Pubblicato il 11 aprile 2011
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Pur comprendendo che le parole dell’Arcivescovo di Torino sono dettate dall’angoscia che assale tutte le persone di buona volontà nel vedere come viene trattata la questione immigrati, è inaccettabile ogni semplificazione – da chiunque provenga, Vescovo di Torino o Presidente del Consiglio che sia – che tenda ad addossare all’Unione Europea un’assenza sulla questione immigrati che non è assolutamente fondata.
L’Unione Europea ha manifestato colpevoli incertezze, soprattutto attribuibili alla Vicepresidente Ashton, nella gestione della crisi nordafricana, ma sulla questione immigrati siamo di fronte a uno scontro tra egoismi nazionali e a una pessima gestione del problema da parte dell’Italia che, evidentemente, la propaganda di Berlusconi e del Governo è riuscita a mascherare anche nei confronti delle coscienze più limpide.
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Pubblicato il 15 luglio 2008
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SUSTA: BARROSO EVITI COMMENTI DA TOUR PRE – ELETTORALE
UE PARLI CON UNA SOLA VOCE
Con riferimento alle dichiarazioni odierne del Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso sulla schedatura dei Rom in Italia (“La Commissione europea non ha dubbi sul fatto che l’Italia sia garante dei due principi, della sicurezza e della piena solidarietà e integrazione“), Gianluca Susta, co-presidente della delegazione del Partito democratico al Parlamento europeo, esprime “forte sconcerto per i commenti del Presidente Barroso su una vicenda molto controversa e sulla quale la Commissione europea deve ancora pronunciarsi formalmente”.
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Keywords: Barroso, Integrazione sociale, Sicurezza, Solidarietà
Pubblicato il 10 luglio 2008
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Gianluca SUSTA (PD – ADLE, IT) ha sostenuto che avrebbe preferito «non dover vivere il dibattito di queste» ed ha affermato che «le tardive retromarce del Ministro Maroni, il quale accende il fuoco del razzismo in Italia e cerca di spegnerlo in Europa come un pompiere dilettante davanti a un irritato Commissario Barrot, è l’unica vera situazione grottesca che registriamo oggi in Europa».
In Italia, ha aggiunto, «l’emergenza rom è soprattutto contro i rom, a Roma, a Napoli e anche a Milano». Si è poi detto certo di una diffusa domanda di sicurezza «perché lo Stato di fronte ad una delinquenza comune, pari a quella di altri paesi europei, non risponde con adeguati mezzi, uomini e politiche di repressione e di prevenzione dei mali sociali da cui tante mafie e la microdelinquenza traggono la loro linfa vitale».
Ha poi aggiunto di non poter «tollerare che l’esigenza post-elettorale di rassicurare le frange scontente della maggioranza comprometta 60 anni di libertà costituzionali». L’Europa, inoltre, «non può e non deve tollerare che le persone siano discriminate per la loro appartenenza etnica».
Ecco perché, ha spiegato, questa Europa deve vigilare affinché «l’uguaglianza tra i cittadini sia garantita, magari anche con lo strumento uguale per tutti del censimento già previsto per l’anno prossimo, e siano soprattutto garantiti ai minori, poveri e a qualunque etnia appartengano, il diritto all’educazione, alla salute, alla dignità che spetta loro prima ancora che come cittadini, come persone».
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Keywords: Discriminazioni, Etnia, Rom
Pubblicato il 23 giugno 2008
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Partito Democratico: Critici su tempi detenzione e minori. Stati UE impegnati a non usare direttiva per inasprire normativa vigente.
La "Direttiva rimpatri" rappresenta il primo tentativo di una politica europea contro l’immigrazione clandestina, anche se contiene ancora ambiguità e contraddizioni.
Tuttavia la dichiarazione congiunta con cui gli Stati membri si impegnano a non adottare al loro interno norme peggiorative rispetto a quelle in vigore negli stessi; l’obbligo per chi non ha limiti alla detenzione di prevederla solo entro il limite, pur ampio, di 18 mesi; la facoltà per ogni Stato membro di adottare posizioni migliorative rispetto alla Direttiva, soprattutto in tema di minori, rappresentano sufficienti garanzie per non votare contro e per rispondere alla domanda di sicurezza che è diffusa in tutta Europa, senza che questo comprometta la salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone costrette dalla miseria all’emigrazione clandestina dai loro Paesi.
In queste settimane ci siamo adoperati per presentare e sostenere vari emendamenti migliorativi del testo, in particolare su due punti chiave: il trattamento dei minori e la riduzione dei tempi massimi di detenzione. Questi emendamenti hanno ottenuto un significativo consenso in Aula ma non sufficiente per essere adottati.
Per queste ragioni la delegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo ha espresso voto di astensione sulla "Direttiva rimpatri" e auspica altre iniziative legislative che affrontino il tema dell’immigrazione, dell’integrazione e della sicurezza nella solidarietà nella loro complessità dimostrando nei fatti che l’Europa è in grado di affrontare le grandi questioni del nostro tempo.
Gianni Pittella Gianluca Susta
Capigruppo del Partito Democratico al Parlamento Europeo
Strasburgo, 18 giugno 2008
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Pubblicato il 23 giugno 2008
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Direttiva rimpatri: Voto PD in linea con riformisti europei, sinistra radicale non ha firmato nostri emendamenti
Dichiarazione di Gianluca Susta, capogruppo del Partito democratico/ADLE
"Il Partito democratico si é battuto attivamente per migliorare la direttiva rimpatri sostenendo vari emendamenti correttivi e lavorando per convincere numerosi colleghi a votarli, anche andando contro l’indicazione dei propri gruppi di appartenenza. Tra questi emendamenti, anche alcuni proposti dalla collega Patrizia Toia e dal sottoscritto rivolti a migliorare il trattamento dei minori e che, peró, nessun deputato italiano della sinistra radicale ha firmato per permetterci di depositarli. Il Partito democratico ha votato in linea con l’ala riformista del PSE e con i colleghi francesi, lituani e spagnoli del Partito democratico europeo (PDE), tenendo conto della totale mancanza di regole esistente in alcuni Paesi europei e dell’impegno scritto degli Governi europei di non servirsi di questa direttiva per giustificare un inasprimento delle normative nazionali.
Ció che sconcerta, in realtà, è l’incapacitá della sinistra radicale italiana di capire che la lotta alla clandestinità, l’integrazione e la sicurezza sono tutte facce della stessa medaglia ed esigenze fortemente sentite anche dal nostro elettorato, non solo dalla destra".
Strasburgo, 18 giugno 2008
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