Europa e commercio internazionale

 

IL PSE MUOIA PER RINASCERE

IL PSE MUOIA PER RINASCERE

IL PSE MUOIA PER RINASCERE di Gianluca SUSTA

IL PSE MUOIA PER RINASCERE di Gianluca SUSTA

IL PSE MUOIA PER RINASCERE di Gianluca SUSTA

BANDI ED INVITI DELLA UE

Bando di gara per dialogo società civile USA-UE
Nel bilancio 2008 dell’UE sono stanziati 600.000 euro per sostenere progetti intesi a rafforzare il dialogo tra i membri della società civile statunitense e dell’UE . La DG RELEX pubblica il presente invito a presentare proposte (termine per la presentazione delle candidature: 5 giugno 2008) per individuare i progetti suscettibili di ricevere un contributo finanziario nei seguenti settori:
a) dialogo in materia ambientale
b) dialogo in materia macroeconomica
c) dialogo in materia di tutela dei consumatori.
Ogni progetto dovrebbe essere diretto:
a) a creare/migliorare reti transatlantiche di membri della società civile;
b) a stabilire posizioni comuni su questioni che suscitano interesse sia nell’UE sia negli Stati Uniti; e
c) a fornire analisi e rivolgere raccomandazioni ai governi statunitense e dell’UE.
Le attività dovrebbero tendere a promuovere lo scambio di informazioni rilevanti per le parti interessate nei settori summenzionati.
Azioni:
Possono ottenere un finanziamento i seguenti tipi di attività:
a) seminari, conferenze e workshop;
b) pubblicazioni ed altri prodotti informativi;
c) attività che facilitino un produttivo dialogo transatlantico fra attori non governativi, come la creazione e lo sviluppo di network, blog ed altri strumenti Internet per scambiare idee sulle questioni di rilevanza UE/USA.
Le attività assumeranno la forma di serie coerenti di due o più eventi/azioni dirette a rafforzare la cooperazione reciproca e a promuovere contatti che siano duraturi nel medio e lungo termine. Le proposte devono coinvolgere istituzioni partner statunitensi e dell’UE e le attività dovrebbero aver luogo nell’UE e/o negli Stati Uniti.
Beneficiari: Organizzazioni o gruppi d’interesse non governativi senza scopo di lucro (comprese le parti sociali) che rappresentino un vasto numero di persone nell’UE e negli Stati Uniti e che rafforzino in modo duraturo la cooperazione reciproca e i contatti. I rappresentanti di imprese possono presentare domanda solo se dimostrano che le attività per le quali chiedono la sovvenzione sono indipendenti dalle loro normali attività commerciali e che il progetto non ha alcuno scopo di lucro. 
Contributo: il contributo finanziario comunitario non può superare il  75% del totale delle spese ammissibili 
Budget: 600.000 euro 
Contatti: Mrs Yasmina Sioud, European Commission
DG RELEX C1, CHAR 14/009, (Ref. Call Transatlantic Dialogues 2008),
Avenue du Bourget n°1, 1140 Brussels, Belgium
e-mail yasmina.sioud@ec.europa.eu
 
