Convenzione paneuromed sulle norme di origine preferenziali
Pubblicato il 16 febbraio 2012 | Nessun commento »
Non sfugge a nessuno l’importanza politica della convenzione di cui stiamo parlando.
L’Unione Europea è una realtà consolidata, ma un ulteriore processo di integrazione nel “vecchio” continente e tra il vecchio continente e il resto del mondo che sta ai suoi confini è una condizione indispensabile per rafforzare questa Regione nei nuovi equilibri mondiali.
Ancora una volta una moderna disciplina delle relazioni commerciali può rappresentare un punto alto di mediazione tra coloro che credono che l’Europa debba principalmente avere una vocazione “atlantica” e chi, invece, crede che nuovi equilibri nel Mediterraneo siano essenziali alla costruzione dell’Europa democratica del futuro.
Questa convenzione riunisce, in una più apprezzabile logica multilaterale, ancorché “interregionale”, tutte le differenti disposizioni attualmente in vigore riguardanti l’origine delle merci scambiate con i Paesi partecipanti al “processo di Barcellona”, con gli stati dell’EFTA, con le Isole Faroer e con tutti gli Stati partecipanti al processo di associazione e stabilizzazione del blocco balcanico.
Grazie a tale strumento giuridico sarà più facile in futuro ricorrere al sistema paneuromediterraneo del cumulo dell’origine ed accordare dunque un trattamento preferenziale alle tariffe doganali per le merci “mediterranee”, anche se va lamentata l’assenza di una clausola di revisione e di disposizioni unitarie per il regolamento delle controversie.
Proprio per questo, questa convenzione può rappresentare, unitamente all’accordo con il Marocco che voteremo più tardi, un tassello importante per riprendere efficacemente il cammino iniziato a Barcellona quasi vent’anni fa e a cui fanno riferimento iniziative, più o meno convinte, più o meno efficaci, ma non certo poco importanti, quali l’unione per il Mediterraneo, il partenariato euro-mediterraneo e la road map commerciale decisa proprio nel quadro di tale processo.
Il nostro obiettivo, purtroppo non raggiunto entro il 2010 com’era negli auspici iniziali, resta quello di costruire una vasta area euro-mediterranea di libero scambio, da integrare con un mercato interno dell’UE.
Un obiettivo ambizioso, oggi rallentato a causa degli squilibri ancora troppo forti tra le due sponde del “mare nostrum”; per l’instabilità politica che ancora attraversa il M.O. e che deve vedere un maggiore sforzo dell’Ue per spingere Israele a rispettare gli accordi internazionali relativi ai territori soggetti all’Autorità Nazionale Palestinese; per le incertezze nel processo di evoluzione della “primavera araba” in Nord Africa, grandi questioni aperte che richiedono una più forte iniziativa politica e diplomatica dell’UE.
Intervento pronunciato in Aula a Strasburgo da Gianluca Susta il giorno 16 febbraio 2012 in occasione del dibattito sulla convenzione sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee



