Europa e commercio internazionale

 

Intervento di Watson alla Summer-School

Il Partito Democratico in Europa
European Summer School
Bruxelles 3 – 4 luglio 2008
Parlamento Europeo

Graham Watson speech
1292 words

Benvenuti al parlamento europeo.
Benvenuti a casa vostra.

É bello essere tra voi ed essere vostro ospite. Vi ringrazio.
Ormai é un appuntamento che non voglio mancare, né io personalmente, né come rappresentante del mio gruppo.

La Summer School, prima dell’ULIVO, ora del PD – ormai alla sua terza edizione – sta dando al parlamento l’esempio per come coinvolgere già da ora i nostri successori.

Spero che da questi giorni possiate concretamente capire come stiamo seminando per voi, affinché continuiate a raccogliate i frutti dell’Unione Europea come abbiamo fatto noi tutti fino ad ora.

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INTERVISTA A GIANLUCA SUSTA

Scarica il pdf dell’intervista a Gianluca Susta

Made In – Lettera dei parlamentari europei

Lettera dei parlamentari europei al Governo Italiano per sollecitare il supporto in seno al Consiglio europeo sulla proposta della Commissione sul made in obbligatorio.

Scarica il pdf della lettera: lettera-parlamentari-europei-made-in

FACE: UNA FONDAZIONE PER CINQUE

 


Autore: Maria Cristina Strati
data: 27.06.2008


 

 
Presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, il 16 aprile scorso è stata presentata ufficialmente FACE, la nuova fondazione europea per l’arte contemporanea. FACE – l’acronimo di Foundation of Arts for a Contemporary Europe – è un unico progetto di grandi dimensioni, che coordina e riunisce al suo interno ben cinque fondazioni europee di altissimo livello, già attive da anni nel mondo dell’arte.
Le fondazioni che hanno dato vita al progetto sono: DESTE Foundation di Atene; Ellipse Foundation di Caiscais, in Portogallo; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; La Maison Rouge di Parigi e Magasin 3, di Stoccolma.
Alla presentazione ufficiale hanno partecipato i rappresentanti delle diverse fondazioni, insieme con alcuni personaggi di spicco in ambito politico. Erano presenti ad illustrare ufficialmente il nuovo progetto: Dakis Joannou, Presidente della Fondazione Deste; Alexandre Melo, Curatore della Fondazione Ellipse; Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo insieme con il direttore artistico Francesco Bonami; David Neuman, Direttore del Magasin 3 e Antoine De Galbert, Presidente de La Maison Rouge. Gli interventi sono stati introdotti dall’On. Gianluca Susta, Membro del Parlamento Europeo.
FACE è stato presentato al pubblico come progetto no profit, nato con lo scopo di sostenere e promuovere l’arte contemporanea emergente sul territorio dell’Unione Europea. Questo intento sarà reso effettivo tramite un serie di attività di vario genere in ambito artistico, che saranno pensate e realizzate con il fine di supportare il lavoro già svolto negli ultimi anni dalle fondazioni partecipanti.
Il progetto ha in cantiere innanzitutto l’organizzazione di mostre ed eventi, ma anche la produzione di opere e, più in generale, la promozione a livello europeo dell’attività delle singole fondazioni aderenti – e di conseguenza del lavoro degli artisti che fanno parte delle loro collezioni. Ma i progetti non si fermano a questi propositi fondamentali.
Una delle intenzioni principali con cui saranno svolte e organizzate le attività di FACE, sarà infatti quella di creare eventi in grado di rivolgersi ad un pubblico sempre più ampio e articolato. In altre parole, ci si impegnerà alla ricerca di un nuovo collezionismo, da individuarsi in quelle fasce della popolazione europea che ancora non si sentono sufficientemente coinvolte e interessate al mondo dell’arte contemporanea.
Anche per questa ragione l’organizzazione di mostre ed eventi sarà perciò svolta a livello internazionale e sarà immancabilmente supportata dalla produzione di pubblicazioni e cataloghi.
Attraverso FACE sarà così fornito anche un adeguato sostegno alle fondazioni partecipanti per quanto concerne la realizzazione di campagne pubblicitarie e altre attività di promozione: dalle pubbliche relazioni alla partecipazione alle maggiori fiere, fino al finanziamento di studi e ricerche di mercato volte ad ottimizzare l’efficienza delle attività espositive e di produzione. E, a completare il quadro dei progetti previsti, non manca l’idea di produrre una nuova rivista di arte contemporanea legata all’attività dei membri di FACE.
Anche attraverso questo tipo di iniziative, la meta-fondazione si presenta dunque come un ente utile a sostenere, incoraggiare e promuovere ulteriormente dal punto di vista concreto le fondazioni che ne fanno parte. Il primo passo verso la messa in opera di tali intenti sarà la produzione di opere di artisti emergenti a livello internazionale. Il primo progetto ad essere realizzato appare infatti pensato proprio per consentire alle fondazioni tanto il sostegno al lavoro dei propri artisti emergenti, quanto la promozione a livello internazionale del loro lavoro.
L’iniziativa si intitola Production 5 e avrà una durata di cinque anni consecutivi. Ogni anno una delle fondazioni aderenti a FACE selezionerà un certo numero di artisti appartenenti alla propria collezione, che saranno proposti all’attenzione delle altre partecipanti. Il comitato scientifico generale di FACE selezionerà tra tutti un unico artista, cui verrà commissionato e prodotto un lavoro. L’opera sarà poi esposta presso le diverse fondazioni nel corso di cinque singole mostre-evento, assicurando così al giovane artista selezionato un autentico tour europeo in sedi di prestigio.
Le fondazioni lavoreranno insomma nel mutuo interesse, creando un rapporto di collaborazione volto a sostenere e finanziare la reciproca attività e la produzione concreta del lavoro dei propri artisti di punta.
Così, in altre parole, realtà già riconosciute a livello internazionale aprono le porte l’una al lavoro delle altre, ampliando ciascuna la risonanza del proprio impegno e della propria influenza all’interno del panorama artistico europeo.
A sottolineare, si direbbe. che l’unione – almeno nelle premesse e nelle intenzioni del progetto – qualche volta davvero fa la forza.
 