Per ulteriori informazioni si consulti il seguente sito  inizio pagina
http://ec.europa.eu/external_relations/us/grants/index.htm
Debate Europe: invito a presentare proposte
La Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha lanciato un invito a presentare proposte destinato ad organizzazioni della società civile, teso a promuove il dibattito sulle politiche dell’Unione europea e sul suo futuro assetto, per dare concretezza alla cittadinanza europea attiva in vista in particolare delle elezioni europee del 2009.
La Commissione desidera contribuire al finanziamento di iniziative nazionali e regionali varate da organizzazioni della società civile al fine di offrire ai cittadini l’occasione di esprimere la loro opinione su questioni europee che incidono direttamente, a livello locale e nazionale, sulla loro vita di ogni giorno e incoraggiare i cittadini a informarsi su tali questioni e a discuterne con i formatori di opinione locali.
Scadenza: 10 luglio 2008.
1. Documento principale
Debate Europe – Invito a presentare proposte (livello locale) 2008
2. Allegati all’invito a presentare proposte:
Allegato A –
Formulario di richiesta di sovvenzione
- Allegato A1.1 – Richiesta di sovvenzione di un beneficiario singolo
- Allegato A.1.2 – Richiesta di sovvenzione di beneficiari multipli
- Allegato A.2 – Documenti giustificativi
- Allegato A.3 – Checklist per i candidati
- Allegato A.4 – Coinvolgimento di terzi
Allegato B -  Identificazione finanziaria
Allegato C – Formulari – Soggetto di diritto:
- Allegato C.1 –
Ente di diritto pubblico
- Allegato C.2 – Persona fisica
- Allegato C.3 – Ente di diritto privato
Allegato D – Contratti di convenzione (EN, in corso di traduzione):
- Allegato D.1 –
Convenzione di sovvenzione di un’azione con beneficiario unico
- Allegato D.2 – Convenzione di sovvenzione di un’azione con beneficiari multipli
Allegato E – Tariffario delle diarie
3. Comunicazione COM(2008) 158/4 "Debate Europe – Valorizzare l’esperienza del Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito"
Programma d’istruzione e formazione nell’arco della vita: bando di gara
Obiettivi e descrizione
Il presente invito a presentare proposte persegue il fine di concedere delle sovvenzioni ad una dozzina di proposte inerenti l’organizzazione di due tipi d’azioni,  necessariamente conglobate in un medesimo progetto:
— azioni di creazione o di rinforzo di partenariati tra istituzioni competenti destinati a creare un quadro operativo, per lo sviluppo di sperimentazioni, del sistema europeo di crediti per l’insegnamento e la formazione professionale (ECVET),
— azioni sperimentali nel settore del sistema dei crediti per l’insegnamento e la formazione professionale (ECVET), affinché venga messo concretamente in opera al beneficio di diverse categorie di pubblico (tra cui gli adulti che svolgono un’attività professionale o alla ricerca di un impiego ed i giovani usciti dalla formazione iniziale sprovvisti di qualifica).
Candidati ammissibili
L’introduzione di domande di sovvenzione al titolo del presente invito a presentare proposte è aperto, in particolare, ai partenariati costituiti da organismi od imprese europee, nazionali, regionali e settoriali che lavorano nel settore dell’insegnamento, della formazione professionale e delle certificazioni professionali.
I candidati ed i loro partner devono possedere competenze tecniche, un’esperienza nei settori dell’insegnamento e della formazione professionale, oltre che delle certificazioni professionali. Essi devono anche disporre della legittimità istituzionale per impegnarsi ed intervenire, sul piano tecnico, politico ed operativo, nei campi dell’insegnamento e della formazione professionale, oltre che delle certificazioni professionali e, più precisamente, della sperimentazione, dello sviluppo e dell’applicazione del sistema ECVET in tutti i suoi
aspetti.
Le domande di finanziamento possono essere presentate unicamente da consorzi costituiti da almeno 4 organismi provenienti da almeno 4 paesi eleggibili distinti tra loro.
I candidati devono essere degli organismi legalmente costituiti da più di tre anni.
Bilancio e durata del progetto
Il bilancio totale assegnato al cofinanziamento di progetti al titolo del presente invito a presentare proposte ammonta a 3 Mio EUR. L’assistenza finanziaria della Commissione europea non può superare il 75 % del totale dei costi ammissibili. L’importo delle sovvenzioni deve essere compreso tra 200 000 EUR e 300 000 EUR.
Le attività devono iniziare non oltre la fine di marzo 2009. La durata dei progetti va da un minimo di 24 mesi e ad un massimo di 36 mesi.
 Scadenze
Le domande devono pervenire all’agenzia esecutiva per l’Istruzione, gli audiovisivi e la cultura entro il 13 agosto 2008.
Informazioni complementari
Il testo completo dell’invito a presentare proposte ed il modulo di domanda sono disponibili sul seguente sito Internet:
http://eacea.ec.europa.eu/llp/funding/2008/index_en.htm


