Europa e commercio internazionale

 

Susta: i governi europei passino dalle parole ai fatti…

Gianluca Susta è intervenuto il 23 giugno 2010 in plenaria a Bruxelles a proposito delle Conclusioni del Consiglio europeo del 17 giugno 2010, alla presenza del Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

Il dibattito é stato un’importante occasione per commentare con Van Rompuy il futuro della governance economica e finanziaria europea e le vie di uscita dalla crisi.

Il recente Consiglio europeo ha, infatti, approvato la strategia EU2020 per la ripresa e lo sviluppo, decidendo anche di rafforzare il Patto di stabilità e crescita. E’ stata inoltre raggiunta un’intesa per una tassa sulle transazioni finanziarie, e un giro di vite sulla regolamentazione finanziaria.

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L’accordo di libero scambio con Corea Sud non aiuta l’industria automobilistica e tessile Italiana

“L’approvazione in Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo del regolamento di salvaguardia sull’Accordo di libero scambio con la Corea del Sud è sicuramente utile, ma non elimina gli effetti negativi che la ratifica dell’Accordo provocherà sull’industria automobilistica e, in parte, anche tessile, italiana ed europea.

Ancora una volta l`ampliamento dei mercati assicurativi e bancari viene dall’UE privilegiato rispetto ai principali settori manifatturieri.

Sollecitiamo, quindi, il Governo italiano ad affiancare la battaglia dei parlamentari europei italiani di tutti i Gruppi e a porre il veto in Consiglio sulla ratifica dell’Accordo di libero scambio (FTA) con la Corea del Sud, così come ha fatto il Congresso USA, bloccando un analogo accordo siglato a suo tempo tra l’Amministrazione Bush ed il Paese asiatico”.

PD, ricorda la cura Amato

Nihil sub sole novi diceva il grande Seneca. Leggendo l’atteggiamento prevalente nel Pd sulla manovra economica non si può non andare con la memoria all’atteggiamento che tenne l’allora Pds nei confronti della “scure” di Amato sui conti pubblici del ’92, anch’essa, come quella di Tremonti, non certo “equa” e poco orientata alla “crescita”. Lo ricordo in estrema sintesi. Lo scenario era il seguente: dollaro a 1300 lire; marco a 940 (con oscillazione nello Sme consentita fino a lire 765,4 e, quindi, lira fuori dallo Sme); 48mila miliardi spesi inutilmente dalla Banca d’Italia per opporsi all’assalto della speculazione finanziaria che “giocava” sterlina contro lira; debito pubblico in esplosione. Uno scenario simile a quello di alcuni paesi europei di oggi. Bene, in quel contesto alcuni “professori” ed esponenti miglioristi della sinistra (Riva, lo stesso Visco, Napoleone Colajanni, Borghini, ecc.) tentarono di raccogliere delle firme durante l’assemblea dei deputati della Quercia a (parziale) sostegno della manovra.

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Preoccupazione per l’applicazione del Regolamento Mediterraneo

In un’interrogazione alla Commissione Europea, l’on. Gianluca Susta, Deputato al Parlamento Europeo della Circoscrizione Nord Ovest, facendo sue le preoccupazioni del settore pesca e delle centinaia di piccole aziende e famiglie coinvolte dall’applicazione del “Regolamento Mediterraneo” che entrerà in vigore da domani, ha chiesto che la Commissione Europea (il “Governo dell’Europa”) e in particolare il Commissario alla Pesca conceda la deroga prevista dalla normativa comunitaria che vieta la pesca entro il miglio e mezzo.

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Denominazione dei prodotti tessili e relativa etichettatura

Intervento di Gianluca Susta in plenaria a Strasburgo – Lunedi’ 17 maggio 2010

Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie al relatore, ai relatori ombra anche, al Commissario Tajani, al vicepresidente Tajani, per le risposte che ci ha dato, puntuali, precise, su punti essenziali.

Diciotto anni fa l’università di Barcellona aveva fatto uno studio in cui diceva che il tessile sarebbe scomparso dall’Europa entro il 2000. Siamo nel 2010 e questa funesta profezia non si è avverata, non si è avverata per una semplice ragione: la ricerca e innovazione che è stata sviluppata in Europa e nei paesi che hanno mantenuto un’industria manifatturiera – perché non sono stati solo i centri di ricerca ma sono stati i centri di ricerca applicata e l’industria – hanno garantito la produzione di nuove fibre innovative, che oggi ci consegnano il bisogno di questo regolamento al posto di una direttiva, che garantisca la flessibilità, che garantisca i consumatori nell’etichettatura, che ci garantisca rispetto all’origine anche dei paesi.

Credo che sia utile immaginare un futuro, vicepresidente Tajani, in cui per tutelare la sicurezza e la sanità ci sia anche un osservatorio europeo, un’authority che tuteli questa originalità. Credo che questo sia l’aspetto positivo di questa relazione che dovrà trovare il nostro consenso.

 

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Susta: un importante segnale per il “Made IN” dal Parlamento europeo

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ONOREVOLI MUSCARDINI, SUSTA, RINALDI

“L’approvazione da parte del Parlamento Europeo, in prima lettura, della relazione Manders sulle fibre tessili rappresenta un indubbio riconoscimento dell’industria tessile innovativa e di qualità che ha supportato il settore in questa delicata fase di crisi economica e industriale.

Evidenziamo anche il significativo risultato positivo che – per la prima volta in sede legislativa, dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona – ha ottenuto l’emendamento che impone l’obbligo dell’indicazione del marchio d’origine (“Made In”) per i prodotti provenienti dai Paesi extra UE che ripristina una reciprocità con i nostri principali competitor (USA, Cina, Giappone, India ecc.) oggi mortificata.

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RAI: Europarlamentari PD, serve piu’ Europa in TV

(ANSA) – ROMA, 5 MAG – ”Serve piu’ Europa in Tv e il contratto di servizio della Rai e’ lo strumento per consentire ai cittadini italiani di essere informati su decisioni che riguardano la loro vita”. Lo sostengono gli europarlamentari del Pd, David Sassoli, Silvia Costa, Andrea Cozzolino e Gianluca Susta, in una lettera inviata al presidente della commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli.

”L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona – sottolineano gli europarlamentari – impone un collegamento stretto tra i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo e il problema dell’informazione sull’attivita’ delle istituzioni europee pone ai servizi pubblici radio-tv degli Stati membri nuove responsabilita”’.

Gli europarlamentari hanno trasmesso alla Vigilanza una serie di emendamenti al testo del nuovo Contratto di servizio. ”Gli emendamenti in questione – concludono i deputati europei – sono tesi a garantire modalita’ e spazi di informazione e di approfondimento della cultura e delle problematiche delle istituzioni europee nell’ambito della programmazione radiotelevisiva”. (ANSA).

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