Pubblicato il 26 gennaio 2012
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“Abbiamo chiesto al ministro Milanesi di moltiplicare gli sforzi per sbloccare la discussione in sede del Consiglio e procedere a una veloce adozione del Regolamento sul ‘made in’, come voluto dalla stragrande maggioranza del Parlamento europeo. È ora di farla finita con un ruolo passivo dell’Italia in seno al Consiglio e apprezziamo l’impegno del ministro per rilanciare il negoziato a tutti i livelli. Occorre infatti investire della questione anche gli incontri bilaterali che il nostro paese ha con la Gran Bretagna e la Germania, che finora ostacolano l’adozione del provvedimento”.
A quasi un anno e mezzo dall’adozione da parte del Parlamento Europeo del Regolamento per la marcatura d’origine obbligatoria, che allinerebbe l’UE alle altre grandi regioni commerciali del mondo nel rendere obbligatoria l’etichettatura di dove un prodotto è stato fabbricato, gli euro-deputati Cristiana Muscardini (PPE/FLI), Gianluca Susta (S&D) e Niccolò Rinaldi (ADLE/IdV) hanno chiesto e ottenuto un incontro urgente col nuovo ministro per gli Affari Europei, Moavero Milanesi.
“Questo Regolamento – spiegano gli eurodeputati – è una misura concreta e a costo zero per sostenere il nostro manifatturiero, premiando le aziende che non delocalizzano. Come siamo riusciti a convicere i nostro colleghi euro-depoutati del nord Europa, occorre che anche il governo sappia utilizzare le ragioni giuste per superare le diffidenze di quei governi che ancora si ostinano a vedere nel provvedimanento delle misure protezionistiche non tariffarie”.
“La credibilità europea che sta riscuotendo questo governo è una grande occasione di rilancio del Regolamento sul “Made in”, e quanto dichiarato dal ministro è molto incoraggiante, volendo mettere al centro dei negoziati con i nostri partner anche di altre questioni europee questo Regolamento”.
“Da parte nostra – concludono i tre deputati europei – persistiamo uniti e motivati nel portare avanti in tutte le sedi istituzionali e in tutti gli incontri con gli operatori economici l’importanza di una rapida adozione. In gioco c’è un’informazione completa al consumatore, oggi tratto in inganno da prodotti di immagine europea ma di fabbricazione extra-UE, e una crescita considerevole del PIL del manifatturiero italiano ed europeo, una grande opportunità di riscatto per un settore che costituisce il nervo dell’economia reale dell’UE e che è stato così duramente provato dalla crisi”.
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Pubblicato il 19 ottobre 2011
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(ANSA) – BRUXELLES, 19 OTT – Le aziende italiane che operano all’estero, con la chiusura dell’Istituto per il Commercio estero, rischiano di perdere alla fine di ottobre un servizio che permetteva la difesa dei brevetti e del ‘made in Italy’. E’ l’allarme lanciato da tre europarlamentari – Niccolo Rinaldi (capogruppo Idv), Cristiana Muscardini (Fli) e Gianluca Susta – con una lettera inviata al viceministro per lo sviluppo economico Catia Polidori e al sottosegretario Massimo Calearo. (SEGUE)….
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Pubblicato il 14 settembre 2011
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Martedi 13 settembre Gianluca Susta è intervenuto in aula a Strasburgo a proposito di una interrogazione orale alla Commissione europea sull’internazionalizzazione delle PMI europee. Ecco il testo del suo intervento:
On. Presidente, On. Colleghi,
L’Europa è a una svolta e da questa crisi possono emergere scenari che prefigurano la dissoluzione del più grande progetto politico-istituzionale di quel pur tragico secolo che è stato il ’900 oppure un decisivo passo in avanti nel processo di integrazione europea.
Preoccupano, quindi, quei Governi che chiedono di ridurre le prospettive finanziarie dell”Europa o che già stanno agendo contro le ipotesi di revisione dei Trattati per rafforzare l’Euro; preoccupano tutte quelle iniziative che non vogliono privilegiare l’economia reale su quella finanziaria, sogno di tanti irresponsabili che continuano a scorrazzare nel cielo europeo.