Strategie di apprendimento permanente: bando di gara
Obiettivi e descrizione
Gli obiettivi dell’invito a presentare proposte sono i seguenti:
— sostenere la cooperazione transnazionale nell’elaborazione e nell’applicazione di strategie nazionali di apprendimento permanente coerenti e globali, su scala nazionale e regionale, riguardanti tutti i tipi e i livelli di apprendimento,
— sostenere l’identificazione dei principali fattori che influenzano la corretta applicazione di strategie nazionali di apprendimento permanente,
— scambiare esperienze e buone pratiche e sperimentare, analizzare e trasferire innovazioni relative allo sviluppo e all’applicazione di strategie di apprendimento permanente,
— garantire un forte impegno, un coordinamento e partenariati istituzionali forti con tutte le parti interessate,
— applicare strategie di apprendimento permanente per ottenere efficacia ed equità.
Candidati ammissibili
I beneficiari saranno esclusivamente autorità o enti pubblici attivi su scala nazionale o regionale, responsabili dell’elaborazione e della realizzazione di strategie di apprendimento permanente coerenti e globali.
Le domande di finanziamento possono essere introdotte unicamente da consorzi composti da organismi provenienti da almeno 3 paesi. Un coordinatore designato a tale fine dalle organizzazioni partner gestirà ciascun progetto o rete.
 Bilancio e durata del progetto
Il bilancio complessivo assegnato al cofinanziamento di progetti ammonta a 1 500 000 EUR. L’importo massimo per progetto sarà di 200 000 EUR. Il contributo finanziario della Comunità non può eccedere il 75 % del totale dei costi ammissibili. Le attività devono aver inizio fra il 1o gennaio 2009 e il 31 marzo 2009. La durata massima dei progetti è
di 12 mesi.
Termine
Le candidature devono essere inviate entro il 13 agosto 2008  all’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura.
Ulteriori informazioni
Il testo integrale dell’invito a presentare proposte e i formulari di candidature sono disponibili sul seguente sito web:http://eacea.ec.europa.eu/llp/funding/2008/index_en.htm




Sovvenzioni per azioni nel quadro europeo delle qualifiche (EQF)
Obiettivi e descrizioneObiettivo del presente invito a presentare proposte è la concessione di sovvenzioni a circa 10-12 proposte, con la partecipazione di candidati provenienti dal maggior numero possibile di paesi e settori, al fine diorganizzare azioni destinate a sostenere consorzi con lo scopo di:
— favorire l’applicazione e lo sviluppo dell’EQF, tra l’altro correlando sistemi e quadri di qualifica nazionali e settoriali al suddetto EQF come punto comune di riferimento e, ad esempio, instaurando legami più stretti fra lo spazio europeo dell’istruzione superiore e il quadro europeo delle qualifiche,
— favorire lo sviluppo e l’applicazione dei quadri nazionali delle qualifiche.
Candidati ammessi a partecipare
Nell’ambito del presente invito la presentazione di domande di sovvenzione è aperta in special modo ai consorzi di organizzazioni europee, nazionali, regionali e settoriali, ivi compresi, ad esempio, ministeri, enti preposti al rilascio di qualifiche, associazioni settoriali, parti sociali ed altre parti in causa con un interesse ed un ruolo nel sistema delle qualifiche. I candidati dovranno inoltre essere sufficientemente rappresentativi per quanto riguarda il settore, il mercato del lavoro o i sistemi d’istruzione e di formazione cui il progetto è destinato.
Bilancio e durata dei progetti
L’entità totale dello stanziamento assegnato al cofinanziamento dei progetti nell’ambito del presente invito ammonta a 2 Mio EUR. L’importo previsto delle sovvenzioni è compreso fra 50 000 e 200 000 EUR per progetto.
Il contributo finanziario della Commissione non può superare il 75 % del totale dei costi ammissibili.
Le attività devono iniziare non oltre la fine di marzo 2009. La durata massima dei progetti è di 24 mesi.
Termine
Le candidature devono essere spedite all’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura entro e non oltre il 13 agosto 2008.
Altre informazioni
Il testo integrale dell’invito a presentare proposte e i moduli di domanda sono disponibili sul seguente sitoweb:http://eacea.ec.europa.eu/llp/funding/2008/index_en.htm

LANCIO DI NUOVE IDEE DI GIANLUCA SUSTA PER LA LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE

Relazione – Il commercio internazionale di prodotti contraffatti e piratati.
Aspetti esterni della lotta alla contraffazione.
 
