Susta: “Per l’auto serve un grande piano comune europeo. No al protezionismo di stato”
Pubblicato il 24 settembre 2009 | Nessun commento »
“La difesa del nostro tessuto produttivo rappresentato dall’industria manifatturiera europea resta una delle principali modalità per rilanciare l’economia e, quindi, l’occupazione in Europa. Guai, però, se i Paesi membri, invece di concordare una strategia comune competitiva e socialmente coraggiosa nel mondo globale, scelgono strade neonazionaliste, che alterano la concorrenza interna, chiudono di fatto i mercati, creando squilibri e, quindi, producendo ingiustizie.
E’ inaccettabile, in questa logica, quindi, e contrario all’”interesse europeo”, il sostegno che alcuni Stati membri vorrebbero dare a OPEL in cambio del mantenimento del livello di occupazione. Sarebbe un inutile spreco di denaro pubblico inadatto a fermare il riassetto in atto nell’automotive . Occorre invece, in sede UE e in accordo con le grandi case automobilistiche, coordinare gli interventi a favore della ricerca e dell’innovazione, il sostegno alla domanda e al rilancio dei consumi, privilegiando le auto a minor impatto ambientale e ricontrattando in sede WTO le barriere, tariffarie e non, che oggi alterano il mercato. Senza tutto ciò, il sostegno a certe case automobilistiche in difficoltà suona solo come “guerra” a chi, anche a costo di gravi prezzi sociali pagati, ha fatto il proprio dovere per rispondere alle sfide del mondo contemporaneo e come un’alterazione delle più elementari regole di convivenza commerciale nell’UE. In questo quadro mi auguro che le Istituzioni comunitarie – che non sono solo “i burocrati di Bruxelles”, ma anche l’espressione democratica di 500 milioni di cittadini europei – sappiano rispondere con fermezza contro ogni tentativo di mettere in discussione le regole che, dai Trattati di Roma in poi, hanno consentito all’Europa di diventare e di essere tuttora il primo attore dell’economia globale”.
Bruxelles, 24 settembre 2009



