Gianluca Susta: guardando alle elezioni 2014…
Pubblicato il 7 settembre 2010 | Nessun commento »
L’europarlamentare parla di strategie politiche e di rinnovamento.
Intervista pubblicata su “Il Biellese” del 7 settembre 2010
Gianluca Susta si è messo lavoro. L’aveva detto un paio di mesi fa, di volere andare «oltre il Pd, ma non contro il Pd». L’obiettivo sono le elezioni amministrative del 2014, per le quali vorrebbe mobilitare uno schieramento “civico”, frutto di un laboratorio politico che ripercorra i successi della sua vecchia “lista dell’Orso”.
Onorevole Susta, dopo l’incontro pubblico con Vietti, Vernetti e Bobba, in cui lei ha parlato molto chiaro circa il disagio politico di una certa area di questo Pd, dalla segreteria del partito (vecchia e nuova) non è venuto neppure un commento o una replica. Che significa? Indifferenza o imbarazzo?
Boh! Non so…..Non credo né imbarazzo né indifferenza. Forse desiderio di capire o forse erano troppo impegnati per il “congresso” provinciale. Però con Raise e con Valenti ne ho parlato e gli ho spiegato che non si tratta di un’iniziativa contro il Pd. E così è!
In quell’incontro lei mise a fuoco una strategia politica in vista delle elezioni amministrative locali del 2014. Da quella sera le cose sono andate avanti? Come?
Ci siamo ritrovati altre due volte a luglio; abbiamo discusso; ci sono stati più di 30 interventi nel dibattito e alle tre serate sono intervenute un centinaio di persone; abbiamo messo a punto lo statuto.
Entro metà settembre riconvocheremo l’assemblea costituente dell’associazione ed eleggeremo i dirigenti. Noi andiamo avanti, “oltre” il Pd, non certo contro il Pd. Qualcuno di noi ha anticipato il “terzo polo”, altri ritengono di poter continuare la loro battaglia nel Pd o nell’ Udc o nell’Idv.
La nostra è un’iniziativa “civica”, aperta; non è la “lista” di “qualcuno”, tanto meno mia! A Biella non ci sarà mai una “lista Susta”! Vogliamo creare un movimento, popolare e di opinione, per vincere e governare nel 2014. Speriamo che i partiti capiscano e facciano un passo indietro. Ma adesso è presto Nel profondo nord non si batte la destra sommando i partiti dell’opposizione. Chi vivrà, vedrà! Non ci interessano iniziative personali, partitucoli, listarelle.
Quanto al Pd, inteso come partito capace di far coesistere le ragioni del centro e della sinistra in una moderna forza di centrosinistra, non c’è più….se mai c’è stato… Sta nascendo una sinistra democratica, libertaria, ambientalista intorno a Vendola e viene annunciato un “terzo polo” che recupera la tradizione riformatrice dei liberaldemocratici, dei democratici cristiani di tradizione degasperiana e sturziana, dei laici progressisti e che, di fatto, vanifica la presenza di quelli come me nel Pd. Se si va alle elezioni adesso queste sono le forze che si contrapporranno alla destra.
Il PD in questo scenario appare incerto. Un giorno prega Casini, un altro lancia la grande “Alleanza costituzionale”; qualcuno spera in Vendola, altri sognano il “nuovo Ulivo”. Si parla tanto di “geometrie”, ma di contenuti poco.
Nel frattempo il Pd locale ha un nuovo segretario, Doriano Raise, che però sembra rappresentare la continuità con la precedente gestione che voi avete criticato così tanto.
Raise ha buone idee e buone intenzioni. Capisce perfettamente che cosa si dovrebbe fare. Ma i tempi e le scelte della politica li detta Roma, non Biella!
E il Pd, a Roma, il 19 agosto ha mandato la corona alla Messa in suffragio di De Gasperi e il 21 ha mandato una corona e un rappresentante del partito alla cerimonia per Togliatti. Un partito che sa che cosa vuole non può celebrare contemporaneamente De Gasperi e Togliatti. Anche i simboli contano per il popolo! In questo quadro politico faccio fatica a continuare a fare politica.
Vorrei contribuire a mandare a casa, ovunque, questa destra, ma fin tanto che il centro sinistra sarà così non potremo mai vincere. Eppure battere questa destra e questo Berlusconi che, come Mussolini con Hitler, sta bello ritto nella camionetta dell’esercito insieme a quel delinquente di Gheddafi o gozzoviglia con Putin, resta la priorità!