Motivazione
 
 
La comunicazione della Commissione "Europa Globale" del 2006, ha riconosciuto esplicitamente che, accanto ad altre iniziative di natura multilaterale e bilaterale, occorre rinforzare la lotta alla contraffazione non soltanto all’interno dell’Unione europea ma anche e soprattutto nei paesi terzi dove questo fenomeno sovente trova origine.
 
La posta in gioco non é trascurabile.  Si calcola (per difetto) il mercato della contraffazione valga circa 500 miliardi di euro corrispondenti a circa il 7-10% del commercio mondiale.  L’economia europea nell’era della Globalizzazione si é specializzata su prodotti di alta gamma con un alto valore aggiunto, sovente protetti dai diritti della proprietà intellettuale. La difesa dunque della proprietà intellettuale rappresenta un irrinunciabile strumento per sostenere la competitività esterna dell’industria europea e un altrettanto importante contributo al successo della "Strategia di Lisbona".
 
Sarebbe tuttavia fuorviante credere che nuove iniziative in materia di lotta alla contraffazione vengano poste in essere nell’esclusivo interesse dell’industria comunitaria.  Si calcola infatti che, oltre ai danni gravi economici causati della contraffazione e dalla pirateria alle aziende, queste pratiche illecite causino ogni anno la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, qualificati e ben retribuiti, in Europa (le stime parlano di 200.000 posti di lavoro perduti) come altrove nel mondo e possano, in molti casi, mettere in pericolo la salute dei consumatori, finanziare organizzazioni criminali e terroristiche e causare gravi danni all’ambiente.
 
La contraffazione é un fenomeno multiforme e diversificato che colpisce, con diversa virulenza, quasi tutti i settori economici.  I tempi delle falsificazioni grossolane di prodotti di lusso facilmente riconoscibili sono ormai finiti.  L’industria della contraffazione e della pirateria ha avuto negli ultimi trenta anni uno sviluppo spettacolare che l’ha portata a imitare di tutto.  Giocattoli, abbigliamento, programmi informatici, medicine, cosmetici, prodotti alimentari, sigarette, pezzi di ricambio per autovetture e aerei.  Tutto viene al giorno d’oggi imitato, spesso con risultati tali da rendere estremamente difficile riconoscere quale sia il pezzo originale e quale quello contraffatto.
 
La percezione sociale del fenomeno della contraffazione ed in particolare della sua pericolosità non é sempre corretta.  Non tutti si rendono conto che se acquistano prodotti la cui origine é più che dubbia, compiono un reato e contribuiscono a sostenere circuiti economici paralleli dominati dalla criminalità organizzata.  Questo Parlamento si é già pronunciato in materia, insistendo che l’uso personale senza fini di lucro va distinto dalla commercializzazione in modo fraudolento e intenzionale dei prodotti contraffatti e piratati.  Occorrerà certamente fare attenzione a questa distinzione ma anche porre in essere campagne di sensibilizzazione che permettano ai consumatori di meglio comprendere i rischi che il loro incauto acquisto comporta.
 
La contraffazione assume sovente forme subdole e pericolose.  Si calcola ad esempio che il 10 percento dei medicinali sia contraffatto.  Questi prodotti (come del resto i cosmetici) possono contenere sostanze potenzialmente dannose e suscettibili di gravi danni alla salute dell’ignaro utilizzatore.  É il caso dello sciroppo per la tosse all’antigelo che ha fatto più di 130 morti a Panama nel 2006.  Allo stesso modo, il fiorente mercato di prodotti alimentari di qualità falsificati (tra cui vini e liquori), oltre ad arrecare un gravissimo danno a produzioni europee di assoluta eccellenza, può rappresentare un grave pericolo per i consumatori, specialmente in mercati diversi da quello di origine del prodotto sofisticato.  Lottare contro la contraffazione significa dunque garantire che i consumatori possano scegliere liberamente ed in piena sicurezza quello che acquistano.
 
