Attento Pd, non basta la socialdemocrazia

Il dibattito aperto sul Foglio dall’articolo di Andrea Peruzy merita qualcosa in più che una stringata dichiarazione ai giornali. Come ha molto ben scritto Mauro Ceruti, sul rapporto tra Pd e socialismo europeo si gioca buona parte delle ragioni che hanno mosso molti – tra cui chi scrive – ad aderire al Partito democratico. Le parole del segretario di Italianieuropei non sono incoraggianti perché partono da un vizio di fondo, quello secondo cui il fronte progressista europeo si esaurisce nella pur variegata famiglia socialista e, quindi, le speranze di un’Europa più libera e più eguale vanno alimentate riformando dall’interno il socialismo europeo.

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Susta: i governi europei passino dalle parole ai fatti…

Gianluca Susta è intervenuto il 23 giugno 2010 in plenaria a Bruxelles a proposito delle Conclusioni del Consiglio europeo del 17 giugno 2010, alla presenza del Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

Il dibattito é stato un’importante occasione per commentare con Van Rompuy il futuro della governance economica e finanziaria europea e le vie di uscita dalla crisi.

Il recente Consiglio europeo ha, infatti, approvato la strategia EU2020 per la ripresa e lo sviluppo, decidendo anche di rafforzare il Patto di stabilità e crescita. E’ stata inoltre raggiunta un’intesa per una tassa sulle transazioni finanziarie, e un giro di vite sulla regolamentazione finanziaria.

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L’accordo di libero scambio con Corea Sud non aiuta l’industria automobilistica e tessile Italiana

“L’approvazione in Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo del regolamento di salvaguardia sull’Accordo di libero scambio con la Corea del Sud è sicuramente utile, ma non elimina gli effetti negativi che la ratifica dell’Accordo provocherà sull’industria automobilistica e, in parte, anche tessile, italiana ed europea.

Ancora una volta l`ampliamento dei mercati assicurativi e bancari viene dall’UE privilegiato rispetto ai principali settori manifatturieri.

Sollecitiamo, quindi, il Governo italiano ad affiancare la battaglia dei parlamentari europei italiani di tutti i Gruppi e a porre il veto in Consiglio sulla ratifica dell’Accordo di libero scambio (FTA) con la Corea del Sud, così come ha fatto il Congresso USA, bloccando un analogo accordo siglato a suo tempo tra l’Amministrazione Bush ed il Paese asiatico”.

PD, ricorda la cura Amato

Nihil sub sole novi diceva il grande Seneca. Leggendo l’atteggiamento prevalente nel Pd sulla manovra economica non si può non andare con la memoria all’atteggiamento che tenne l’allora Pds nei confronti della “scure” di Amato sui conti pubblici del ’92, anch’essa, come quella di Tremonti, non certo “equa” e poco orientata alla “crescita”. Lo ricordo in estrema sintesi. Lo scenario era il seguente: dollaro a 1300 lire; marco a 940 (con oscillazione nello Sme consentita fino a lire 765,4 e, quindi, lira fuori dallo Sme); 48mila miliardi spesi inutilmente dalla Banca d’Italia per opporsi all’assalto della speculazione finanziaria che “giocava” sterlina contro lira; debito pubblico in esplosione. Uno scenario simile a quello di alcuni paesi europei di oggi. Bene, in quel contesto alcuni “professori” ed esponenti miglioristi della sinistra (Riva, lo stesso Visco, Napoleone Colajanni, Borghini, ecc.) tentarono di raccogliere delle firme durante l’assemblea dei deputati della Quercia a (parziale) sostegno della manovra.

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