Si invoca tanto il rinnovamento nel Pd, ma le alternative alla vecchia nomenclatura non sembrano così numerose: qualcuno dice che la scelta è limitata tra giovani ormai “vecchi” per militanza e per assimilazione alla classe dirigente, e altri “rampanti”, ma radicali un po’ snob senza un effettivo seguito popolare. Che ne pensa?
Penso che bisogna fare il rinnovamento! Dopo tre mandati tutti a casa! Tutti! E quando dico tre, non dico tre da consigliere regionale, poi tre da deputato, poi tre da europarlamentare ecc.! No! Dal regionale in su tre e basta! Tuttavia la “carriera” non comincia da qua!
Comincia dal Consiglio comunale! Un giovane si deve fare il mazzo; deve sputare sangue; deve studiare; deve imparare. Se poi gli altri lo riconosceranno bravo e competente allora potrà andare avanti! Altro che “disamorarsi” se non lo prendono in considerazione per fare questo o quello dopo poco tempo!
Io ho fatto il Sindaco dopo 17 anni di Consiglio comunale! Borri dopo 8; Squillario dopo 16; Barazzotto dopo 17; Gentile dopo 10! Questa è la trafila! E poi bisogna avere idee e farsi apprezzare dal “popolo”! Chiamparino ha 62 anni! E’ vecchio o giovane?
Io sogno una politica rigorosa, “sabauda”, magari “demodè”, in cui si torna a fare discussioni di ore in un cinema o in una piazza, in cui ci si piglia per i capelli, ma poi si esce con “qualcosa”. Qualcuno crede che basti fare un bel discorso ogni tanto o aprire un blog o andare a Ballarò e Porta a Porta per rivendicare ruoli, aspettative, investiture.
I giovani non devono guardare alla politica come a una professione, ma devono viverla con “professionalità”, altrimenti “il popolo” capisce che si tratta di arrivisti o venditori di fumo. Abbiamo bisogno di giovani che, soprattutto tra i cristiani, raccolgano l’invito del Papa e concepiscano la politica come servizio. Se non è così la politica diventa solo un mestiere come un altro.
Alle primarie per eleggere il nuovo segretario hanno votato in pochi, circa 350, che rappresentano il 30 per cento degli iscritti. Come interpreta questi dati?
Fosse il 30%… Vuol dire che non abbiamo più nessuna capacità di avere un reale collegamento col nostro elettorato e con la gente normale e non è un problema solo del Pd. Grazie a Dio io ho sempre avuto una vita politica “parallela”, che mi fa incontrare decine e decine di persone tutte le settimane e mi consente di mantenere un contatto indispensabile per capire come va il mondo. Che partito è quello che prende 20.000 voti e porta a votare per il segretario 350 persone? E’ un club di “compagni” e niente più! Ma non vale solo per il Pd!
Al di là della partecipazione al voto, le primarie sono sembrate un meccanismo molto macchinoso e complicato per eleggere i rappresentanti. Un meccanismo che non è riuscito certamente ad appassionare l’opinione pubblica come era avvenuto nel passato.
Perché le ultime non sono state vere primarie. E neanche quelle per le regionali! Le primarie sono tali se sono il massimo di apertura alla sovranità popolare, senza limitazioni, equilibrismi, “riserve indiane”, pateracchi! Così non è stato e queste cose si pagano con il calo di partecipazione.
In ogni caso anche le primarie vere a casa “nostra” sono una cosa molto difficile! Il Pd è la fusione di due apparati – quello dei Ds e quel poco che restava della Margherita – che non sono lontanamente paragonabili tra loro. Se alle primarie si va blocco contro blocco non c’è partita: vincono gli ex Ds!
E poi nel Pd le primarie, salvo rari casi (Vedi Firenze, la Puglia) sono state più delle ratifiche di decisioni assunte dal vertice che delle scelte popolari vere e proprie. E’ valso per Prodi nel 2006; è stato così per Veltroni nel 2007. Quando non c’è partita non ci sono primarie vere e, alla lunga, alla gente non gliela conti!
Come a livello nazionale, anche a Biella è nata la cosiddetta area “finiana”. A Roma soprattutto il suo amico Rutelli, ma anche Casini, con le cui aree politiche lei sembra voler dialogare, sembrano interessati. Anche a Biella Futuro e Libertà, a cui ha aderito anche l’ex comunista Marco Abate, può essere un partner interessante per il suo laboratorio?