BANDI EUROPEI

 
Azioni nel settore dell’ecoinnovazione del «programma quadro per la competitività e l’innovazione»
Obiettivi:
– Promuovere approcci innovativi e integrati all’Eco-innovazione in settori come la gestione ambientale e la progettazione eco-compatibile di prodotti, processi e servizi
– Rimuovere gli ostacoli che impediscono un’ampia applicazione dell’eco-innovazione
– Creare un mercato allargato per prodotti e servizi eco-innovativi
– Accrescere le capacità di innovazione delle PMI.
Azioni
Il bando supporta i seguenti tipi di azioni:
• Processi di produzione ecologici, con preferenza per quei settori che hanno un considerevole impatto ambientale, come l’edilizia, l’industria alimentare e il riciclo dei rifiuti.
• Prodotti e servizi innovativi ed eco-compatibili, inclusi approcci innovativi all’eco-progettazione dei prodotti e all’Eco-etichetta.
• Sostegno alle imprese (in particolare alle PMI) al fine di rendere più ecologica la loro attività, i loro prodotti e i propri metodi di gestione – con particolare riferimento allo sviluppo di approcci innovativi ai sistemi di gestione ambientale e ad una maggiore eco-efficienza.
Aree prioritarie
1.  Riciclo dei materiali
– Migliorare i processi e i metodi di smaltimento dei rifiuti di materiali, di costruzioni, dei rifiuti commerciali/industriali, dei rifiuti potenzialmente riciclabili e non provenienti da materiale o equipaggiamento elettrico/elettronico e da veicoli da rottamere.
– Promuovere l’utilizzo di prodotti innovativi ottenuti utilizzando materiale riciclato o facilitando il processo di riciclo, in armonia con gli standard internazionali per i prodotti, le esigenze di design avanzato e le richieste da parte dei consumatori per elevati livelli di qualità.
– Promuovere innovazioni commerciali per rafforzare la competitività delle industrie che si occupano del riciclo dei rifiuti.   
2.    Edilizia
– Promuovere processi o prodotti edilizi caratterizzati da un uso più razionale delle risorse naturali e da un minore impatto ambientale.
 - Sviluppare servizi per un’edilizia sostenibile, promuovendo l’uso di materiali provenienti da risorse locali o rinnovabili, non tossici, riutilizzabili, o di materiali riciclati, nonché l’ottimizzazione dei sistemi, in particolare di quelli per la riduzione dei rifiuti.
 - Promuovere sistemi idraulici innovativi per l’edilizia, inclusi i sistemi per il risparmio dell’acqua, per l’uso dell’acqua riciclabile, per la raccolta e il riutilizzo dell’acqua piovana, o tetti ecologici.
– Un numero limitato di progetti facilmente replicabili e visibili sull’edilizia sociale possono essere coperti dal budget di questo bando, purchè siano relativi ad interventi di riequipaggiamento di materiali sostenibili in  edifici esistenti. 
3.    Settore alimentare
– Promuovere l’utilizzo di prodotti innovativi e più puliti, inclusi metodi e materiali per il packaging, processi e servizi finalizzati ad accrescere l’efficienza delle risorse. Promuovere il pieno utilizzo delle materie prime nel settore alimentare, per garantire una maggiore efficienza e produttività delle risorse, la riduzione dei rifiuti bio-degradabili, e il sostegno alla transizione verso un’economia a biologica. – Promuovere l’utilizzo di prodotti, processi e servizi innovativi e più puliti, finalizzati alla riduzione dei rifiuti, o/e ad accrescere le attività di riciclo e di recupero.
 - Accrescere l’efficienza nel consumo idrico di un processo o l’eco-efficienza nella gestione idrica.
 - Promuovere l’utilizzo di prodotti, processi e servizi innovativi e più puliti, finalizzati a ridurre l’impatto ambientale del consumo di cibi e bevande, come ad esempio il ricorso all’etichettatura o a servizi logistici rivolti alle decisioni relative al packaging, alla distribuzione e all’acquisto.  
