Intervento di Watson alla Summer-School

Il Partito Democratico in Europa
European Summer School
Bruxelles 3 – 4 luglio 2008
Parlamento Europeo

Graham Watson speech
1292 words

Benvenuti al parlamento europeo.
Benvenuti a casa vostra.

É bello essere tra voi ed essere vostro ospite. Vi ringrazio.
Ormai é un appuntamento che non voglio mancare, né io personalmente, né come rappresentante del mio gruppo.

La Summer School, prima dell’ULIVO, ora del PD – ormai alla sua terza edizione – sta dando al parlamento l’esempio per come coinvolgere già da ora i nostri successori.

Spero che da questi giorni possiate concretamente capire come stiamo seminando per voi, affinché continuiate a raccogliate i frutti dell’Unione Europea come abbiamo fatto noi tutti fino ad ora.

I padri fondatori dell’Unione hanno seminato negli anni 50 (cinquanta) e 60 (sessanta) per donarci ciò di cui vantiamo oggi giorno, un’Europa:

  • Stabile
  • più forte come conseguenza del suo allargamento
  • dove la pace fa da padrona.

É come un’onda.
Raccoglierete i frutti del nostro seminato i cui semi siete voi giovani posti al centro delle nostre azioni politiche europee come fecero le generazioni passate.

Ammetto però di avvertire una certa difficoltà nel parlare con voi.
Fino a qualche anno fa nel rivolgermi ai giovani e parlare di Unione Europea era sinonimo di:

  • ventata fresca
  • storia di successo
  • politica d’innovazione e cambiamento

Era facile parlarne perché c’era una percezione positiva che riuniva anche tutte le passioni e gli ideali dei giovani.
Oggi é più difficile.
E a volte avverto ostilità perché in APPARENZA l’Unione Europea non é più accolta come quella buona novella di una volta.

MA, credetemi, é solo un momento di difficoltà, non insormontabile, come ci racconta la storia stessa dell’Unione.

Noi, Democratici e Liberali, come gruppo, possiamo vantare di aver sempre contribuito energicamente alle azioni più virtuose e grandiose dell’Unione, per quanto irte nel loro raggiungimento.

Non a caso siamo stati gli unici nel PE ad aver votato all’unanimità a favore delle ultime due più grandi imprese e tappe dell’Unione:

- per l’allargamento ai paesi dell’Europa centro-orientale, che oggi fruiscono dello stesso sogno di pace, libertà e crescita concretizzatosi nella realtà dell’Unione Europea.

Dagli ultimi risultati pubblicati dell’Eurobarometro, ancora la maggioranza degli europei ritiene che essere membro dell’Unione ha portato beneficio.

In tutti i nuovi paesi c’è una riduzione della forbice della crescita del PIL/Pro capite fra i paesi più ricchi e più poveri. Questa é la prova che l’allargamento é stata la scelta giusta.

- per la Costituzione europea: per la costruzione degli Stati uniti d’Europa, che rappresentava il primo tassello di un’azione federalista.

Azione sempre sostenuta dal movimento riformista in seno al Parlamento europeo.

Noi ci stiamo ancora lavorando, ma forse ce la farete voi ad iniettare questo vigore riformista.

Se oggi può apparire più difficile parlare dell’Unione Europea, non possiamo e non dobbiamo però cominciare a sussurrarne i pregi e i difetti nel timore di non trovare consenso.

Non dobbiamo abbassare la guardia e al contrario far sì che la nostra voce sia udita, soprattutto in vista delle ormai prossime elezioni del nuovo Parlamento europeo nel 2009.

Il Parlamento del 2009 rischia di rappresentare una destra ancora più forte le cui forze interne sono guidate dall’euro-scetticismo e dal nazionalismo. L’attuale governo italiano ne é la prova esistente.

Dobbiamo prepararci ad una composizione diversa ed ancor più insidiosa.

A parte la Spagna, la sinistra non riesce ad essere forza di governo autonoma. Per questo c’é bisogno di una più stretta convergenza di un rapporto privilegiato tra i Liberal-democratici e i socialisti.

É, infatti, nel tentativo di vanificare questo presagio che speriamo, insieme al gruppo socialista – insieme a Martin Schulz – di creare una stretta consultazione ed un rapporto serrato che da un lato faccia scudo a queste insidiose tendenze e dall’altro affermi i nostri valori comuni, con politiche comuni. Credo che dovremmo creare quanto prima dei gruppi di lavoro misti.

Appello che rinnovo.

Ormai non si può più parlare di destra e sinistra in senso tradizionale ma di europeisti convinti o prudenti: coraggiosi ottimisti o pavidi pessimisti.

Gli europeisti prudenti promuovono l’innalzamento di mura, per altro del tutto effimere, per fronteggiare le nuove sfide globali, mossi dalla paura e dal pessimismo.

Gli europeisti convinti sono i partigiani di una società aperta. Non hanno paura di confrontarsi e l’ottimismo li ispira nel perseverare anche durante una battuta d’arresto. Sono gli europeisti che vedono come conditio sine qua non per il successo l’apertura alla circolazione delle idee, delle persone (es. servizio sanitario transfrontaliero), della scienza (es. CCS – cattura e stoccaggio del biossido di carbonio), delle politiche.

É proprio per questo che mi sono congratulato per la creazione del Partito Democratico e la campagna positiva di Walter Veltroni che si e’ mostrata all’avanguardia anticipando i tempi.

Ha unito i partigiani di una società aperta e dimostrato ottimismo già nei primi messaggi rivolti agli italiani.

Per noi é ragione di sconforto che Berlusconi abbia vinto le elezioni. Non so se l’Italia ha realmente bisogno di lui, ma so che l’Unione Europea non ne ha.

Mentre l’Unione europea si fa bandiera della promozione delle libertà fondamentali di ogni individuo, non ci possono che stupire le recenti azioni del governo italiano rispetto la comunità Rom.

La strada intrapresa del PD ci piace e darà i propri frutti a condizione che sappia fare da ponte in Unione Europea tra la cultura cattolica, riformista, liberal-democratica e socialista.

Ossia diventi espressione di una sintesi di politiche mature ed aperte.

Colgo l’occasione per ringraziare per l’eccellente lavoro i miei colleghi del PD nell’ALDE:

- Luigi Cocilovo, vice presidente del Parlamento Europeo
- Paolo Costa, presidente della Commissione Trasporti
- Gianluca Susta, capo delegazione e vice presidente del gruppo ADLE
- Vittorio Prodi, vice presidente della Commissione per il Cambiamento Climatico e presidente della delegazione per le relazioni con il Sud Africa

e tutti gli altri, Patrizia Toia, Andrea Losco, Donato Veraldi, Francesco Ferrari e Fabio Ciani.

Rivolgendo anche un saluto a coloro che ci hanno lasciato per rinforzare le fila a livello nazionale come Lapo Pistelli, Alfonso Andria e Luciana Sbarbati.

Noi siamo pronti a creare gruppi di lavoro comuni con i socialisti per riflettere e studiare formule che permettano al PD:

- di agire come un unica delegazione nel Parlamento Europeo
- e di fare da tramite tra i nostri due gruppi nel rispondere ad un mondo che é ormai cambiato.

Come realizzare tutto ciò?

Con risposte impavide plasmate su modelli di burocrazia snelli a necessità che io vedo farsi sempre più pressanti, come:

1. la creazione di un governo globalizzato. L’Eurobarometro indica la grande tendenza degli europei a pensare che il miglior posto per prendere le decisioni su molte tematiche é a livello di Unione Europea piuttosto che a livello di governi nazionali.
2. l’intervento su un capitalismo selvaggio per bandire i conflitti d’interesse, gli abusi di posizione. Ormai, infatti, il potere non é più qui, ma nei mercati finanziari dove le speculazioni fanno alzare, per esempio, il prezzo del grano, mettendo a rischio tutta l’umanità.
3. l’emergenza del conflitto generazionale. Oggi esiste una parte d’Europa assistita (pensionati, funzionari statali) e una parte che vive nella precarietà che deve confrontarsi con gli ostacoli imposti dalle cooperazioni ed ordini professionali. Le nostre politiche devono rispecchiare l’evidente necessità di rispondere con diverse soluzioni a diverse generazioni.

Ecco cos’é il riformismo, in Italia come in Europea; non solo un ponte fra socialisti, liberal-democratici e cattolici democratici ma anche un PONTE fra generazioni.

Le nostre politiche devono essere quindi un contenitore aperto ad ogni aggiornamento e voi giovani ed alle vostre istanze.

Non piegatevi mai alle forze dominatrici della società ne seguite ciecamente le opinioni del partito. Siete voi che animati di coraggio e ottimismo sarete presto chiamati a seminare per le nuove generazioni.

Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro. (Bob Dylan)

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