Crocifisso: no a guerre sui simboli

“Di tutto abbiamo bisogno salvo che di nuove guerre sui simboli religiosi”. Lo dichiarano in una nota congiunta gli europarlamentari del Pd Silvia Costa, Patrizia Toia e Gianluca Susta in merito alla sentenza della Corte di Strasburgo secondo cui la presenza del Crocefisso nelle aule costituisce una violazione del diritto dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni.

“L’interculturalità, di cui sempre più dovranno tenere conto gli ordinamenti degli Stati nazionali e la legislazione europea, ha come fondamento la convivenza delle diverse identità, non la loro cancellazione. Non aiutano le sentenze – aggiungono gli europarlamentari – che scambiano per violazione dei diritti umani l’esposizione di simboli, come il Crocefisso, che non sono solo religiosi, ma che fanno riferimento a comuni basi culturali e civili della nostra tradizione, italiana ed europea”.

“Vietare il Crocefisso nelle aule fa il pari con il divieto di indossare il velo alle donne islamiche e tutto ciò non aiuta una serena integrazione nella società. Ricordiamo, infine, che se è vero che la Corte di Giustizia trova in un Trattato Internazionale il fondamento della propria competenza, – concludono Silvia Costa, Patrizia Toia e Gianluca Susta – è altrettanto vero che, in Italia, norme di rango costituzionale, ex art. 7 della Costituzione, prevedono la possibilità di esposizione del Crocefisso, in luoghi pubblici, che la Corte di Strasburgo, invece,condanna”.

Dichiarazione congiunta degli europarlamentari Silvia Costa, Patrizia Toia, Gianluca Susta

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