Susta ironizza: Barroso si è cacciato in un guaio…
Pubblicato il 4 settembre 2009 | Nessun commento »
“Barroso non sa in quale guaio si é cacciato…A questo punto Berlusconi potrebbe passare dalle parole ai fatti e stoppare i lavori dell’Unione europea…“, é questo il commento di Gianluca Susta (Pd), vicepresidente dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, alle parole con le quale oggi a Bruxelles il presidente della Commissione Europea, nel corso della presentazione del suo programma per il prossimo quinquennio, ha replicato alle critiche di Berlusconi ai portavoce UE.
“Passando invece alle cose serie, ha continuato Susta, quello di Barroso é un programma corposo e che, almeno sulla carta, promette finalmente di segnare una decisa svolta rispetto agli scialbi 5 anni del suo primo mandato.
In particolare, spiega Susta, per l’impegno a costruire un rapporto privilegiato con il Parlamento europeo: un approccio, questo, che ricorda gli anni di Delors e Prodi alla guida della Commissione europea. A questo punto, però, ci aspettiamo anche che Barroso spenda qualche parola sul ruolo del Consiglio dell’UE, ed in particolare sul comportamento dei governi nazionali in questi anni e sul ruolo che dovrebbero avere nell’Europa che intende portare avanti.
Troppe volte, infatti, durante questi anni ci é toccato assistere ad un Barroso che più che il presidente della Commissione europea sembrava essere il segretario del Consiglio dell’UE. Noi non vogliamo un presidente della Commissione calato nel ruolo di bravo chierichetto a fianco di Sarkozy o dell’officiante di turno; noi vogliamo una Commissione forte, autorevole ed indipendente dai Governi nazionali. Anzi, lo vogliono i trattati, che hanno costruito l’UE su tre pilastri istituzionali e sul loro reciproco equilibrio.
Sul piano delle proposte, inoltre, il programma di Barroso è ancora troppo vago e, in particolare sulla crisi finanziaria e sul piano sociale, si limita unicamente ad un elenco di obiettivi che bisognerebbe raggiungere senza però spiegare come.
Se Barroso vorrà contare sul nostro sostegno dovrà essere pronto a presentare un programma più concreto e a fare anche autocritica su alcuni aspetti del suo primo mandato, perché é evidente che in quanto candidato uscente `verrà giudicato non solo sulla base dei nuovi propositi ma anche sulla base di ciò che ha fatto”.
Bruxelles, 3 settembre 2009