4.    Business verde/acquisti intelligenti
– Promuovere approcci innovativi ai sistemi di gestione ambientale in nuovi e promettenti settori, con l’obiettivo particolare di accrescere l’efficienza delle risorse e quella energetica e salvaguardando gli aspetti legati alla biodiversità.
 - Promuovere lo schema EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) nei cluster industriali o nei distretti di PMI, utilizzando specifici approcci cluster o catene di fornitura.
 - Supportare e implementare modifiche nelle specifiche dei prodotti e dei servizi che consentano di diminuirne l’impatto ambientale, seguendo i principi contenuti nella Integrated Product Policy –COM (2003) 302 final del 18/06/2003- e sulla base dell’approccio al ciclo di vita del prodotto/servizio
 - Implementare e promuovere il ricorso a criteri ambientali (basati sull’Eco-etichetta europea) nelle decisioni d’acquisto delle imprese.
Beneficiari
Imprese;
Organizzazioni internazionali;
Enti privati;
Enti pubblici
Il programma è aperto a:
Stati membri dell’Unione europea
Paesi EFTA/SEE
Paesi in via di adesione e Paesi candidati che beneficiano di una strategia di pre-adesione
Paesi dei Balcani occidentali
Paesi Terzi
Contributo
Dal 40 al 60% dei costi complessivi in relazione alla dimensione dell’impresa partecipante
Budget
28 milioni di euro
Scadenza: 11/09/2008GUUE C 100 del 22/04/2008

GIANLUCA SUSTA INCONTRA I GENOVESI

venerdì, 27 giugno 2008 20:30

L’Unione Europea, le sfide che l’aspettano e le scelte dei cittadini liguri: un ciclo di convegni nella sede del PD in vista delle elezioni europee del 2009
Il no dell’Irlanda al referendum sul Trattato di Lisbona, la definizione dei gruppi di appartenenza e delle linee programmatiche dei partiti nazionali e l’informazione dei cittadini sui temi europei: questi i principali argomenti che saranno affrontati insieme al parlamentare europeo Gianluca Susta nel primo di una serie di incontri di approfondimento e formazione sui temi europei, organizzati e promossi dal Partito Democratico (sezione del Centro Est), con il supporto del Centro in Europa.
L’incontro, dal titolo “L’Unione Europea dopo il voto irlandese e la collocazione del PD nel dibattito tra le grandi famiglie politiche dell’Europa”, si svolgerà lunedì 30 giugno alle 17,30, nella sede provinciale del PD di piazza De Marini.
Per il ciclo di convegni è stato scelto il titolo “L’Europa dei cittadini”. Carlotta Gualco, direttrice del Centro in Europa, ne spiega il significato: «Proprio in previsione delle elezioni al Parlamento europeo che si terranno nell’estate del 2009, abbiamo reputato necessaria un’azione di informazione, sensibilizzazione e orientamento. Spesso la popolazione non è abbastanza documentata sui temi europei, che si decidono lontano da qui, a Bruxelles».
Gianluca Susta, appartenente al PD, è stato eletto nella circoscrizione Nord Ovest. Susta è stato sindaco, presidente del consiglio provinciale di Biella e vicepresidente di Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani); a livello europeo si occupa principalmente di temi legati al commercio.
Durante l’incontro sarà anche discusso un documento di orientamento sulle attività dei prossimi mesi per discutere sulle prossime elezioni europee e sulle scelte che il PD intende compiere. «L’incontro di lunedì – afferma Carlotta Gualco – vuole essere l’inizio di un percorso per i cittadini; per quanto si tratti di un appuntamento politico, il nostro scopo principale, come Centro in Europa, è quello di contribuire al voto consapevole».