Un ulteriore aspetto da non trascurare é quello relativo ai paesi in via di sviluppo.  Mettere a disposizione farmaci generici o trasferire tecnologia a favore dei paesi meno sviluppati é giusto e doveroso.  Chiudere gli occhi nei confronti dell’industria della contraffazione in questi paesi non é invece né giusto né opportuno.  Occorre offrire a questi paesi un modello di sviluppo sano e sostenibile ed evitare che, dietro a facili demagogie, possano prosperare gruppi criminali che certo non hanno a cuore la sorte di questi paesi.  Qui non si tratta di combattere contro i piccoli produttori che imitano maldestramente per il mercato locale marchi mondialmente conosciuti ma di evitare che l’industria del falso possa fare di queste nazioni una sorta "zona franca".  Va inoltre rammentato che i paesi in via di sviluppo sono le prime vittime della contraffazione e difficilmente hanno gli strumenti idonei a combattere con successo questa piaga.
 
Lo scopo di questa relazione é di porre in essere una proposta concreta e coerente di una politica europea coordinata e coerente che si occupi degli aspetti esterni della lotta alla contraffazione.  Occorre che la lotta alla contraffazione divenga una priorità dell’UE e che le sue implicazioni vengano tenute in debita considerazione nella definizione della politica commerciale dell’UE del prossimo decennio. Le seguenti sono quindi alcune proposte che, ad avviso del relatore, se opportunamente implementate, possono permettere progressi reali in questo ambito così importante per l’economia europea.
 
Modernizzare l’accordo TRIPs
 
L’accordo TRIPs (Trade Related Aspects Intellectual Property Rights) ha costituito quando é entrato in vigore un deciso progresso verso una disciplina mondiale dei diritti della proprietà intellettuale ma i risultati non sono sempre stati all’altezza delle aspettative in quanto molti membri dell’OMC non hanno potuto o voluto garantirne la piena applicazione.  La Commissione Europea dovrebbe quindi promuovere opportune iniziative diplomatiche volte a garantire che gli standard minimi contenuti nell’accordo TRIPs siano correttamente applicati da tutti i membri dell’OMC.
 
L’accordo in questione non é perfetto e dovrebbe essere rivisto in alcune sue parti.  Occorre in particolare estendere l’ambito di applicazione dell’articolo 51 dell’accordo alle operazioni di esportazione, transito e trasbordo.  L’effettiva estensione del campo di applicazione del medesimo articolo ad altre violazioni della proprietà intellettuale sarebbe inoltre estremamente utile.
 
In caso di gravi violazioni dell’accordo TRIPs l’Unione Europea non dovrebbe esitare ad adire l’organo di risoluzione delle dispute dell’OMC sia per garantire la difesa delle parti europee interessate sia per "costruire" una giurisprudenza che possa chiarire il contenuto dell’accordo e rendendone l’applicazione più agevole ed efficace.
 
Il relatore é inoltre convinto che l’uso del Regolamento Ostacoli al Commercio (ROC) debba incentivato e reso più agevole per le imprese europee che lamentino problemi di accesso ai mercati terzi a causa di un uso illegittimo e comunque irregolare dei loro diritti della proprietà intellettuale da parte di operatori locali.  A questo riguardo, sarebbe opportuno che la Commissione esecutiva, oltre ai consueti rapporti annuali sull’utilizzazione del ROC, esegua una valutazione comparativa del ROC con riferimento al sistema statunitense della "Sezione 301" indicando possibili modifiche e miglioramenti.
 
