Sull’accordo di libero scambio con la Corea del Sud…
Pubblicato il 12 febbraio 2010 | Nessun commento »
Gianluca Susta é intervenuto mercoledi’ 10 febbraio 2010 a Strasburgo, in qualità di autore dell’interrogazione orale alla Commissione, in occasione del dibattito sull’accordo di libero scambio con la Corea del Sud. Di seguito l’intervento integrale.
Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, sul nuovo palcoscenico mondiale sono saliti alla ribalta nuovi attori, alcuni addirittura considerati fino a poco tempo fa paesi in via di sviluppo.
Ciò deve cambiare l’approccio, anche culturale, verso il libero commercio e le modalità concrete con cui si estrinseca il rapporto tra l’Unione europea e i suoi grandi competitor. Questo rapporto oggi passa anche attraverso qualche parola magica, che ancora non è entrata nel vocabolario della struttura della Commissione europea. Queste parole sono reciprocità, interesse europeo, lotta al dumping e lotta alle barriere tariffarie.
È in questo quadro che occorre collocare l’Accordo di libero scambio con la Corea, che aveva peraltro suscitato le perplessità di due Commissari – Mercato interno e Occupazione – e di alcuni governi.
Quali sono i veri vantaggi di questo accordo bilaterale, quando il 50% dell’interscambio tra l’Unione europea e la Corea riguarda il settore auto, dove la sproporzione tra le 700.000 auto coreane esportate da noi contro le 27.000 europee è di tutta evidenza? Che senso ha dare un aiuto indiretto di circa 1.600 euro per ogni auto coreana venduta in Europa, quando alcuni governi europei a fatica incentivano la compravendita di auto per rilanciare i consumi? Come non considerare le forti perplessità anche dell’industria tessile e di quella elettronica?
Non ci accontentiamo, signor Commissario, di sentirci ripetere per l’ennesima volta, come ha fatto prima di lei la Commissaria Ashton, che ci sono vantaggi per la nostra industria chimica, farmaceutica o agroalimentare, che sono scandalosamente minimi rispetto alle conseguenze per il tessile, l’elettronica e soprattutto per l’auto, oppure per i servizi finanziari. Ma questa Europa, oggi, con questa crisi sceglie ancora l’opzione finanziaria per il proprio sviluppo?
Abbiamo tutti salutato con speranza la nuova Europa nata a Lisbona. Questa Europa però non può, soprattutto oggi non farsi carico dell’interesse europeo nel mondo. Gli Stati Uniti fanno carte false per difendere Boeing contro Airbus e il governo argentino minaccia di espropriare Telecom.
L’accordo con la Corea renderà legittime vere e proprie triangolazioni finora illecite con la Cina. Questo è lo scenario in cui si muovono le nostre grandi aziende, e dietro a questo ci sono centinaia di migliaia di lavoratori, di famiglie che vedono svanire il loro futuro, non perché producono servizi o beni di scarsa qualità, ma perché non ben definiti interessi prevalgono su quelli più evidenti e oggettivi.
Confidiamo sulla sua sensibilità, signor Commissario, anche al fine di evitare ratifiche frettolose, accompagnate magari da inaccettabili decisioni di applicazioni provvisorie della parte commerciale dell’Accordo in attesa della ratifica, e comunque inaccettabili prima che venga definito con chiarezza il regolamento sulla clausola di salvaguardia bilaterale, la cui adozione è sottoposta a procedura legislativa ordinaria, che è da considerarsi preliminare a ogni valutazione circa l’opportunità o meno …
(La Presidente interrompe l’oratore)
Video dell’intervento di Gianluca Susta in plenaria