“PMI; ANZIANI; GEMELLAGGI PER LO SVILUPPO; AMBIENTE. Bandi e opportunità dell’Unione Europea”

giovedì 26 giugno 2008
’’Innanzitutto pensare piccolo’’: atto sulle piccole imprese per l’Europa
Nell’Unione europea  la maggior parte dei posti di lavoro è da ascriversi alle piccole e medie imprese (PMI) vale a dire imprese da 250 dipendenti in giù. Esse rivestono un’importanza cruciale per lo sviluppo futuro ma si trovano spesso ad affrontare enormi ostacoli burocratici. Le PMI europee meritano di ricevere una migliore assistenza per consentire loro di valorizzare appieno le loro potenzialità in termini di crescita sostenibile nel lungo periodo e di creazione di un maggior numero di posti di lavoro. Per raggiungere questo obiettivo la Commissione europea ha inaugurato l’Atto sulle piccole imprese per l’Europa (API), basato su dieci orientamenti e proposte di azioni politiche da attuarsi sia a livello della Commissione che a quello degli Stati membri.
La Commissione propone un vero e proprio partenariato politico tra l’UE e gli Stati membri che riflette la disponibilità politica a riconoscere il ruolo centrale delle PMI nell’economia dell’UE e che intende attuare per la prima volta un quadro politico globale per l’UE e i suoi Stati membri. La proposta API va di pari passo con i piani recentemente annunciati dal gruppo Banca europea per gli Investimenti finalizzati a modernizzare e a diversificare la gamma dei suoi strumenti a sostegno delle PMI.
Al centro dell’API vi è la convinzione che la messa a punto di condizioni quadro ottimali per le PMI dipende in primissimo luogo dal riconoscimento del ruolo degli imprenditori da parte della società, siano essi attivi nell’artigianato, nelle micro imprese, nelle imprese a conduzione familiare o nell’impresa dell’economia sociale, e dal fatto che si renda attraente l’opzione di avviare una propria impresa. Ciò significa che deve cambiare la percezione alquanto negativa del ruolo degli imprenditori e dell’assunzione di rischio nell’UE.
L’Atto sulle piccole imprese per l’Europa stabilisce 10 principi che dovrebbero essere adottati al massimo livello politico nonché misure concrete destinate a rendere la vita più facile per le piccole imprese. Dopo essersi consultata con le imprese e i loro rappresentanti la Commissione europea ha deciso inoltre di proporre nuovi strumenti legislativi in quattro ambiti che interessano in particolare le PMI:
in primo luogo un nuovo Regolamento generale di esclusione per categoria sugli aiuti di Stato semplificherà le procedure e ridurrà i costi. Esso accrescerà l’intensità di aiuti per le PMI e renderà loro più agevole beneficiare di aiuti per la formazione, la ricerca e lo sviluppo, la protezione ambientale e altri tipi di sussidi;
in secondo luogo, un nuovo statuto di società privata europea consentirà di creare una "Società privata europea" (SPE) che opererà sulla base degli stessi principi uniformi in tutti gli Stati membri. Questo strumento è stato concepito per risolvere il problema degli obblighi onerosi cui le PMI operanti in una dimensione transfrontaliera si trovano a dover far fronte allorché devono costituire filiali dalla forma societaria diversa in tutti gli Stati membri in cui intendono esercitare la loro attività. In termini pratici la SPE implicherebbe che le PMI possono costituire la loro società nella stessa forma, indipendentemente dal fatto che esse esercitino la loro attività nel proprio Stato membro o in un altro. Il fatto di optare per la SPE permetterà agli imprenditori di risparmiare tempo e denaro per aspetti quali le consulenze legali, la gestione e l’amministrazione;
a ciò si aggiunge una nuova proposta in materia di IVA che offrirà agli Stati membri l’opzione di applicare aliquote IVA ridotte per i servizi forniti localmente, compresi i servizi ad alta intensità di manodopera, che sono per lo più erogati da piccole e medie imprese;
infine per il 2009 è prevista una modifica della direttiva sui servizi di pagamento per assicurare che le PMI siano pagate entro il previsto termine di 30 giorni.
10 principi guideranno la concezione e l’attuazione delle politiche a livello dell’UE e degli Stati membri, ad esempio quelle volte a garantire una seconda opportunità alle imprese fallite, a facilitare l’accesso ai finanziamenti e a consentire alle PMI di trasformare le sfide ambientali in opportunità.
Oltre all’impegno permanente a ridurre gli oneri amministrativi del 25% entro il 2012, il tempo necessario per avviare una nuova impresa non dovrebbe essere più lungo di una settimana, il tempo massimo necessario per ottenere licenze d’esercizio e permessi non dovrebbe superare il mese e un sistema di sportelli unici dovrebbe contribuire ad agevolare gli avvii di imprese e le procedure di assunzione.
Ove fattibile la Commissione intende fissare date precise per l’entrata in vigore dei regolamenti/decisioni che interessano le imprese. Gli Stati membri sono invitati a contemplare misure analoghe.
L’API comprende un gruppo ambizioso di misure volte a consentire alle PMI di beneficiare pienamente del mercato unico e di espandersi sui mercati internazionali orientando un maggior numero di risorse su aspetti che interessano le piccole imprese quali l’accesso ai finanziamenti, la ricerca e sviluppo e l’innovazione. Ciò renderà più facile alle piccole imprese partecipare al processo di normazione, vincere appalti pubblici e trasformare le sfide ambientali in opportunità d’affari.
Infine l’API cerca nuove modalità per stimolare l’interesse per l’imprenditorialità e coltivare uno spirito maggiormente imprenditoriale, soprattutto tra i giovani. I giovani che intendono avviare un’impresa possono ora raccogliere esperienze trascorrendo un periodo di tempo presso una PMI estera grazie al neoavviato programma “Erasmus per i giovani imprenditori”. Ciò consentirà loro di aggiornare le loro conoscenze e contribuirà a creare reti tra le PMI in Europa. Analoghi programmi di mobilità sono anche in corso di realizzazione per quanto concerne i tirocinanti.
L’API rientra appieno nella strategia per la crescita e l’occupazione. Gli Stati membri sono invitati a sfruttare le occasioni offerte dal rinnovo del ciclo di Lisbona 2008 per riecheggiare l’API nei loro programmi nazionali di riforma.
Contesto
Sebbene il 99% delle imprese nell’UE sia costituito da PMI (società che hanno al massimo 250 dipendenti e un fatturato massimo di 50 milioni di EUR), la legislazione e le procedure amministrative in generale non fanno distinzioni sulla base delle dimensioni di un’azienda. Ne consegue che 23 milioni di PMI si trovano spesso a sottostare agli stessi requisiti amministrativi delle 41 000 grandi imprese europee. Negli ultimi anni le PMI hanno creato l’80 % dei posti di lavoro nell’UE.
Per ulteriori informazioni:http://ec.europa.eu/enterprise/entrepreneurship/sba_en.htm
Relazione consultiva della Banca europea per gli Investimenti:http://www.eib.org/attachments/strategies/sme-consultation-2007-2008-en.pdf 