Negoziare e sottoscrivere senza ritardo l’accordo ACTA
 
La proposta di accordo ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement  nasce della necessità di andare oltre l’accordo TRIPs e di rendere la lotta alla contraffazione più efficace e coerente.  Sotto questo punto di vista il fatto che i paesi industrializzati più penalizzati dalla contraffazione, tra cui UE, USA e Giappone abbiano deciso di coordinare i loro sforzi é sicuramente positivo.  Va comunque ricordato che ACTA non introduce nuove norme sostanziali ma é teso a migliorare l´attuazione di quelle giá esistenti.
 
Il processo é ancora allo stadio iniziale ed occorrerà assicurarsi che non ci siano sovrapposizioni con l’accordo TRIPs e che gli obbiettivi finali perseguiti dall’accordo siano sufficientemente chiari e realistici.  Per quanto il quadro multilaterale dell’OMC rimanga la principale priorità per l’UE, é evidente che senza ulteriori iniziative bilaterali o plurilaterali come appunto ACTA, non si potrà combattere in modo efficace il fenomeno della contraffazione a livello internazionale.  A questo riguardo, il Parlamento europeo si aspetta di essere tenuto debitamente informato e di poter dare la propria contribuzione all’accordo in parola prima che gli sia formalmente sottoposto.
 
Oltre ad ACTA, il relatore ritiene opportuno che la Commissione Europea includa una clausola di difesa dei diritti della proprietà intellettuale (che preveda un efficiente sistema bilaterale di risoluzione delle dispute) in tutti i nuovi accordi di libero scambio che saranno negoziati nei prossimi anni.
 
Il pieno rispetto delle obbligazioni TRIPs e degli altri accordi bilaterali e multilaterali richiederà per gli stati terzi, specie in via di sviluppo, uno sforzo economico e organizzativo non indifferente.  Il relatore ritiene che l’UE debba farsi carico di almeno in parte di questo problema fornendo agli stati che ne facciano richiesta e che mostrino di essersi impegnati nella lotta alla contraffazione idoneo supporto economico e tecnico, favorendo la formazione del personale e l’adozione, ove possibile, delle procedure doganali comunitarie.
 
Un particolare impegno dovrà essere profuso nella lotta alla contraffazione nei paesi di transito delle merci e nei confronti di coloro che si avvalgono di "navi-fabbrica" site in acque extra-territoriali. 
 
Riaprire le discussioni sul "made in" e garantire la tracciabilità dei prodotti importati.
 
La possibilità di "tracciare" i prodotti dal momento in cui hanno lasciato la fabbrica al momento in cui sono posti in vendita in Europa offrirebbe un contributo importante alla lotta alla contraffazione.
 
La proposta di regolamento del Consiglio (2005/0254(ACC)) relativo all’indicazione del Paese di origine di taluni prodotti importati da paesi terzi nell’Unione europea, se adottata, avrebbe permesso non soltanto una migliore trasparenza circa l’origine di certe categorie di prodotti, come quelli tessili, spesso oggetto di contraffazione.  Il relatore auspica dunque che si possano superare le incomprensibili divisioni che hanno fin qui rallentato l’iter di questa proposta e si possa pervenire ad un’adozione rapida.
 
Nello stesso tempo, sarebbe inoltre opportuno studiare assieme ai settori dell’industria interessati, alcuni metodi che possano permettere una facile identificazione da parte degli operatori doganali ma anche dei consumatori finali della genuinità dei prodotti provenienti da paesi terzi.
 
Aspetti interni della lotta alla contraffazione
 
Il relatore é dell’opinione che una migliore coordinazione a livello comunitario sia necessaria per conseguire importanti risultati nella lotta alla contraffazione.
 
La creazione di un’autorità unica europea incaricata della lotta alla contraffazione e in grado di coordinare sia gli sforzi degli Stati Membri che quelli dei diversi servizi della Commissione non é più procrastinabile.  A questa nuova autorità (qualunque sia il suo status giuridico: agenzia, ufficio autonomo, etc.) dovranno essere garantiti sufficienti mezzi e poteri per poter portare a termine il suo mandato nel rispetto delle competenze degli Stati Membri.  La Commissione europea dovrà inoltre garantire al suo interno che i differenti servizi responsabili di questa importante materia lavorino in modo coordinato e armonioso.
 
