ACTA: Parlamento europeo, S&D hanno dubbi
Pubblicato il 13 febbraio 2012 | Nessun commento »
Articolo di Alessandra Flora, pubblicato su “EurActiv.it” il 10 febbraio 2012
La discussione su Acta è appena all’inizio e già diversi eurodeputati manifestano dubbi e riserve. Scetticismo è stato espresso dal gruppo dei socialisti-democratici (S&D) del Parlamento di Strasburgo, annunciando una serie di azioni per dare voce alle preoccupazioni e per verificare la compatibilità del discusso accordo internazionale anticontraffazione con le norme europee.
Il capogruppo S&D, l’austriaco Hannes Swoboda, ha affermato che i socialisti “sostengono con fermezza la lotta contro la contraffazione dei beni, dannosa per l’industria e per i consumatori, ma si chiedono se Acta sia lo strumento giusto poiché Cina e India non ne fanno parte”.
I dubbi riguardano anche la questione del monitoraggio delle attività online: “Il testo – ha detto Swoboda – è troppo vago e abbiamo bisogno di avere chiarimenti sul ruolo degli internet provider nelle attività di controllo. Visto che il Parlamento potrà dire soltanto sì o no, senza possibilità di emendare il testo, non è escluso che per il nostro gruppo non sia possibile approvare l’accordo”.
Susta (S&D): Commissione e Consiglio hanno snobbato il Parlamento
Gianluca Susta, eurodeputato del Gruppo S&D, membro della commissione Commercio Internazionale (la più coinvolta sulla discussione di Acta), afferma ai microfoni di EurActiv.it: “Il problema della lotta alla contraffazione deve essere affrontato con maggiore intensità, ma non può farlo né un singolo stato, né l’Ue da sola. La contraffazione non riguarda solo orologi, scarpe e borsette, ma coinvolge i farmaci, i sistemi di sicurezza, la vita della persone nella sua totalità. Non concordo con il fatto che questi temi siano stati mescolati con la pirateria online. L’impostazione è troppo generica”.
Continua Susta: “Prima di entrare nel merito dell’accordo, c’è una questione istituzionale che riguarda il ruolo del Parlamento: non è stato adeguatamente informato e coinvolto e quando ha cercato di farlo è stato snobbato dalla Commissione e dal Consiglio. Acta non è accettabile perché non ha seguito procedure di consultazione del Parlamento, che sono scolpite nel Trattato di Lisbona”.
Anche sui contenuti il deputato non risparmia le critiche: “Mi spaventa che si equipari la contraffazione dei prodotti di ingegno all’accesso alla rete. Dobbiamo contemperare il principio del diritto della proprietà intellettuale con il diritto all’accessso alla rete, ma l’approccio utilizzato da Acta è superficiale e generico. Non sono un estremista del diritto di accesso a Internet, o della pirateria. So bene che Acta non intende certo sequestrare gli smartphone e i lettori musicali portatili per ascoltare le canzonette, come alcuni estremisti invece sostengono: possiamo tranquillizzare i cittadini su questo. Non è con l’estremismo che risolviamo il problema di Acta. Credo però che il Parlamento debba lanciare un messaggio forte. Acta è un accordo mediocre, così com’è non mi trova d’accordo”.
Salvini (Lega Nord): Acta sbilanciato sugli interessi degli Stati Uniti
Anche l’eurodeputato del Carroccio Matteo Salvini fa parte della commissione Commercio Internazionale. Raggiunto da EurActiv.it, afferma: “Il nostro movimento politico sta compiendo le opportune valutazioni e non é ancora giunto alla definizione di una posizione definitiva. La mia personale impressione su questo accordo é molto negativa. Mi sembra si tratti di un testo molto sbilanciato a favore della controparte statunitense e dei suoi interessi a tutela della grande industria del settore della musica e del cinema. Certo, i toni che molti dei detrattori di Acta usano mi sembrano esagerati, se non addirittura controproducenti, però mi pare siano fondati su dati reali”.
Continua Salvini: “Al di là degli aspetti relativi al mondo di internet e di cui molti media si stanno occupando, gli interessi europei in generale, e del nostro paese in particolare, mi sembrano poco presi in considerazione e poco garantiti da questo accordo. Se pensiamo al delicato tema delle indicazioni geografiche, vediamo che non c’é alcun riferimento nel testo e quindi non posso che constatare come si sia persa un’occasione per dirimere l’annosa questione aperta con gli Usa su questo versante”.
“Questo é un danno per tutto il Made in Italy e per chi sperava che con Acta si potesse provare a risolvere il problema del cosiddetto “italian sounding”, per cui i consumatori di tutto il mondo continuano ogni giorno ad acquistare prodotti pensando che provengano dall’Italia, mentre invece si tratta solo di una finzione, di una vera e propria truffa. Pensiamo solo ai danni che questo provoca a settori quali l’agro-alimentare, al tessile e in generale a tutto il nostro design. Inoltre, Acta é un accordo che vorrebbe essere contro la contraffazione, ma tra i contraenti non vedo Cina, India, Russia, Pakistan e Brasile che sono le maggiori fonti di ingresso in Europa di merce contraffatta. Certo, l’accordo é formalmente aperto alla futura adesione di altri stati, ma i Paesi produttori di beni contraffatti hanno già fatto sapere che non hanno alcuna intenzione di aderire ne oggi, ne mai”.
Conclude Salvini: “Non mi sorprende che la Commissione europea stipuli accordi di questo tipo, sbilanciati a sfavore degli interessi europei, e spesso inutili se non dannosi. La stessa cosa vale per gli accordi di libero scambio che il commissario De Gucht ha negoziato o sta negoziando e che ci ha sempre visti contrari come Lega Nord al Parlamento europeo”.