giovedì 26 giugno 2008
L’UE stanzia 600 milioni per lo sviluppo di nuove soluzioni digitali a favore degli anziani in Europa
Entro il 2020, il 25% della popolazione dell’UE avrà più di 65 anni. Per far fronte a questa inesorabile sfida demografica, il Consiglio dei ministri ha approvato  un piano della Commissione europea inteso a fare dell’Europa una piattaforma per lo sviluppo di tecnologie digitali atte ad aiutare gli anziani a vivere più a lungo al proprio domicilio in autonomia. La proposta, presentata dalla Commissione il 14 giugno 2007, prevede uno stanziamento supplementare di circa 150 milioni di euro a favore di un nuovo programma comune di ricerca, il che porta l’investimento totale ad oltre 600 milioni di euro. Grazie a questo nuovo programma, le imprese potranno sviluppare prodotti e servizi digitali altamente innovativi, che contribuiranno a migliorare la vita degli anziani in casa, sul lavoro e nella società in generale. Dispositivi intelligenti per una maggiore sicurezza domiciliare, soluzioni mobili per la telesorveglianza e interfacce accessibili alle persone disabili della vista o dell’udito: tutto ciò migliorerà le condizioni di vita degli anziani, la loro carriera professionale e le relazioni familiari. Il piano era già stato approvato dal Parlamento europeo in prima lettura il 13 marzo Al programma comune di ricerca parteciperanno venti Stati membri dell’UE nonché Israele, Norvegia e Svizzera.
Concorso Nazionale e Convegno “Le Vie d’Europa”
L’Associazione Nazionale per la Didattica e l’Innovazione Scolastica, Centro per la Formazione e l’Aggiornamento, organizza la III Edizione dell’iniziativa “Le Vie d’Europa”, un progetto che intende favorire e rafforzare la dimensione europea nell’istruzione nonché l’educazione alla lettura e alla comprensione di testi narrativi e letterari anche di autori stranieri. L’iniziativa, rivolta ai docenti e agli studenti delle scuole secondarie di primo grado del territorio nazionale, prevede un concorso e un convegno conclusivo. Il tema del concorso è il seguente: R. L. Stevenson: "Dove ci porterà il mare… quale avventura seguendo una stella?". Gli alunni e i docenti dovranno presentare elaborati e lavori sulla base di percorsi di lettura di un’opera letteraria, puntando su un autore di lingua europea in studio nelle nostre scuole e favorendo in tal modo il lavoro interdisciplinare e la valorizzazione delle esperienze più significative. Le sezioni sono: produzione in Italiano-racconto; Italiano-tesina; produzione in Inglese; produzione artistica (obbligatoria per la partecipazione), narrativa ed arte. Le scuole che intendono partecipare devono inviare la propria adesione entro il 10 novembre 2008. Il Convegno si terrà a Firenze, il 27 marzo 2009.  http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2008/prot3182_08.shtml
 
