L’accordo di libero scambio con Corea Sud non aiuta l’industria automobilistica e tessile Italiana

“L’approvazione in Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo del regolamento di salvaguardia sull’Accordo di libero scambio con la Corea del Sud è sicuramente utile, ma non elimina gli effetti negativi che la ratifica dell’Accordo provocherà sull’industria automobilistica e, in parte, anche tessile, italiana ed europea.

Ancora una volta l`ampliamento dei mercati assicurativi e bancari viene dall’UE privilegiato rispetto ai principali settori manifatturieri.

Sollecitiamo, quindi, il Governo italiano ad affiancare la battaglia dei parlamentari europei italiani di tutti i Gruppi e a porre il veto in Consiglio sulla ratifica dell’Accordo di libero scambio (FTA) con la Corea del Sud, così come ha fatto il Congresso USA, bloccando un analogo accordo siglato a suo tempo tra l’Amministrazione Bush ed il Paese asiatico”.

Denominazione dei prodotti tessili e relativa etichettatura

Intervento di Gianluca Susta in plenaria a Strasburgo – Lunedi’ 17 maggio 2010

Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie al relatore, ai relatori ombra anche, al Commissario Tajani, al vicepresidente Tajani, per le risposte che ci ha dato, puntuali, precise, su punti essenziali.

Diciotto anni fa l’università di Barcellona aveva fatto uno studio in cui diceva che il tessile sarebbe scomparso dall’Europa entro il 2000. Siamo nel 2010 e questa funesta profezia non si è avverata, non si è avverata per una semplice ragione: la ricerca e innovazione che è stata sviluppata in Europa e nei paesi che hanno mantenuto un’industria manifatturiera – perché non sono stati solo i centri di ricerca ma sono stati i centri di ricerca applicata e l’industria – hanno garantito la produzione di nuove fibre innovative, che oggi ci consegnano il bisogno di questo regolamento al posto di una direttiva, che garantisca la flessibilità, che garantisca i consumatori nell’etichettatura, che ci garantisca rispetto all’origine anche dei paesi.

Credo che sia utile immaginare un futuro, vicepresidente Tajani, in cui per tutelare la sicurezza e la sanità ci sia anche un osservatorio europeo, un’authority che tuteli questa originalità. Credo che questo sia l’aspetto positivo di questa relazione che dovrà trovare il nostro consenso.

 

Guarda l’intervento

Made In: una sfida dell’Europa per garantire trasparenza e competitività

Ha avuto inizio la scorsa settimana in Commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo l’iter del regolamento europeo sul “Made In”. In discussione, la possibilità di istituire un regime obbligatorio d’indicazione d’origine per importanti categorie di prodotti (tra cui calzature, tessile, abbigliamento, gioielli, pelletterie, lampade, ceramiche e mobili…) provenienti da paesi terzi ed in entrata nel mercato comune europeo.

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Dibattito Tv a Bruxelles sul “Made In”

Gianluca Susta ha recentemente partecipato ad un dibattito organizzato a Bruxelles da “EuroparlTV”, la TV ufficiale del Parlamento europeo sul tema del “Made In”.

Qui potete vedere il video della tramissione (dal sito di EuroparlTV).

Tra “made in” e “made in Italy” un po’ di chiarezza

La proposta di legge sul “made in Italy”, recentemente approvata (nota come “Reguzzoni-Versace”, dai nomi dei parlamentari che l’hanno per primi sottoscritta), definita truffaldina da Luciano Barbera, riapre, almeno a Biella, il dibattito che da anni coinvolge la politica, l’economia e l’opinione pubblica su come tutelare la nostra industria di qualità, duramente provata dalla concorrenza internazionale.

Non c’è dubbio che se i Governi dell’Unione Europea avessero per tempo approvato il regolamento proposto nel dicembre 2005 della Commissione Barroso non si sarebbe forse sentito il bisogno di proporre e approvare una legge italiana che presenta molti aspetti problematici, ma il cui fine è quello di  tutelare le produzioni nazionali nei comparti del tessile, della pelletteria e delle calzature, attraverso una maggiore e più completa informazione al consumatore e che vuole anche essere uno stimolo per l’Europa a darsi – finalmente! – quelle regole di reciprocità al pari dei suoi grandi competitori. Leggi il resto… »

Sull’accordo di libero scambio con la Corea del Sud…

Gianluca Susta é intervenuto mercoledi’ 10 febbraio 2010 a Strasburgo, in qualità di autore dell’interrogazione orale alla Commissione, in occasione del dibattito sull’accordo di libero scambio con la Corea del Sud.  Di seguito l’intervento integrale.

 

Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, sul nuovo palcoscenico mondiale sono saliti alla ribalta nuovi attori, alcuni addirittura considerati fino a poco tempo fa paesi in via di sviluppo.

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Diario di un’audizione…

Sono iniziate ieri al Parlamento europeo a Bruxelles le audizioni dei 26 Commissari designati a far parte del nuovo collegio della Commissione europea. Tra le altre, questa mattina si é svolta l’audizione del nuovo Commissario al Commercio della UE, il belga Karel De Gucht.

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