Conferenza stampa al Parlamento Europeo

Pittella e Susta chiedono di “sciogliere il nodo” al più presto

Bruxelles, 3 set. (Apcom) – Gli europarlamentari del Pd hanno annunciato, incontrando i cronisti oggi a Bruxelles, che chiederanno di decidere la collocazione europea del Partito (ovvero il gruppo di apparteneneza degli elettia Strasburgo) entro la Conferenza programmatica prevista in autunno, probabilmente a novembre. “Quella sarà la sede giusta per sciogliere questo nodo”, ha detto il capodelegazione del Pd nel gruppo Pse, Gianni Pittella, sottolineando che “è urgente definire la questione per parteciapre alle scelte europee, e in particolare la nomina della nuova Commissione Ue, e per preparare adeguatamente la campagna elettorale”, in vista dell’elezione del nuovo Europarlamento, a giugno.

A proposito delle scelte europee, gli europarlamentari del Pd hanno riferito di voler rilanciare la proposta del Movimento federalista europeo di proporre una candidatura rappresentativa per la presidenza della Commissione Ue, da sostenere con un ampio schieramento riformista che comprenda sia il Pse che l’Alleanza liberaldemocratica (Alde). “Vogliamo che il Pd intraprenda il più presto possibile quest’iniziativa politica, definendo una candidatura per la presidenza della Commissione sulla base di un programma riformista, e con quali forze condividerla”, ha spiegato Gianluca Susta, capodelegazione degli europarlamentari democratici nel gruppo Alde.

“Intendiamo mantenere la nostra identità, ma anche rifiutare qualsiasi ipotesi di splendido isolamento”, ha precisato Pittella, scartando l’ipotesi di creare “un gruppo isolato del Pd” nell’Europarlamento, e anunciando l’intenzione di “lavorare per un’aggregazione più ampia”.

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Europee/ Eurodeputati Pd chiedono di essere coinvolti in riforma; Lettera a Fini e Schifani: partecipare in iter legge elettorale

Bruxelles, 3 set. (Apcom) – Gli eurodeputati del Pd vogliono intervenire attivamente e con voce in capitolo, insieme ai colleghi italiani degli altri partiti eletti a Strasburgo, nella fase ‘ascendente’ della riforma elettorale per le consultazioni europee, attualmente in discussione nel Parlamento italiano. Per questo hanno annunciato, durante un incontro con i cronisti oggi a Bruxelles, la loro intenzione di scrivere ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, per sollecitarli a invitare gli europarlamentari a partecipare ai lavori sulla riforma che si svolgeranno nelle commissioni delle due camere.

“Il Parlamento europeo – ha lamentato ha Gianni Pittella, capodelegazione degli eurodeputati del Pd nel Pse – è l’unico parlamento al mondo non in condizioni di dotarsi di una propria legge elettorale: Altri decidono il sistema di voto per la nostra istituzione: il governo italiano ha una sua proposta, e anche il Pd ne ha presentato una, che noi sosteniamo. Ma riteniamo che il processo decisionale su questo tema debba comprendere la nostra presenza ai lavori delle commissioni di Camera e Senato. Per questo abbiamo deciso di scrivere ai presidenti di Camera e Senato, chiedendo di essere associati ai lavori come deputazione italiana a Strasburgo”.

Gianluca Susta, capodelegazione del Pd nel gruppo Alde, ha ribadito il sostegno alle proposte di riforma del Partito democratico, che prevede una soglia di sbarramento al 3%, la possibilità di esprimere due preferenze con alternanza di genere (un uomo e una donna), e la suddivisione dei collegi elettorali in 10 circoscrizioni.

Gli eurodeputati del Pd hanno riferito di non aver concordato con i colleghi del Pdl la specifica iniziativa, che intende essere bipartisan, di scrivere a Fini e Schifani; ma hanno osservato che si tratta di una proposta politica basata anche sul fatto che un precedente incontro di tutta la deputazione italiana a Strasburgo, svoltosi nel giugno scorso su invito di Giuseppe Gargani (Forza Italia – Ppe), si era concluso proprio con la constatazione di una volontà comune di essere coinvolti nelle decisioni sulla riforma elettorale delle europee.

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(ANSA) – BRUXELLES, 3 SET – “La conferenza programmatica di ottobre del Partito democratico è la sede idonea per sciogliere il nodo urgente” della posizione europea del Pd: questa la proposta avanzata da Gianni Pittella, ex Ds ed ora capodelagazione del Pd al Parlamento europeo, a nome di tutti gli eurodeputati del partito. “Chiediamo al Pd – insiste Gianluca Susta, ex Margherita e anche lui capodelegazione Pd – di definire in fretta dove collocarsi e con chi”.

Secondo la delegazione del Pd in Europa, la conferenza programmatica di ottobre non dovrà decidere sull’affiliazione a uno specifico partito europeo, ma solamente in quale gruppo politico del Parlamento Ue collocare gli eurodeputati eletti. La prima operazione appare d’altronde molto complessa, visto il veto della Margherita a entrare nel Partito socialista europeo (Pse), le reticenze dei Ds a confluire nei liberali, Alde, e le difficoltà oggettive a creare un terzo soggetto intermedio.

“Vogliamo sapere – spiega Pier Antonio Panzeri, ex Ds – dove ci dovremo sedere nel Parlamento europeo, non se ci iscriveremo o meno al Partito socialista europeo o a che altro”. Luigi Cocilovo, ex Margherita, ribadisce che in questo processo di avvicinamento ad un gruppo “é fuori discussione, l’affiliazione al Pse”, ma riconosce anche “che altra cosa sono i gruppi politici”.

