L’Italia convince Bruxelles sull’energia
Pubblicato il 26 febbraio 2009 | Nessun commento »
La Commissione europea inserisce nella lista degli interventi per il rilancio dell’economia finanziati con i 5 miliardi di fondi comunitari non spesi negli anni passati due progetti “prioritari” italiani per l’energia
Erano pronti a “pacificamente manifestare” questa mattina sotto le finestre del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ma l’esecutivo Ue è stato più svelto, decidendo di accogliere due progetti considerati prioritari dall’Italia nel quadro degli interventi per il rilancio dell’economia finanziati con i cinque miliardi di fondi comunitari non spesi negli anni passati.Una vittoria per Roma, ma anche per la delegazione italiana al Parlamento europeo, guidata dagli eurodeputati Mario Mauro (Fi), vicepresidente del Parlamento europeo, e dai due capidelegazione del Pd Gianni Pittella (Pse) e Gianluca Susta (Alde), che si sono fatti carico di portare all’attenzione dell’assemblea e della Commissione europea le richieste italiane.
Via libera dunque a due “iniziative prioritarie”, quali il metanodotto Galsi, che porterà il gas algerino in Italia attraverso la Sardegna, e un impianto di “cattura” e stoccaggio geologico di CO2 (Ccs) per la centrale Enel a carbone di Porto Tolle. Anche l’elettrodotto Tunisia-Sicilia, che dovrebbe permettere il transito verso la rete elettrica Ue dell’energia rinnovabile che sarà prodotta in Nord Africa nell’ambito del Piano Solare Mediterraneo, dovrebbe essere introdotto nella nuova lista.
Un passo avanti importante comunque quello di oggi, dopo le accese critiche, non solo da parte italiana, che la presentazione del progetto, qualche settimana fa, aveva suscitato, poiché considerato troppo sbilanciato a favore dei paesi del Nord e dell’Est Europa e “non rispondente – secondo Mauro e Pittella – al principio di immediata realizzabilità delle opere, così come stabilito dallo scorso vertice europeo di dicembre”. Vertice con cui, di fatto, gli stati membri avevano acconsentito a ridistribuire 5 miliardi di euro non spesi dallo scorso bilancio.
“Le osservazioni da noi avanzate nei giorni scorsi – hanno ricordato i tre eurodeputati, tutti membri della commissione Bilancio del Parlamento europeo, che dovrà dare il suo via libera alle proposte di spesa dell’Esecutivo Ue – si orientavano principalmente sul fatto che nella stesura della lista dei progetti ammissibili la commissione non aveva rispettato gli equilibri geografici, a differenza di quanto richiesto dal Consiglio europeo di dicembre 2008. e che l’urgenza della crisi economica aveva imposto una procedura rapida di intervento che aveva di fatto escluso il settore industriale e la piattaforma tecnologica dalla consultazione. La decisione annunciata oggi dal presidente Barroso – hanno concluso i tre europarlamentari – dimostra che le nostre osservazioni erano fondate”.
Una telefonata dello stesso presidente Barroso attesa nel primo pomeriggio al premier italiano, Silvio Berlusconi, dovrebbe rendere ufficiale la decisione a tutti gli effetti.