Uno degli aspetti della lotta alla contraffazione su cui sia gli Stati Membri che la Commissione dovrebbero insistere, é la difesa delle PME sia in Europa che nei paesi terzi.  Il ruolo delle aziende é essenziale al successo della strategia anti-contraffazione e l’industria, come recentemente ricordato dal Commissario McCreevy, deve fare la sua parte ma non é pensabile mettere sullo stesso piano le multinazionali del lusso e piccoli produttori che hanno raggiunto risultati di spicco nel loro settore merceologico.  Occorre dunque che le PME siano aiutate a difendersi al meglio contro questa piaga che le danneggia gravemente e, più in generale, che si pongano in essere sistemi di collaborazione tra pubblico e privato più efficienti e meno costosi per le imprese.
 
La saturazione dei mercati tradizionali e l’apertura di nuovi mercati quali quelli dei paesi emergenti, richiede inoltre una nuova strategia operativa che non si limiti a perseguire il fenomeno della contraffazione in Europa ma che affronti il problema in quei paesi dove la contraffazione é più radicata (come la Cina) e agisca anche nei paesi terzi che sono spesso lo sbocco di merci contraffatte europee prodotte altrove.
 
La questioni doganali e penali interne all’UE esulano della competenza della Commissione per il Commercio Internazionale.  Il relatore auspica tuttavia che si possa procedere da un lato ad un miglioramento e ad una maggiore armonizzazione delle procedure doganali all’interno dell’UE e dall’altro che venga creato un sistema di norme penali comuni a tutti gli Stati Membri.  La lotta alla contraffazione e alla pirateria al di fuori dell’Europa passa necessariamente attraverso un sistema di regole comuni forti e condivise all’interno dell’UE.
 
Il Ruolo del Parlamento Europeo
 
Il Parlamento Europeo ha un importante ruolo da giocare nella lotta alla contraffazione, specie alla luce dei nuovi poteri che gli saranno attribuiti dal trattato di Lisbona.  Sarebbe inoltre opportuno, in collaborazione con le altre Commissioni parlamentari interessate, promuovere un "forum" annuale sul tema, dare maggiore enfasi al problema nelle sue relazioni bilaterali (in primis con il Congresso degli Stati Uniti) o multilaterali (assemblea dell’OMC) ed inviare una delegazione parlamentare al Congresso Globale sulla lotta alla contraffazione.

 

QUESTIONE ROM NON È UNICAMENTE ITALIANA

Non si può ridurre la questione dei Rom ad un problema di sicurezza o controllo delle frontiere, né ad un’emergenza unicamente italiana", lo ha dichiarato oggi a Strasburgo Gianluca Susta, capogruppo al Parlamento Europeo del Partito Democratico-ALDE.
"In Bulgaria il 90% dei ROM raggiunge a mala pena un livello di istruzione elementare, contro il 30% del resto della popolazione. La situazione é analoga in Romania, Ungheria e Spagna, che sono gli altri 3 principali Paesi europei dove la popolazione ROM é maggiormente diffusa.
 
È bene ricordarsi che molti Rom sono cittadini italiani ed europei e che quindi hanno diritto a delle politiche di cittadinanza. Non si tratta di chiudere gli occhi sui reati commessi da alcuni di loro, ma bisognerà pure iniziare ad aprirli anche sulle drammatiche condizioni di degrado ed esclusione sociale in cui vive la gran parte dei Rom in Europa. Ma cosa si pretende da chi vive da anni senza acqua, luce, servizi, attenzione delle Istituzioni?  
L’Italia e l’Europa, a prescindere dai colori politici di chi governa, abbiano il coraggio di assumere ciascuno la propria parte di responsabiltiá per impostare una vera politica di integrazione che, finora, non ha evidentemente funzionato non solo in Italia".   
 
Strasburgo, 20 maggio 2008  

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