Clima/ Susta (Pd): Bruxelles raddoppia sforzi, che farà l’Italia?

 

Bruxelles, 26 gen. (Apcom) – Che farà il governo Berlusconi di fronte alla nuova proposta sul clima che la Commissione europea presenterà mercoledì, in vista della Conferenza Onu di Copenaghen della fine dell’anno? Minaccerà ancora il veto?” Lo chiede Gianluca Susta, capodelegazione del Pd nel gruppo liberaldemocratico al Parlamento Europeo (ex Margherita), in una nota da Bruxelles in cui sottolinea che la Commissione proporrà di rilanciare gli sforzi contro il cambiamento climatico.

In particolare, mercoledì Bruxelles confermerà la sua intenzione di portare la riduzione delle emissioni di CO2, rispetto al 1990, dall’attuale 20 al 30 per cento nel 2020, in caso di accordo internazionale a Copenaghen, e proporrà di finanziare le misure contro il cambiamento climatico dei paesi in via di sviluppo con una tassa sui ‘permessi di emissione’

“L’ambiziosa proposta che la Commissione europea si appresta ad approvare in vista della Conferenza Onu di Copenhagen conferma che l’Unione europea non ha alcuna intenzione di lasciare ma, anzi, intende saggiamente raddoppiare gli sforzi contro il cambiamento climatico. La progressiva e decisa riduzione delle emissioni di CO2 costituisce una priorità imprescindibile per l’Europa, in linea con quanto più volte richiesto anche dal Parlamento europeo”, osserva Susta.

Secondol’europarlamentare del Pd, l’elezione di Obama ed il ‘Green New Deal’ annunciato dall’Amministrazione americana “rappresentano un’occasione epocale per rilanciare, senza tentennamenti, i nostri impegni su questo fronte, varando un piano che comprenda, tra l’altro, sostegni per la produzione di auto ecocompatibili, incentivi per l’edilizia ecosostenibile, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la rottamazione degli impianti termici obsoleti, etc”.

Dopo aver ricordato la “levata di scudi” italiana al Consiglio europeo di dicembre, “quando il governo aveva lasciato trapelare la possibilità di ricorrere al veto sul pacchetto clima”, Susta conclude che “senza una coraggiosa e lungimirante svolta radicale in materia ambientale, il governo italiano rischia di trovarsi sempre più isolato e su posizioni antistoriche.”

Bruxelles, 26 gen. (Apcom) – Che farà il governo Berlusconi di fronte alla nuova proposta sul clima che la Commissione europea presenterà mercoledì, in vista della Conferenza Onu di Copenaghen della fine dell’anno? Minaccerà ancora il veto?” Lo chiede Gianluca Susta, capodelegazione del Pd nel gruppo liberaldemocratico al Parlamento Europeo (ex Margherita), in una nota da Bruxelles in cui sottolinea che la Commissione proporrà di rilanciare gli sforzi contro il cambiamento climatico.

In particolare, mercoledì Bruxelles confermerà la sua intenzione di portare la riduzione delle emissioni di CO2, rispetto al 1990, dall’attuale 20 al 30 per cento nel 2020, in caso di accordo internazionale a Copenaghen, e proporrà di finanziare le misure contro il cambiamento climatico dei paesi in via di sviluppo con una tassa sui ‘permessi di emissione’

“L’ambiziosa proposta che la Commissione europea si appresta ad approvare in vista della Conferenza Onu di Copenhagen conferma che l’Unione europea non ha alcuna intenzione di lasciare ma, anzi, intende saggiamente raddoppiare gli sforzi contro il cambiamento climatico. La progressiva e decisa riduzione delle emissioni di CO2 costituisce una priorità imprescindibile per l’Europa, in linea con quanto più volte richiesto anche dal Parlamento europeo”, osserva Susta.

Secondol’europarlamentare del Pd, l’elezione di Obama ed il ‘Green New Deal’ annunciato dall’Amministrazione americana “rappresentano un’occasione epocale per rilanciare, senza tentennamenti, i nostri impegni su questo fronte, varando un piano che comprenda, tra l’altro, sostegni per la produzione di auto ecocompatibili, incentivi per l’edilizia ecosostenibile, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la rottamazione degli impianti termici obsoleti, etc”.

Dopo aver ricordato la “levata di scudi” italiana al Consiglio europeo di dicembre, “quando il governo aveva lasciato trapelare la possibilità di ricorrere al veto sul pacchetto clima”, Susta conclude che “senza una coraggiosa e lungimirante svolta radicale in materia ambientale, il governo italiano rischia di trovarsi sempre più isolato e su posizioni antistoriche.”

 

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