Accordo UE-Marocco
Pubblicato il 14 febbraio 2012 | Nessun commento »
Colleghi Deputati, Signor Commissario,
c’è, in questo accordo, un “interesse comunitario” più grande di quello, pur non secondario, dei produttori agricoli del sud.
Non c’è sviluppo pacifico e democratico nella sponda sud del Mediterraneo se ci chiudiamo in nostalgie autarchiche che possono favorire il diffondersi, nel continente africano, di sentimenti antieuropei.
Certo sarebbe stato preferibile, un approccio multilaterale con i Paesi del Nord Africa e del M.O, onde evitare future sperequazioni, ma questo accordo appare equilibrato; non minaccia molti prodotti tipicamente “nostri”. I 6 prodotti (su 15) più sensibili dell’export marocchino resteranno contingentati. Nuove opportunità si aprono per alcuni prodotti nostrani e per quelli per i quali è prevista una liberalizzazione totale.
Infine, la clausola di salvaguardia offre uno strumento di tutela aggiuntivo nel caso di grave danno ai settori interessati.
E’ vero, cari Colleghi, non risolviamo con questo accordo la questione atavica del popolo Saharawi.
Ogni accordo commerciale deve essere accompagnato da una coraggiosa iniziativa politica dell’UE per promuovere i valori di libertà e di giustizia nel mondo, ma non si può strumentalizzare il dramma del popolo Saharawi per tutelare alcuni settoriali interessi economici. Si può e si deve, invece, avere la lungimiranza di una visione, non fine a se stessa, della politica commerciale.
Quella, appunto, che questo accordo ci fa intravedere. Per questo io voterò a favore.
Intervento in Aula di Gianluca Susta a Strasburgo martedi 14 febbraio 2012 in occasione del dibattito sull’Accordo UE-Marocco riguardante misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli trasformati, il pesce e i prodotti della pesca.



