Pubblicato il 29 settembre 2010
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A larga maggioranza, la Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato questa mattina il Regolamento sul marchio di origine (“Made IN”).
Il provvedimento, atteso da anni dall’industria manifatturiera europea di qualità, dovrà ora essere approvato dall’assemblea plenaria di Strasburgo ed essere accettato dal Consiglio dei Ministri della UE per diventare “legge”.
“Vi sono ancora ostacoli da superare – afferma Gianluca Susta, europarlamentare del PD e relatore ombra per il Gruppo S&D – ma questo voto in commissione è confortante”.
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Pubblicato il 21 settembre 2010
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A seguito del via libera dato dal Consiglio Affari esteri della UE lo scorso 16 settembre alla firma dell’Accordo di libero scambio con la Corea del Sud, Gianluca Susta, Eurodeputato PD, esprime fortissime preoccupazioni per l’Accordo che resta, infatti, strutturalmente squilibrato e fortemente penalizzante nei confronti di alcuni settori chiave per l’Italia e la UE, come automobilistico e tessile, favorendo nettamente la controparte coreana.
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Pubblicato il 7 settembre 2010
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Il Parlamento europeo ha approvato oggi a stragrande maggioranza importanti modifiche al regolamento sulla clausola di salvaguardia bilaterale relativa all’Accordo di libero scambio tra la UE e la Corea del Sud (accordo ancora in attesa di approvazione da parte del Parlamento europeo).
Le modifiche, che accrescono l’efficacia del Regolamento, erano state già approvate all’unanimità dalla Commissione Commercio Internazionale nel mese di Giugno.
La clausola di salvaguardia bilaterale consente di riapplicare l’aliquota della “nazione più favorita” qualora, per effetto della liberalizzazione commerciale, le importazioni crescano in quantitativi tali da arrecare un serio danno alla produzione europea.
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Pubblicato il 7 settembre 2010
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L’europarlamentare parla di strategie politiche e di rinnovamento.
Intervista pubblicata su “Il Biellese” del 7 settembre 2010
Gianluca Susta si è messo lavoro. L’aveva detto un paio di mesi fa, di volere andare «oltre il Pd, ma non contro il Pd». L’obiettivo sono le elezioni amministrative del 2014, per le quali vorrebbe mobilitare uno schieramento “civico”, frutto di un laboratorio politico che ripercorra i successi della sua vecchia “lista dell’Orso”.
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Pubblicato il 7 agosto 2010
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La “chiamata” alle armi espressa da Sandro Gozi lunedì su Europa è condivisibile, ma non condivido affatto la sua tesi che non si vinca “al centro”. Il problema non è solo vincere costruendo alleanze a tavolino con l’Udc o con il nascente e/o temuto “Terzo polo”, ma anche vincere “al” centro.
Chiamata alle armi per che cosa? Per vincere le elezioni, mi si dirà. Ma vincere per fare che? E guidati da chi? Da Pierluigi Bersani, da Nichi Vendola o da Emma Bonino? Ma dobbiamo vincere le regionali in Emilia, in Puglia (con l’Udc che sta autonoma è anche abbastanza facile…) o le politiche in Italia? Dobbiamo parlare al paese o alla solita minoranza militante e urlante?
Mi dispiace doverlo dire con crudezza e durezza: così non andiamo da nessuna parte. Dal congresso a oggi non una scelta chiara, non un programma.
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Pubblicato il 7 luglio 2010
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Segnalo un articolo interessante e recente di Anthony Giddens – The rise and fall of New Labour – (pubblicato sul sito di Policy Network) che traccia un bilancio degli anni di governo del New Labour in Gran Bretagna.
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Pubblicato il 30 giugno 2010
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Il dibattito aperto sul Foglio dall’articolo di Andrea Peruzy merita qualcosa in più che una stringata dichiarazione ai giornali. Come ha molto ben scritto Mauro Ceruti, sul rapporto tra Pd e socialismo europeo si gioca buona parte delle ragioni che hanno mosso molti – tra cui chi scrive – ad aderire al Partito democratico. Le parole del segretario di Italianieuropei non sono incoraggianti perché partono da un vizio di fondo, quello secondo cui il fronte progressista europeo si esaurisce nella pur variegata famiglia socialista e, quindi, le speranze di un’Europa più libera e più eguale vanno alimentate riformando dall’interno il socialismo europeo.
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