Nucleare: quello che serve è una politica sul versante del risparmio energetico

“E’ Singolare che il Governo Berlusconi suoni la grancassa sul rilancio del nucleare – che nella programmazione europea dovrà rappresentare non più del 9-10% del totale – quando, invece, poco o nulla fa sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili, che, insieme, consentirebbero all’Italia di recuperare, rispetto ad oggi, oltre il 30% dell’energia necessaria, senza contare che – ben che vada! – la produzione energetica da nucleare arriverà tra 10 anni!


Occorre che una seria politica di incentivi (diretti e tramite defiscalizzazioni) riorienti gli investimenti verso termovalorizzatori, rigassificatori, nuove tecnologie (come lo stoccaggio dell’anidride carbonica) e verso il risparmio energetico (soprattutto degli edifici) e le fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, solare termico, fotovoltaico, ecc.) che consentirebbero, in tempi assai più brevi, di supportare i consumi di energia del nostro Paese.
Su questi obiettivi, in un quadro di corretto rapporto istituzionale, è auspicabile la convergenza tra il Governo nazionale, le Regioni e gli enti locali in una programmazione seria che tenga conto delle ragioni dello sviluppo e di una corretta valutazione dell’impatto ambientale”.

Dichiarazione di Gianluca Susta

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