Diario di un’audizione…

Sono iniziate ieri al Parlamento europeo a Bruxelles le audizioni dei 26 Commissari designati a far parte del nuovo collegio della Commissione europea. Tra le altre, questa mattina si é svolta l’audizione del nuovo Commissario al Commercio della UE, il belga Karel De Gucht.

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Susta: “Vittoria del PE sul marchio d’origine”

“Il voto a stragande maggioranza (527 a 29) a favore della proposta del regolamento sull’obbligo del marchio d’origine sui prodotti extra Ue importati é una risposta forte del Parlamento europeo alla domanda che viene dai consumatori e dalla parte migliore dell’industria fatturiera europea per una maggiore trasparenza e reciprocità nel commercio mondiale”.  Cosi’ una nota Gianluca Susta vice presidente del Gruppo S&D al Parlamento europeo in merito all’approvazione della risoluzione sul “made in”.

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Marchio d’origine: la Commissione rispetti gli impegni…

La richiesta dell’obbligo dell’indicazione del Paese d’origine per i prodotti importati da Paesi terzi e commercializzati all’interno del mercato unico europeo “si fonda non su una richiesta di protezionismo, non vogliamo difendere industrie che non sono piu’ in grado di competere sul mercato internazionale, vogliamo difendere i consumatori, vogliamo porre all’attenzione il tema della sanità, dell’ambiente e di una vera reciprocità nel mercato mondiale, quella che oggi manca”.

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“Made IN”: Strasburgo prepara il “passaporto” sulle merci extra-UE

MILANO. Buone notizie, finalmente, dall’Unione europea sulla difesa del made in Italy. ieri il viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso ha aperto a Strasburgo i lavori del Comitato “Made in” del parlamento europeo annunciando l’imminente presentazione di un nuovo regolamento sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti importati nell’Unione europea. Il regolamento sarà discusso venerdì dal Comitato tecnico 133 in cui sono rappresentati tutti i governi della Ue e ha spiegato Urso è stato presentato dal commissario europeo al Commercio, Catherine Ashton, «su sollecitazione del governo italiano».

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“Made IN”: verso un nuovo regolamento…

Si é svolta il 20 ottobre a Strasburgo una importante riunione del Comitato “Made IN” al Parlamento europeo. L’incontro, promosso dagli onorevoli Gianluca Susta e Cristiana Muscardini, ha visto la partecipazione del Viceministro italiano al commercio estero, On. Adolfo Urso e del Commissario europeo al commercio, Catherine Ashton. In occasione dell’incontro é stata annunciata l’imminente presentazione da parte della Commissione di Bruxelles di un nuovo regolamento sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti in entrata nella UE.

Servizio del TG1 Economia del 22 ottobre 2009

Proroga indagine antidumping su calzature cinesi

Bruxelles, 2 ott. (Apcom) – Il capodelegazione del Pd nel gruppo
liberaldemocratico al Parlamento europeo, Gianluca Susta, ha
espresso “grande soddisfazione” per la decisione odierna della
Commissione Ue di prorogare l’indagine antidumping riguardante le
calzature cinesi e vietnamite, estendendo così i dazi che
colpiscono le importazioni da questi due paesi oltre la scadenza
inizialmente prevista del 6 ottobre.

Susta, che è il relatore del Parlamento europeo sulle misure
contro la contraffazione, nei giorni scorsi aveva denunciato le
resistenze opposte da alcuni Stati membri alla decisione della
Commissione, che era già stata annunciata da alcune settimane.
“Siamo contenti – ha detto l’europarlamentare del Pd – che il
nostro appello e quello di tanti produttori europei sia stato
accolto. Ora ci aspettiamo – ha concluso SUsta -un’indagine
trasparente e non discriminatoria che coinvolga tutti i soggetti
interessati”.

Apc-*Commercio/Prorogati oggi i dazi Ue su scarpe da Cina e Vietnam
Commissione estende istruttoria antidumping oltre scadenza 6 ott.
Bruxelles, 2 ott. (Apcom) – I dazi antidumping introdotti
dall’Ue due anni fa contro le importazioni di scarpe di cuoio da
Cina (16,5%) e Vietnam (10%) verranno prorogati di almeno un
anno. La decisione è effettiva da oggi, data di scadenza della
‘procedura scritta’ dell’Esecutivo comunitario (l’atto entra in
vigore automaticamente se nessun commissario Ue si oppone entro i
termini previsti). La proroga, in sostanza, estende la durata
dell’istruttoria sulle calzature prodotte in regime di dumping
nei due paesi asiatici oltre la data prevista inizialmente per la
sua conclusione, il 6 ottobre. Di norma, l’estensione di
un’istruttoria di questo genere dura dai 12 ai 15 mesi, ma i
servizi del commissario Ue al Commercio, Peter Mandelson, si sono
impegnati a essere più rapidi. Secondo la ‘Foreign trade
association’, che riunisce gli importatori europei e si oppone
con forza ai dazi, il riesame delle misure da parte di Bruxelles
potrebbe essere ridotto a sette mesi; ma il portavoce di
Mandelson, Peter Power, ha riferito che non c’è alcuna garanzia
su questi tempi.
La decisione, che sarà pubblicata sulla Gazzeta ufficiale sabato,
era avversata da 15 Stati membri, guidati dai paesi
tradizionalmente liberisti (Gran Bretagna, Olanda e nordici), e
sostenuta invece dai paesi, generalmente del Sud Europa, che
hanno ancora una produzione manufatturiera nel settore delle
calzature, a cominciare dall’Italia (con Portogallo, Spagna,
Francia, Ungheria etc.).

Commercio: Ue proroghi dazi su scarpe Vietnam e Cina

L’europarlamentare ricorda che i dazi, in scadenza il 5 ottobre, furono introdotti due anni fa “grazie anche all’azione incisiva del Governo Prodi” e afferma che non debbano essere aboliti perché non sono “venute meno le ragioni che allora furono alla base del provvedimento”.

“Già era ed è molto discutibile che queste misure siano state imposte a Vietnam e Cina per soli due anni invece dei cinque solitamente previsti dalla normativa antidumping“, osserva Susta. “Oggi – continua – è inaccettabile che le pressioni sulla Commissione Europea delle lobbies che stanno remando contro l’industria manifatturiera europea rischino di impedire la concessione della proroga richiesta dai nostri settori produttivi ancor prima di aprire un’indagine ad hoc sul tema”.

Susta afferma che “la presunta ‘maggioranza’” raggiunta nel comitato tecnico dei Ventisette sul commercio contro la proroga dei dazi “è meramente numerica e riferita al numero degli Stati membri. Se guardiamo, invece, al ‘peso’, scopriamo che a favore della proroga ci sono i Paesi che rappresentano la maggioranza della popolazione dell’Ue. Urge, quindi, un’incisiva azione delle forze politiche e del governo affinché l’Europa non si dimostri nuovamente insensibile alle ragioni della nostra industria che rappresenta anche un baluardo per la nostra economia e di fronte alla crisi dei mercati finanziari”.

 

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