Cosa fa l’Europa per le PMI

Gianluca Susta é recentemente intervenuto sul tema del rapporto tra la UE e le PMI in diretta radiofonica alla trasmissione “Europa Insieme”, rubrica realizzata dall’Agenzia di stampa ”Area”.

Ascolta il suo intervento (22 ottobre 2011).

Europa Insieme

Il protezionismo é la risposta sbagliata alla crisi

Di seguito l’intervento pronuciato in Aula a Bruxelles la settimana scorsa nel corso del dibattito sul recente “American Job Act” dell’Amministrazione Obama e di alcune sue clausole protezionistiche.

Signora Presidente, onorevoli colleghi, potremmo sintetizzare il nostro dibattito dicendo che mentre Atene piange, Sparta non ride, nel senso che sia l’Europa che gli Stati Uniti sono attraversati da una profonda crisi ed entrambi hanno difficoltà a dare le risposte necessarie al superamento di questa crisi.

Sicuramente stanno venendo dal mondo segni sbagliati rispetto all’approccio che noi dobbiamo avere per rilanciare l’economia, con una nostra grande attenzione sulla regolazione dei mercati finanziari ma una minore attenzione su quelle che sono le possibilità di sviluppo dell’economia mondiale. Siccome dobbiamo uscire dal dibattito tra i rigoristi e coloro che sostengono la crescita, perché questa Europa e questo mondo hanno bisogno di rigore nella gestione del debito pubblico e delle risorse pubbliche ma hanno anche bisogno di crescere, noi dobbiamo guardare con grande preoccupazione a questi segnali di protezionismo che vengono dagli Stati Uniti, che vengono anche dall’Argentina, che vengono anche dal Brasile con l’introduzione di nuove tasse, che vengono all’interno di regioni del mondo come le difficoltà che sta vivendo il Mercosur.

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Il futuro della politica commerciale UE

Il futuro della politica commeciale è, in gran parte, il futuro stesso della competitività europea.

Abbiamo perseguito per anni, giustamente, una politica di apertura del nostro mercato; siamo stati forse più generosi verso gli altri che non verso noi stessi, ma il rallentamento dei negoziati di Doha, i rigurgiti protezionisti di molti partners, anche strategici, l’intraprendenza dei Paesi emergenti (Cina e India su tutti ma anche gli altri BRIC) deve portare a una riconsiderazione del “modo” con cui noi europei vogliamo relazionarci col mondo.

In questo quadro parole come “reciprocità” e “tutela dell’interesse europeo” devono diventare per noi la cartina tornasole della bontà di quello che stiamo facendo.

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Il futuro delle relazioni con Taiwan

Signor presidente, Colleghi deputati, Signor Commissario, nessuno può negare l’importanza di più strette relazioni commerciali tra UE e Taiwan, che, tuttavia, non possono non risentire della ben nota e delicata questione dei rapporti istituzionali tra quella che si definisce “Repubblica di Cina” e la “Repubblica Popolare Cinese” con cui la UE e tutti gli Stati membri intattengono regolari rapporti diplomatici.

Non c’e’ dubbio altrettanto che l’accordo di cooperazione economica siglato nel 2010 tra Taiwan e la Repubblica Popolare di Cina aiuterà a superare le conseguenze della separazione territoriale e politica dell’unica Cina e faciliterà una migliore disciplina tra UE e Taiwan.

Le relazioni commerciali tra noi ed il 14· partner commerciale mondiale, 7 della UE in Asia, possono solo migliorare, anche se necessitano di nuove regole che eliminino le attuali barriere, soprattutto non tariffarie e linguistiche, di un mercato ancora chiuso, nel quadro multilaterale dell’OMC, di cui Taiwan fa parte dal 2002.

Come già detto all’inizio, le principali difficoltà, tuttavia, sulla strada di un Accordo di libero scambio sono legate ai rapporti con la Repubblica Popolare Cinese. Occorre che il “triangolo” delle relazioni commerciali tra UE, Cina e Taiwan, non finisca per trasformarsi in “triangolazioni” commerciali fortemente penalizzanti per l’UE, come è già avvenuto con la Corea del Sud.

Discorso pronunciato da Gianluca Susta in aula a Strasburgo il 26 settembre 2011

Le regole del commercio internazionale? da riscrivere…

Nel decennale dell’avvio dei negoziati del ciclo di Doha, si sente l’urgenza di riscrivere le regole del commercio internazionale! Nel frattempo gli scenari sono profondamente mutati ed appare necessaria una nuova reciprocità tra i paesi: alcuni di quei paesi che una volta erano considerati “in via di sviluppo”, oggi sono “emergenti” e si presentano come salvatori della UE o di alcuni suoi Stati…

Vanno dunque riscritte le regole: il commercio resta uno straordinario strumento per la crescita mondiale e per distribuire meglio la ricchezza nel mondo e riequilibrare così il nord e il sud del mondo…

Tutto questo nel quadro multilaterale e nel quadro di un nuovo processo di democratizzazione dell’Organizzazione mondiale del commercio…

 

Guarda l’intervento di Susta in aula a Strasburgo

Le PMI nella competizione globale

Martedi 13 settembre Gianluca Susta è intervenuto in aula a Strasburgo a proposito di una interrogazione orale alla Commissione europea sull’internazionalizzazione delle PMI europee. Ecco il testo del suo intervento:

On. Presidente, On. Colleghi,

L’Europa è a una svolta e da questa crisi possono emergere scenari che prefigurano la dissoluzione del più grande progetto politico-istituzionale di quel pur tragico secolo che è stato il ’900 oppure un decisivo passo in avanti nel processo di integrazione europea.

Preoccupano, quindi, quei Governi che chiedono di ridurre le prospettive finanziarie dell”Europa o che già stanno agendo contro le ipotesi di revisione dei Trattati per rafforzare l’Euro; preoccupano tutte quelle iniziative che non vogliono privilegiare l’economia reale su quella finanziaria, sogno di tanti irresponsabili che continuano a scorrazzare  nel cielo europeo.

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Urgenti norme sul Made In

(ANSA) – BRUXELLES, 13 SET – ”La Cina e i suoi partner distruggono la liberta’ del mercato e creano nuovi imperi economici fuori dalle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, servono nuove norme nel mercato europeo che garantiscano pari opportunita’ per le imprese manifatturiere e il diritto di scelta consapevole per i consumatori”. Lo ha detto l’eurodeputata Cristiana Muscardini (Fli-Ppe), vicepresidente della Commissione commercio internazionale che con gli eurodeputati Gianluca Susta (S&D), Niccolo’ Rinaldi (Idv-Alde), ha inviato una lettera a Donald Tusk, presidente polacco di turno al Consiglio Ue per chiedere che il Consiglio consulti Parlamento e Commissione Ue e affronti la questione del regolamento per la denominazione di origine (il cosiddetto made in’) dei prodotti provenienti da Paesi esterni all’Unione europea. ”Siamo stupefatti – ha continuato Cristiana Muscardini – che da un lato il Commissario all’energia, Gunther Oettinger, parli di bandiere a mezza asta per gli stati membri con debiti pubblici eccessivi e dall’altro il governo tedesco non dia il suo parere favorevole a una misura vitale per il rilancio dell’impresa manifatturiera e per contrastare la contraffazione e i prodotti illegali che arrivano soprattutto dalla Cina”.

(ANSA).

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