giovedì 26 giugno 2008
Gemellaggi per lo sviluppo
Il commissario europeo incaricato dello sviluppo Louis Michel ha invitato i governi locali europei ad assumere un ruolo attivo nelle Giornate europee dello sviluppo. L’evento avrà luogo a Strasburgo, dal 15 al 17 novembre  prossimi ed uno dei momenti cruciali sarà la cerimonia per la firma del patto di gemellaggi tra enti locali europei ed i partners dei paesi in via di sviluppo. In una lettera aperta agli enti locali europei il commissario europeo ha affermato che “è politicamente e moralmente inaccettabile che nel 21° secolo un’ampia parte del mondo continui a vivere in assoluta povertà. Alcuni enti locali hanno già lanciato progetti di sviluppo con partners dei paesi del Sud. Abbiamo bisogno di un maggior numero di iniziative in tal senso. Se ogni ente locale decidesse con le sue (seppur limitate) risorse di gemellarsi con una città, un comune, una provincia del sud del mondo, tutto cambierebbe e la povertà diminuirebbe rapidamente. Per questo suggerisco agli enti locali di concludere un patto di gemellaggio da sottoscrivere nel corso della cerimonia che si terrà a novembre a Strasburgo”. Il presidente del CCRE Michael Haupl ha espresso il proprio supporto all’iniziativa del commissario europeo.
mercoledì 25 giugno 2008
Lanciata iniziativa ’’Cielo unico europeo II’’
La Commissione europea ha adottato oggi il secondo pacchetto legislativo per un "Cielo unico europeo", che contiene proposte volte a migliorare la qualità, ridurre i costi e contenere i ritardi. Le iniziative previste consentiranno anche di tagliare i consumi di carburante, con un risparmio per le compagnie aeree fino a 16 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e di 2-3 miliardi di euro l’anno in termini di costi. Questa grande riforma del sistema di gestione del traffico aereo europeo consentirà di affrontare il previsto raddoppiamento del traffico da qui al 2020. Ne trarranno vantaggio non soltanto i passeggeri, ma anche gli spedizionieri e tutto il settore dell’aviazione militare e civile. Il pacchetto creerà nuovi posti di lavoro nel settore e nel frattempo i costruttori europei beneficeranno di una posizione di avanguardia nel settore delle tecnologie per la gestione del traffico aereo (i sistemi satellitari come Galileo, datalink ecc.) ricavandone maggiore competitività sui mercati mondiali.
 

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