Crisi dell’auto: Dichiarazione di Gianluca Susta
Pubblicato il 18 novembre 2008 | Nessun commento »
E davanti alla crisi del settore dell’auto, secondo il co-presidente del Pd al Parlamento europeo e membro della commissione Commercio Estero di Strasburgo, Gianluca Susta, ”è nell’interesse dell’Italia che l’Europa si muova in modo unitario” sulla questione degli aiuti di stato. ”L’Europa deve agire in modo unitario nei confronti della sfida americana – afferma l’eurodeputato durante un’intervista ad AKI-ADNKRONOS International -, perché è chiaro che nel momento in cui il governo americano si appresta con miliardi e miliardi a sostenere Ford, General Motors o Chrysler, è impensabile che i paesi europei affrontino singolarmente la crisi del settore auto”. Ma il problema non si pone solo in termini di rapporti con l’altra sponda dell’Atlantico, bensì anche a livello di equilibri interni nell’Ue.
”Francia e Germania – spiega – hanno un debito pubblico di gran lunga inferiore a quello dell’Italia, dunque se noi accettiamo una politica di aiuti di stato singolarmente intesa, Francia e Germania hanno più possibilità di sostenere il settore e questo altererebbe le regole della concorrenza in Europa ed esporrebbe l’Italia a maggiori difficoltà sul mercato mondiale”. Il tutto, conclude, con il rischio di innescare problemi di concorrenza non solo entro i confini Ue ma anche al di fuori. ”Oltre al sistema americano Ci sarebbe una politica di dazi e di barriere tariffarie da parte del Giappone o Corea del Sud che comunque ci esporrebbe a rischi”.
A frenare sugli aiuti di stato per il settore automobilistico è invece il commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes. ”Non potete paragonare l’industria automobilistica a quella finanziaria – ha tagliato corto il commissario Ue – Il settore finanziario è il sangue di tutta l’economia, se questo sistema non funziona, è la morte”. Kroes ha quindi spiegato che Bruxelles è in contatto con le autorità tedesche che intendono varare un pacchetto di aiuti diretti al settore, spiegando che è troppo presto per dire se Bruxelles darà luce verde al piano di sostegno.



