Denominazione dei prodotti tessili e relativa etichettatura

Intervento di Gianluca Susta in plenaria a Strasburgo – Lunedi’ 17 maggio 2010

Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie al relatore, ai relatori ombra anche, al Commissario Tajani, al vicepresidente Tajani, per le risposte che ci ha dato, puntuali, precise, su punti essenziali.

Diciotto anni fa l’università di Barcellona aveva fatto uno studio in cui diceva che il tessile sarebbe scomparso dall’Europa entro il 2000. Siamo nel 2010 e questa funesta profezia non si è avverata, non si è avverata per una semplice ragione: la ricerca e innovazione che è stata sviluppata in Europa e nei paesi che hanno mantenuto un’industria manifatturiera – perché non sono stati solo i centri di ricerca ma sono stati i centri di ricerca applicata e l’industria – hanno garantito la produzione di nuove fibre innovative, che oggi ci consegnano il bisogno di questo regolamento al posto di una direttiva, che garantisca la flessibilità, che garantisca i consumatori nell’etichettatura, che ci garantisca rispetto all’origine anche dei paesi.

Credo che sia utile immaginare un futuro, vicepresidente Tajani, in cui per tutelare la sicurezza e la sanità ci sia anche un osservatorio europeo, un’authority che tuteli questa originalità. Credo che questo sia l’aspetto positivo di questa relazione che dovrà trovare il nostro consenso.

 

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