A proposito di alleanze di nuovo conio….

Capisco che i commenti a caldo sono sempre parziali. Sono però convinto che questa volta non sarà così. Conosco Lorenzo Dellai da tanto tempo. Ci ha accumunati, per un tratto non breve di strada, il desiderio di cambiare, di cercare strade innovative e di trovare un percorso riformista, parallelo alla sinistra tradizionale, dopo la crisi della prima Repubblica.

 Lui a Trento e io nella mia piccola Biella; Lui con la Margherita (simbolo di Trento) e io con l’Orso (simbolo di Biella) abbiamo, a metà degli anni ’90, entrambi provenienti dalla DC e dal PPI, attuato un progetto politico e territoriale, allora giudicato ambiguo da molti esponenti del nostro partito e da nostri (ancora oggi) autorevoli amici, che ha permesso di sperimentare la novità della Margherita prima e del PD poi.

Lorenzo, però, forse perchè rimasto saldamente legato al territorio (e che territorio! Una provincia autonoma…….) ha saputo dire due no su cui occorrerà riflettere se non si vuole (come mi sembra che qualcuno già stia facendo) accapparrarsi la “sua” vittoria per stravolgerla nel suo significato più profondo. Il primo “NO” – che è alla base del successo di oggi – è stato allo scioglimento della Margherita trentina (assai originale e autonoma rispetto a quella nazionale in cui, ad es., anche l’Orso di Biella è poi confluito); il secondo NO è stato al suo ingresso nel PD, che anche a Trento è nato, a cui Dellai ha guardato con rispetto e attenzione, ma non in misura tale da permettergli di aderirivi e a cui sacrificare il “suo” gioiello, la Margherita trentina appunto.

Questa scelta – assai coraggiosa – ha generato un duplice, anzi triplice, effetto benefico: ha permesso di fare del PD (guidato dall’ex Sindaco di Trento Pacher) il primo partito del centro sinistra con il 21%; ha confermato l’Unione per il Trentino (La Margherita di Dellai) al 18% e ha relegato in posizioni inconsistenti la sinistra radicale, salvando solo i Verdi che in Trentino non sono certo quelli di Pecoraro Scanio o della “mia” Biella! Risultato: centro sinistra al 57%!!

Nulla è ugualmente ripetibile, tanto meno partendo da Trento e arrivando a Roma. Sicuramente in quella splendida terra l’humus di un cattolicesimo sociale e democratico vissuto con grande spirito liberale permette quello che altrove è difficile ripetere, però…..però….però….Sono sicuro che da questa bella pagina esca lo stimolo per costruire un centro sinistra riformista, moderato, “democratico” tout court, senza nostalgia verso “cose 2, 3 o 4″ o ipotesi riformiste che altro non sono che la “‘quarta fase” della storia del PCI-Pds-DS-PD.

Mi piacerebbe avere, rispetto al mio territorio, gli stimoli, la squadra, l’entusiasmo, l’occasione e – perchè no? – l’incoscienza che ebbi nel 1993 a Biella (cinque anni prima di Dellai….), ma – almeno lì – è una partita che non tocca più a me giocare. So però che il PD, se vuole vincere, deve porsi ovunque, a Biella come a Torino come a Roma, così come si è posto a Trento. Ma c’è un Dellai a Biella, a Torino o a Roma?

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