ANSA: Franceschini a Bruxelles

RUTELLI VEDE IL SEGRETARIO ALLA CAMERA: LA SITUAZIONE E’ APERTA

di Giovanni Innamorati

(ANSA) – ROMA, 10 GIU – “Avevano detto e scritto fiumi di inchiostro che sulla collocazione europea il Pd si sarebbe spaccato e invece eccoci qui uniti”. E’ quasi uno sfogo quello di Dario Franceschini, al termine della riunione con i nuovi europarlamentari Democratici: il segretario ha infatti appena ricevuto l’ok da tutte le anime del partito all’ipotesi che porterà domani a Bruxelles, vale a dire quella di dar vita a un gruppo denominato “Alleanza dei Socialisti e dei Democratici europei” (Asde) che raduni tutti le forze del campo progressista, a partire dai socialisti, che sono la maggior parte.

Domani mattina Franceschini incontrerà Martin Schulz, e una delegazione dei socialisti dei vari paesi europei con cui da settimane è in piedi una trattativa. L’ipotesi che porterà, annunciata oggi agli eurodeputati, è quella non di una adesione al gruppo eurosocialista, bensì a un gruppo nuovo, a partire dal nome: Alleanza dei Socialisti e dei Democratici europei, appunto. “Non è nuova solo l’etichetta – sottolinea alla fine Lapo Pistelli, che domani accompagnerà Franceschini insieme a Piero Fassino. Ad essere nuovo è anche il prodotto; ed è quello su cui c’é stata condivisione”.

In effetti, nella riunione, i 22 europarlamentari del Pd, gli ex Ds, gli ex popolari, e i rutelliani (Gianluca Susta e Guido Milana) danno l’ok al segretario. Susta, che nella passata legislatura era capodelegazione della Margherita nel gruppo dei Liberaldemocratici, sottolinea l’esigenza che il nuovo gruppo non sia solo “una verniciatura” del vecchio Pse. In questo senso servono tre condizioni: che sulle istituzioni europee si lavori a una proposta comune di tutto il campo europeista, dai Verdi ai liberali; inoltre, un no comune al Barroso Bis, e una indicazione unitaria per il presidente dell’Europarlamento.

Per altro questa è la linea di Franceschini. I Democratici, ha detto alla riunione, sono stati i primi in Europa a capire la crisi della socialdemocrazia e a lavorare alla costruzione di una più ampia alleanza di tutti i riformisti e i progressisti. Dopo la batosta delle europee, con i socialisti ridotti al 16% in Francia e in Gran Bretagna, e al 22% in Germania, il cantiere italiano assume un altro appeal. E gli argomenti di Franceschini diventano più convincenti anche dal punto di vista numerico: i socialisti raggiungono solo 161 eurodeputati, e salirebbero a 183 con l’iniezione del Pd. E poi il Pd sta lavorando per portare nel nuovo gruppo altri partiti, pur piccoli, dell’area riformista. Pistelli avrà infatti una serie di colloqui domani con diversi esponenti di queste formazioni.

Nel pomeriggio Francesco Rutelli a Montecitorio invita alla prudenza, dopo un colloquio con Franceschini: “Domani va a Bruxelles, vediamo che tipo di indicazioni e prospettive vengono presentate; poi, ci riuniremo e discuteremo perché è un tema strategico per il Pd. La situazione è aperta”.

Un esponente vicino al segretario usa una metafora calcistica per far capire che l’intesa con i socialisti è vicinissima: “quando il Real annuncia che sta trattando per comprare Kakà, vuol dire che il contratto è già stato firmato”.

In ogni caso, Franceschini è fiducioso: “Gli editorialisti e i gufi – ha detto ai suoi – che profetizzavano che ci saremmo spaccati sulla collocazione europea sono serviti. Vediamo cosa scriveranno”.(ANSA).

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10 June 2009
22:02
ANSA – Politics News Service
Italian
(c) 2009 ANSA

 

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