Eluso o rimandato il nodo più complesso, quello dell’affiliazione a un partito, il Pd nel Parlamento Ue mette fretta ai dirigenti nazionali per comprendere almeno con chi potrà costituire un gruppo. Per riuscirci, Susta suggerisce di definire “tra le forze riformiste un candidato unico per il ruolo di presidente della Commissione Ue” che verrà eletto nel prossimo ottobre.(ANSA).
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EUROPEE:EURODEPUTATI PD, CI ASCOLTINO SULLA LEGGE ELETTORALE.

(ANSA) – BRUXELLES, 3 SET – “Il Parlamento europeo è l’unico Parlamento che non può scegliere la sua legge elettorale, è una grave contraddizione”: questa la critica lanciata oggi da Gianni Pittella, capodelegazione del Pd all’eurocamera. Per superare o almeno ridimensionare questa contraddizione, gli eurodeputati del Pd hanno scritto una lettera al Presidente del Senato Renato Schifani ed a quello della Camera Gianfranco Fini in cui, spiega ancora Pittella, “chiediamo di essere associati” al processo di definizione della nuova legge elettorale per le elezioni europee, che si terranno nel prossimo giugno.
Già prima della pausa estiva tutti i rappresentanti italiani a Strasburgo si erano riuniti, su iniziativa di Giuseppa Gargani (Pdl), Presidente della Commissione giuridica dell’eurocamera, per chiedere al Parlamento italiano di ascoltare l’opinione degli eurodeputati su questa delicata riforma.

La delegazione del Pd al Parlamento europeo propone un sistema con due preferenze, liste con alternanza di genere, una soglia di sbarramento del 3% e 10 circoscrizioni con recupero nazionale.(ANSA).

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Pd/Eurodeputati:Conferenza programmatica deciderà collocazione Ue; Pittella e Susta chiedono di “sciogliere il nodo” al più presto

Bruxelles, 3 set. (Apcom) – Gli europarlamentari del Pd hanno annunciato, incontrando i cronisti oggi a Bruxelles, che chiederanno di decidere la collocazione europea del Partito (ovvero il gruppo di apparteneneza degli elettia Strasburgo) entro la Conferenza programmatica prevista in autunno, probabilmente a novembre. “Quella sarà la sede giusta per sciogliere questo nodo”, ha detto il capodelegazione del Pd nel gruppo Pse, Gianni Pittella, sottolineando che “è urgente definire la questione per parteciapre alle scelte europee, e in particolare la nomina della nuova Commissione Ue, e per preparare adeguatamente la campagna elettorale”, in vista dell’elezione del nuovo Europarlamento, a giugno.

A proposito delle scelte europee, gli europarlamentari del Pd hanno riferito di voler rilanciare la proposta del Movimento federalista europeo di proporre una candidatura rappresentativa per la presidenza della Commissione Ue, da sostenere con un ampio schieramento riformista che comprenda sia il Pse che l’Alleanza liberaldemocratica (Alde). “Vogliamo che il Pd intraprenda il più presto possibile quest’iniziativa politica, definendo una candidatura per la presidenza della Commissione sulla base di un programma riformista, e con quali forze condividerla”, ha spiegato Gianluca Susta, capodelegazione degli europarlamentari democratici nel gruppo Alde.

“Intendiamo mantenere la nostra identità, ma anche rifiutare qualsiasi ipotesi di splendido isolamento”, ha precisato Pittella, scartando l’ipotesi di creare “un gruppo isolato del Pd” nell’Europarlamento, e annunciando l’intenzione di “lavorare per un’aggregazione più ampia”.

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ANSA) – BRUXELLES, 3 SET – “La conferenza programmatica di ottobre del Partito democratico è la sede idonea per sciogliere il nodo urgente” della posizione europea del Pd: questa la proposta avanzata da Gianni Pittella, ex Ds ed ora capodelagazione del Pd al Parlamento europeo, a nome di tutti gli eurodeputati del partito. “Chiediamo al Pd – insiste Gianluca Susta, ex Margherita e anche lui capodelegazione Pd – di definire in fretta dove collocarsi e con chi”.

Secondo la delegazione del Pd in Europa, la conferenza programmatica di ottobre non dovrà decidere sull’affiliazione a uno specifico partito europeo, ma solamente in quale gruppo politico del Parlamento Ue collocare gli eurodeputati eletti. La prima operazione appare d’altronde molto complessa, visto il veto della Margherita a entrare nel Partito socialista europeo (Pse), le reticenze dei Ds a confluire nei liberali, Alde, e le difficoltà oggettive a creare un terzo soggetto intermedio.

“Vogliamo sapere – spiega Pier Antonio Panzeri, ex Ds – dove ci dovremo sedere nel Parlamento europeo, non se ci iscriveremo o meno al Partito socialista europeo o a che altro”. Luigi Cocilovo, ex Margherita, ribadisce che in questo processo di avvicinamento ad un gruppo “é fuori discussione, l’affiliazione al Pse”, ma riconosce anche “che altra cosa sono i gruppi politici”.

Eluso o rimandato il nodo più complesso, quello dell’affiliazione a un partito, il Pd nel Parlamento Ue mette fretta ai dirigenti nazionali per comprendere almeno con chi potrà costituire un gruppo. Per riuscirci, Susta suggerisce di definire “tra le forze riformiste un candidato unico per il ruolo di presidente della Commissione Ue” che verrà eletto nel prossimo ottobre.(ANSA).

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