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Pubblicato il 13 settembre 2011
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(ANSA) – BRUXELLES, 13 SET – ”La Cina e i suoi partner distruggono la liberta’ del mercato e creano nuovi imperi economici fuori dalle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, servono nuove norme nel mercato europeo che garantiscano pari opportunita’ per le imprese manifatturiere e il diritto di scelta consapevole per i consumatori”. Lo ha detto l’eurodeputata Cristiana Muscardini (Fli-Ppe), vicepresidente della Commissione commercio internazionale che con gli eurodeputati Gianluca Susta (S&D), Niccolo’ Rinaldi (Idv-Alde), ha inviato una lettera a Donald Tusk, presidente polacco di turno al Consiglio Ue per chiedere che il Consiglio consulti Parlamento e Commissione Ue e affronti la questione del regolamento per la denominazione di origine (il cosiddetto made in’) dei prodotti provenienti da Paesi esterni all’Unione europea. ”Siamo stupefatti – ha continuato Cristiana Muscardini – che da un lato il Commissario all’energia, Gunther Oettinger, parli di bandiere a mezza asta per gli stati membri con debiti pubblici eccessivi e dall’altro il governo tedesco non dia il suo parere favorevole a una misura vitale per il rilancio dell’impresa manifatturiera e per contrastare la contraffazione e i prodotti illegali che arrivano soprattutto dalla Cina”.
(ANSA).
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Pubblicato il 15 giugno 2011
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“Sarebbe utile che il Governo non solo stringesse i tempi e i modi per una più completa tracciabilità dei prodotti alimentari chiedendo la convoca del Consiglio dei ministri UE dell’agricoltura, come annunciato dal ministro Romano, ma lavorasse anche con maggior determinazione nel dossier “Made In” affinché nel prossimo semestre, sotto la guida polacca, possa – finalmente! – diventare legge europea, a quasi un anno dall’approvazione della proposta di regolamento da parte del Parlamento europeo, una normativa che piu’ di tante altre puo’ aiutare il sistema delle PMI”.
Comunicato stampa di Gianluca Susta
Bruxelles, 15 giugno 2011
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Pubblicato il 23 marzo 2011
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Il voto in commissione mercato interno (IMCO) del Parlamento Europeo a favore del “made in” sui prodotti tessili è un ulteriore segnale positivo che il Parlamento Europeo manda ai Governi dei 27 affinché diano il loro consenso all’introduzione dell’obbligatorietà del marchio d’origine sui prodotti importati nell’Unione Europea.
Occorre, tuttavia, a questo punto, coordinare le diverse proposte legislative tra loro, evitando improduttive sovrapposizioni, e insistere affinché non solo quello sulle fibre e i prodotti tessili, ma anche il regolamento generale sul “made in” (relazione Muscardini), approvato nell’ottobre scorso a larghissima maggioranza dall’aula di Strasburgo, sia approvato al più presto dal Consiglio.
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Pubblicato il 14 dicembre 2010
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La commissione Commercio Internazionale (INTA) del Parlamento europeo ha approvato il 1 dicembre 2010 a larghissima maggioranza il parere di Gianluca Susta sulla futura politica industriale europea. Il parere è destinato alla commissione Industria del Parlamento europeo, che è competente per merito ed approverà nei prossimi mesi questo importante rapporto di iniziativa.
Secondo Gianluca Susta, la politica commerciale della Ue necessita di una base produttiva efficace e deve essere sorretta da adeguate politiche industriali.
D’altra parte, l´attività industriale, innovativa e di qualità, sarà essenziale per la politica commerciale e la competitività dell’UE.
Le politiche industriali dell’UE dovranno rivolgersi al sostegno delle produzioni ecocompatibili, alla tutela della proprietà intellettuale, al rafforzamento patrimoniale delle PMI, alla loro internazionalizzazione, alla liberalizzazione dei mercati protetti, alla stabilizzazione dei cambi, alla tutela giuridica all’estero, alla lotta alla concorrenza sleale e alla contraffazione.
Infine, secondo Susta, occorre ricordare che una equa concorrenza a livello internazionale é fondamentale per garantire la competitività esterna della UE. Ecco dunque l’importanza di un sistema europeo di difesa commerciale efficace.
Testo del parere come approvato dalla commissione INTA
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