Pubblicato il 9 giugno 2011
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“Il Parlamento europeo ha approvato oggi una dichiarazione scritta, firmata da quasi 400 deputati, nella quale chiede alla Commissione, di affrontare con determinazione gli episodi di corruzione che affliggono lo sport europeo e di fare piena luce sui legami tra scommesse e criminalità” dichiara l’europarlamentare Gianluca Susta, promotore dell’iniziativa.
“Da mesi abbiamo lanciato, assieme ai colleghi Papastamkos, Bennahmias, Mitchell e Zwiefka, un appello affinché la Commissione europea coordini tempestivamente uno studio sui fenomeni di corruzione nello sport per svelare i legami tra criminalità organizzata ed il mondo dello sport, introduca nuove regole per le scommesse on-line e combatta tutti i tentativi di falsare i risultati delle competizioni sportive, al fine di salvaguardare l’integrità dello sport. Da oggi, finalmente, il nostro appello esprime la posizione di tutto il Parlamento”.
“Alla luce dello scandalo che sta sconvolgendo di nuovo lo sport italiano ed in particolare il calcio, è necessario che la UE sia in prima linea contro la piaga delle scommesse clandestine e i fenomeni di corruzione che rischiano di compromettere l’integrità dello sport e i suoi valori”.
Strasburgo 9 giugno 2011
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Pubblicato il 6 giugno 2011
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Calcioscommesse: “la Ue intervenga contro la corruzione nello sport e le partite truccate”
“La Commissione europea intervenga ed affronti il problema della corruzione nello sport europeo”, dichiara l’europarlamentare Gianluca Susta.
“Da mesi, e ben prima degli ultimi inquietanti fatti di questi giorni, abbiamo lanciato, assieme ad altri deputati europei di varie nazionalità e gruppi politici un appello affinché la Commissione europea coordini uno studio sui fenomeni di corruzione nello sport europeo, faccia piena luce sui legami tra criminalità organizzata ed il mondo dello sport, regolamenti le scommesse on-line e combatta tutti i tentativi di falsare i risultati delle competizioni sportive al fine di salvaguardare l’integrità dello sport”.
Tale dichiarazione, promossa assieme ai colleghi Papastamkos, Bennahmias, Mitchell e Zwiefka, ha già ottenuto il sostegno di più di 300 deputati di tutta Europa e con poche altre firme riuscirà a divenire una risoluzione del Parlamento di Strasburgo.
Alla luce dei casi che hanno, ancora una volta, coinvolto il mondo del calcio italiano il nostro appello diviene ancora più urgente. La UE dovrà sostenerci ad affrontare la piaga delle scommesse clandestine ed in generale di tutti i fenomeni di corruzione che affliggono lo sport italiano ed europeo.
Strasburgo, 6 giugno 2011
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Pubblicato il 31 maggio 2011
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L’era Berlusconi non è finita, ma – per dirla alla Maroni – la sberla è stata potente.
Il vento è cambiato e ci sono le condizioni perché l’Italia diventi un Paese “normale”.
Ma che cosa vuol dire diventare un Paese normale?
Vuol dire vivere in un Paese in cui il rispetto delle regole prevale sulla protervia del potente di turno; in cui l’interesse pubblico prevale su quello privato; in cui chi governa la cosa pubblica non mischia gli affari suoi con quelli di tutti; in cui il consenso elettorale può servire a modificare le leggi, ma non è una buona ragione per calpestarle; in cui l’equilibrio dei poteri è una condizione di sopravvivenza dei sistemi nati dalla tradizione liberale e democratica; in cui la coesione nazionale e la vocazione europea rappresentano il fondamento dell’identità condivisa; in cui la lotta contro la criminalità organizzata e il malaffare è una priorità delle Istituzioni; in cui nella pubblica amministrazione si entra per titoli e per concorsi e non per raccomandazione; in cui il merito non viene mortificato a causa delle clientele; in cui l’evasione fiscale viene davvero perseguita; in cui l’assenteismo è innanzitutto un’offesa ai propri colleghi prima ancora che al “padrone”; in cui la giustizia è veloce; in cui, nei processi, accusa e difesa hanno pari diritti e doveri; in cui i doveri pubblici e verso gli altri prevalgono sui diritti, tutto il contrario, in altre parole, di quel che ha rappresentato il berlusconismo.
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Pubblicato il 23 maggio 2011
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“L’UDC sbaglia! La politica dei “due forni”, dal sapore opportunistico, non aiuta la nascita di un “nuovo polo, che oggi, a Vercelli come a Roma, può solo essere all’opposizione di questa destra. Per un’ Amministrazione Provinciale davvero rinnovata c’è una sola scelta possibile: VOTARE LUIGI BOBBA PRESIDENTE
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Pubblicato il 18 maggio 2011
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“Abbiamo vinto noi!”…”No, abbiamo pareggiato”…”Rido di gusto”. Questa la síntesi dello scambio di analisi tra il PD e i berluscones.
Non pretendo di avere interpretazioni autentiche, ma, mi sembra, che in queste elezioni ci siano alcuni dati davvero oggettivi.
Il primo.
Berlusconi esce da Milano e dalle tante realta’ in cui la destra e la Lega sono costrette ad andare al ballottaggio davvero molto ammaccato, ma non abbattuto, come dimostrano i sondaggi dati ieri sera a “Ballaro’” da Pagnoncelli. La botta di Milano e’ paragonabile alla sconfitta di Rutelli a Roma che segno’ l’avvio di una stagione difficile per il PD e tutto il centro sinistra.
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Pubblicato il 10 maggio 2011
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Colleghi Deputati, Signor Commissario,
questa proposta di regolamento, che riunisce tutta la legislazione relativa ai nomi dei prodotti e delle fibre tessili e alla loro etichettatura, è assolutamente da condividere perché aiuta la semplificazione e l’armonizzazione delle diverse – finora! – previsioni legislative dei Paesi membri.
Un segnale coerente, quindi, con le proposte della Commissione sulle PMI e sulle strategie di rilancio della competitività europea che riguardano il settore manifatturiero.
Implicitamente, poi, questo regolamento premia l’innovazione dei prodotti e favorisce una migliore trasparenza del procedimento.
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Pubblicato il 9 maggio 2011
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Signor Presidente, Colleghi Deputati, Signor Commissario,
la disponibilità data dal Consiglio Europeo del 25.3 di avviare negoziati col Giappone per arrivare a un Accordo di Libero Scambio con quel Paese va valutata con grande cautela.
Apprezziamo, quindi, la prudenza del Commissario De Gucht e invitiamo tutto il Parlamento ad attestarsi su questa linea che ha ispirato la proposta di risoluzione del ns. gruppo.
Il nuovo Governo democratico giapponese ha dimostrato, almeno a parole, la volontà di aprire il proprio mercato, uno dei piu’ chiusi del mondo sviluppato.
Questo atteggiamento positivo va verificato in concreto, soprattutto in relazione alle 27 barriere non tariffarie identificate dalla Commissione Esecutiva dell’UE, la cui rimozione e’ indispensabile per avviare i negoziati col Sol Levante e inserirli tra le priorità della politica commerciale dell’Unione.
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