Il “terzo polo” è una cosa; l’iniziativa di Fini un’altra. Mentre guardo con interesse al “terzo polo” (ma voglio capire bene dove vuole andare a parare), non vedo bene un accordo elettorale con Fini. Io ho stima di Fini e guardo con inquietudine al tentativo di “ammazzarlo” che hanno messo in campo Berlusconi e il suo circo mediatico, maFini vuole cambiare la destra, trasformare la destra italiana in una seria destra europea.
Il terzo polo, invece, deve, a mio giudizio, raccogliere il più grande consenso elettorale possibile, puntare ad essere la prima forza o ad avere i suffragi sufficienti per costringere la sinistra, con la forza dei numeri e della politica, a cambiare in senso liberale. Se non punta a fare questo è solo l’ennesima zattera per salvare pezzi di ceto politico e allora non mi interessa…naufragherà e la destra vincerà di nuovo… quella di Bossi-Berlusconi però! Ahinoi!
In autunno si rischia di andare a elezioni anticipate, di rivotare per la Regione e forse anche per la Provincia, se il presidente Simonetti deciderà di ricandidarsi al Parlamento. Il Pd le sembra pronto per queste sfide locali e nazionali?
Mai avere paura delle elezioni! O la destra, che ha vinto le elezioni, è in grado di ricompattarsi bene! Se no si deve andare a votare il prima possibile! Tre mesi di campagna elettorale non porteranno ad un’aggressione del debito italiano da parte della speculazione perchè l’Europa non lo permetterà e perchè – basta che entrambi gli schieramenti lo vogliano – si possono mandare messaggi rassicuranti ai mercati anche sotto elezioni.
Noi non ci possiamo permettere di far apparire Berlusconi come una vittima della partitocrazia! Vincerebbe di nuovo! Né i partiti si metteranno mai d’accordo su di una nuova legge elettorale.
Quanto a Simonetti – che è una persona perbene – rifletta a fondo! E’ giovane; ha la vita davanti a sé. A 35/40 anni si può – anzi: si deve! – rinunciare al Parlamento per governare la propria comunità! Nel 1994 (non avevo 38 anni) il segretario regionale del PPI (che era – come oggi – Morgando….sic!) mi offrì il seggio sicuro alla Camera nel proporzionale. Rifiutai….per ricandidarmi a Sindaco.
Come è andata si sa. A Roma – come deputato – non ci sono mai andato, ma non sono pentito. In fondo, oggi, con lo svuotamento che il berlusconismo ha fatto del Parlamento, meglio Bruxelles, dove si discute e si decide, anche se per qualcuno continua a contare di più Roma, anche se non è vero.
Se la crisi politica attuale dovesse condurre alla fine del “berlusconismo”, lei si aspetta un rimescolamento dell’attuale assetto delle forze in campo? E in che modo?
In ogni grande Paese europeo ci sono due forze principali, socialisti e conservatori o democristiani, e almeno due forze intermedie rilevanti (salvo la Spagna): liberaldemocratici (come in Gran Bretagna, Germania, Belgio, Olanda, Portogallo), centriste (come in Francia con Bayrou) o ambientaliste (come in Francia, Germania). In alcuni Paesi (Austria, Olanda, Belgio, ma anche Regno Unito) stanno prendendo piede movimenti localistici, tipo Lega, e in altri troviamo ancora l’estrema sinistra, minoritaria, ma in piedi (Germania, Spagna, Francia).
Potrò sbagliarmi, ma la scomposizione e ricomposizione degli assetti – se dovesse crollare il berlusconismo – in Italia sarà simile al quadro europeo. Io penso che avremo una destra democratica, gollista per capirci, e la Lega Nord ad essa alleata; un partito liberaldemocratico, che raccoglierà anche i moderati dell’Idv; la sinistra democratica, raccolta intorno a quello che nascerà dalla trasformazione del PD, dal “popolo viola” e dall’incontro con la “novità” libertaria ed ecologista vendoliana. Il resto sarà residuale, di testimonianza.
Non è lo scenario che avrei voluto! Ma nulla è peggio in politica di una classe dirigente che persevera nell’errore solo per preservare se stessa. E’ questo che, soprattutto, rimprovero a chi guida il PD, che per me resta un grande sogno, irrealizzato e non realizzabile, almeno in questo tempo e nel futuro prossimo. E questa constatazione – sia chiaro – la faccio con immensa tristezza.



