FIAT-Opel: scommessa importante per l’industria europea
Pubblicato il 5 maggio 2009 | 1 commento »
Dichiarazione degli on.li Gianni Pittella e Gianluca Susta, capigruppo del Partito Democratico al Parlamento Europeo.
In un periodo di crisi finanziaria che ha contagiato anche l’economia reale, è significativo che proprio da quello che è probabilmente il settore produttivo per antonomasia – l’industria automobilistica – arrivi un segnale di riscatto che é anche un tentativo di approfittare di questa difficile congiuntura per uscirne più forti.Per una volta tanto, inoltre, degli italiani si affacciano sulla scena internazionale non come spettatori ma come protagonisti di una scommessa ambiziosa e di grande rilevanza per tutta l’ industria automobilistica europea; una scommessa che oggi, a qualcuno, può apparire come un azzardo, ma che alla lunga potrebbe rivelarsi come il rischio minore per far fronte alle evoluzioni di questo settore.
Noi confidiamo che la FIAT abbia le capacità manageriali adatte per vincere questa scommessa, il cui esito, comunque, non potrà prescindere dalla capacità di mobilitare ingenti risorse private e garantire l’occupazione negli attuali impianti produttivi.
Anche l’Europa deve fare la propria parte per sostenere e accelerare le necessarie trasformazioni tecnologiche dell’industria automobilistica e tutelare i lavoratori. È necessario, quindi, che la Commissione e i Governi europei affinché definiscano urgentemente un quadro d’azione europeo per le misure a sostegno del settore, aumentino le risorse disponibili e velocizzino le procedure di accesso ai programmi di rottamazione, ai finanziamenti della BEI e ai fondi a sostegno della R&S e dell’innovazione.
Strasburgo, 5 maggio 2009
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maggio 22nd, 2009 at 9:14 pm
Io credo che per Opel, non potendo restare nell’orbita G.M., convenga accettare la proposta di acquisizione della Fiat, anche se dovesse essere inizialmente meno vantaggiosa di quelle della MAGNA-STEYER e del Fondo d’Investimento americano, perchè con la Fiat la Opel avrebbe a disposizione il grande bagaglio tecnico e le risorse del Gruppo torinese per sviluppare e produrre i futuri modelli nei prossimi anni. Accettare la proposta della MAGNA o peggio ancora del Fondo d’Investimento, significherebbe restare a corto di capacità e risorse progettuali per sviluppare le auto dei prossimi anni . Un pò quello che è capitato ora alla Chrysler, di proprietà di un Fondo d’Investimento, che si è ritrovata, oltre alla crisi mondiale, con i cassetti dei progetti completamente vuoti e pur di disporre di capacità progettuali ha di fatto regalato un cospicuo pacchetto azionario a Fiat pur di disporre del “Know How” della Casa torinese.