anzi, scusi: grazie Signora Lario Berlusconi! Quello che ha scritto su "La Repubblica" di oggi è il più grande scritto antiberlusconiano, ma civile, moderato, pacato, intelligente che sia stato scritto dalla famosa "discesa in campo". Se oltre 25 anni di convivenza non hanno "plagiato" Lei, Signora Veronica, al punto di permetterle di scrivere tutto ciò, possiamo sperare che anche il popolo italiano prima o poi si redima del tutto. Speriamo solo che il "cattolicissimo" capo della destra non si appresti, in nome della tradizione, di Dio, della Patria e della Famiglia a fare…….un secondo divorzio……



