Il coraggio della verità

Il primo contributo che dobbiamo dare per rispondere al deludente risultato è parlarci chiaramente tra noi.

Non abbiamo bisogno di dichiarazioni “liturguche”, autoassolutorie, quali quelle con cui il gruppo dirigente nazionale ha accolto un risultato oggettivamente negativo.

Abbiamo perso!

16,5 milioni di Italiani da oggi hanno un Governo regionale di destra; Vendola vince in Puglia “nonostante” il PD, che ha cercato in tutti i modi di non candidarlo; il salto sul carro in corsa lanciato dalla Bonino si è rivelato perdente e l’alleanza posticcia con l’UDC non ha impedito in Piemonte di consegnare alla destra e alla Lega una Regione “chiave”, peraltro ben governata. L’astensionismo ha colpito anche il PD, il che significa che molti elettori di centro sinistra non ci ritengono “l’architrave dell’alternativa”.  

Questo risultato mette in evidenza tutta la crisi – per non dire l’insufficienza – del progetto di questo PD, confinato, salvo eccezioni, nel Centro Italia; che viene per lo più vissuto come la quarta fase della storia del PCI-Pds-DS-PD; un partito in cui l’incontro tra la sinistra democratica e il centro riformista ha funzionato per lo più come “zattera” di salvataggio di pezzi di ceto politico e non come proposta alternativa di Governo. Le alleanze larghissime, la proliferazione esasperata di liste per carpire un consenso non altrimenti raccoglibile contraddice sia l’assetto bipolare che abbiamo concorso a dare al nostro sistema, sia la natura che la vocazione plurale del PD, un partito che ha senso solo se il quadro politico e la rappresentanza partitica si semplificano e non se ciascuno si organizza intorno alla propria identità, quando non al proprio interesse. Ancora una volta abbiamo solo cercato di “vincere”, quando invece gli Italiani ci chiedono una proposta forte di Governo, quella proposta che con questa opposizione non possiamo dare e – infatti! – abbiamo perso!

E’ – a mio avviso – questa la riflessione che dobbiamo fare mettendoci tutti in gioco, senza autoconsolazioni che assumono anche il sapore della beffa.

 

Gianluca Susta

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