Pubblicato il 9 novembre 2011
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Ho appena letto la lettera che la Commissione Europea ha inviato al Governo italiano in risposta a quella di Berlusconi (ritenuta insufficiente).
Tralasciamo il trito e ritrito refrain sul presunto commissariamento dell’Italia che questa lettera (come quella della BCE di agosto) rappresenterebbe. Da un certo punto di vista tutti sono “commissariati” (anche Francia e Germania), perché questa è l’unica logica possibile nel mondo globale, vale a dire che l’Europa – finalmente (per noi federalisti europei) o purtroppo (per euroscettici e antieuropeisti) – è l’unica titolata a reggere i nostri destini di fronte all’affermarsi di nuove e vecchie potenze sul palcoscenico mondiale. Semmai io rimprovero, anche da deputato al PE, una lentezza nelle risposte che non è adeguata ai problemi che abbiamo di fronte. Leggi il resto… »
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Pubblicato il 10 maggio 2011
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Colleghi Deputati, Signor Commissario,
questa proposta di regolamento, che riunisce tutta la legislazione relativa ai nomi dei prodotti e delle fibre tessili e alla loro etichettatura, è assolutamente da condividere perché aiuta la semplificazione e l’armonizzazione delle diverse – finora! – previsioni legislative dei Paesi membri.
Un segnale coerente, quindi, con le proposte della Commissione sulle PMI e sulle strategie di rilancio della competitività europea che riguardano il settore manifatturiero.
Implicitamente, poi, questo regolamento premia l’innovazione dei prodotti e favorisce una migliore trasparenza del procedimento.
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Pubblicato il 9 maggio 2011
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Signor Presidente, Colleghi Deputati, Signor Commissario,
sinceramente non comprendiamo perche’ la maggioranza della commissione INTA abbia a tutti i costi voluto portare in discussione questa questione per poi chiederne il rinvio, quando sa che lo stesso WTO non considera legittimo quanto stiamo facendo.
Sono sbagliate l’una e l’altra decisione della commissione INTA, ma, anche per ragioni di tempo intendo soffermarmi solo sull’aspetto di merito e non prima di aver detto che condivido in toto l’intervento del Presidente Vital Moreira.
In questo mondo complicato, attraversato costantemente da innumerevoli tragedie, naturali e non, introdurremmo un grave precedente se trasformassimo ogni emergenza umanitaria in un’occasione per modificare le regole della politica commerciale. E’ una strada pericolosa, che potrebbe portare a profondi squilibri, e conseguenti ingiustizie, nei confronti dei Paesi piu’ poveri che, invece, solo da regole equilibrate, durature e oggettive possono trarre beneficio dalla politica commerciale, che non puo’ sostituire la cooperazione allo sviluppo.
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Pubblicato il 12 aprile 2011
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Circa un anno fa la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino mi ha chiesto se sarei stato disponibile a ospitare degli studenti al fine di consentire loro di vivere l’esperienza delle istituzioni europee dall’interno.
Ho accolto con entusiasmo la proposta della Facoltà che – ripeto – consiste nell’accreditare uno studente di Scienze Politiche di Torino presso il Parlamento Europeo, tramite il mio ufficio, per permettergli di partecipare (cosa normalmente non consentita a persone estranee al Parlamento) alle riunioni di gruppo, ai seminari, alle audizioni, alle commissioni, alle delegazioni estere, ai lavori d’Aula, insomma alla “vita” quotidiana del Parlamento e di un parlamentare.
Uno “stage” formativo, quindi, per il quale l’Università riconosce dei crediti e che non si concreta – neanche parzialmente – in un lavoro a favore del Deputato!
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Pubblicato il 7 settembre 2010
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L’europarlamentare parla di strategie politiche e di rinnovamento.
Intervista pubblicata su “Il Biellese” del 7 settembre 2010
Gianluca Susta si è messo lavoro. L’aveva detto un paio di mesi fa, di volere andare «oltre il Pd, ma non contro il Pd». L’obiettivo sono le elezioni amministrative del 2014, per le quali vorrebbe mobilitare uno schieramento “civico”, frutto di un laboratorio politico che ripercorra i successi della sua vecchia “lista dell’Orso”.
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Pubblicato il 30 giugno 2010
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Il dibattito aperto sul Foglio dall’articolo di Andrea Peruzy merita qualcosa in più che una stringata dichiarazione ai giornali. Come ha molto ben scritto Mauro Ceruti, sul rapporto tra Pd e socialismo europeo si gioca buona parte delle ragioni che hanno mosso molti – tra cui chi scrive – ad aderire al Partito democratico. Le parole del segretario di Italianieuropei non sono incoraggianti perché partono da un vizio di fondo, quello secondo cui il fronte progressista europeo si esaurisce nella pur variegata famiglia socialista e, quindi, le speranze di un’Europa più libera e più eguale vanno alimentate riformando dall’interno il socialismo europeo.
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Pubblicato il 15 aprile 2010
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Europa federale, Italia federale, PD federale, fisco federale: tutto ormai è federale! Una moda, un alibi o un bisogno vero? Nel linguaggio politico (e quindi, culturale) in cui ci siamo formati non esisteva la parola “federale“, tutt’al più era un ricordo scolastico che ci rinviava a Carlo Cattaneo o che qualificava la Germania (“Repubblica federale”) e – in modo improprio (corretto sarebbe stato “confederale“) – gli USA o la Svizzera.
Nel nostro linguaggio si usavano – senza metafore o ripieghi – termini come “Stati Uniti d’Europa“, “Italia delle autonomie“, “partito regionale“, “fiscalità locale“.
Il prorompere della Lega Nord sulla scena politica ha modificato il linguaggio e ha recuperato questo termine – “Federalismo” – dagli scaffali delle biblioteche.
Da allora, inizio anni ’90, è stato un rincorrersi di ipotesi, di speranze, di illusioni.
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