Pubblicato il 13 maggio 2008
| Nessun commento »
RST: invito a presentare proposte
Si avvertono gli interessati della pubblicazione di un invito a presentare proposte nell’ambito del programma di lavoro «Capacità» del 7o programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
(2007-2013).
Si sollecitano proposte per l’invito seguente.
Programma specifico «Capacità»:
Parte: Infrastrutture di ricerca
Codice identificativo dell’invito: FP7-INFRASTRUCTURES-2008-2
Il presente invito a presentare proposte riguarda il programma di lavoro adottato dalla Commissione con decisione C(2007) 5759, del 29 novembre 2007.
Per le informazioni sugli inviti e i programmi di lavoro e le indicazioni destinate ai proponenti sulle modalità per la presentazione delle proposte, consultare il sito web CORDIS: http://cordis.europa.eu/fp7/calls/
**********************************
Trasporti: invito a presentare proposte
La Commissione europea intende assegnare sovvenzioni per un importo globale indicativo di 10 400 000 EUR destinati a promuovere gli obiettivi della politica dei trasporti. Le priorità politiche sono state stabilite nel programma di lavoro 2008 adottato dalla Commissione europea.
I principali temi selezionati riguardano la sicurezza stradale e gli aspetti per ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture destinate agli operatori (del settore stradale e co-modalità) (SUB 01-2008) ed anche la mobilità sostenibile nel settore urbano e sub-urbano (SUB 02-2008).
Le informazioni relative a questo invito a presentare proposte sono disponibili sul sito della direzione generale dell’energia e dei trasporti al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/dgs/energy_transport/grants/proposal_en.htm
***********************************
Archiviato sotto: Politica europea e italiana
Pubblicato il 30 aprile 2008
| Nessun commento »
La Commissione europea ha annunciato il finanziamento di reti di gemellaggi che comprendano almeno 5 città. L’azione è parte del Programma 2007-2013 "L’Europa per i cittadini" per la promozione della cittadinanza europea attiva ed in particolare del coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni della società civile nel processo di integrazione europea. Nell’ambito di tale progetto saranno finanziati conferenze, seminari, incontri tra cittadini e strumenti di comunicazione organizzati nell’ambito delle reti di gemellaggi per i prossimi due anni. Il finanziamento ammonterà ad un importo tra i 30.000 ed i 150.000 euro. La prossima data di scadenza per l’anno 2008 è il 1 giugno prossimo.
Tecnologie informazione e comunicazione: invito a presentare proposte
E’ stato lanciato un invito a presentare proposte a titolo del programma di lavoro per il 2008 del programma di sostegno alla politica in materia di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT PSP) nel quadro del programma quadro per la competitività e l’innovazione (2007-2013). La documentazione relativa all’invito, in cui si precisano il contenuto, le scadenze e la dotazione finanziaria, è disponibile sul sito web dell’ICT PSP
VII programma quadro RST: bando di gara
E’ stato pubblicato un invito a presentare proposte nell’ambito del programma di lavoro «Cooperazione 2008» del 7o programma quadro CE di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013). Per le informazioni sull’invito, il programma di lavoro e le indicazioni destinate ai proponenti sulle modalità per la presentazione delle proposte, consultare il sito web CORDIS
Rete transeuropea di trasporto (TEN-T): invito a presentare proposte
La Commissione europea, direzione generale dell’Energia e dei trasporti, lancia un invito a presentare proposte al fine di concedere sovvenzioni a progetti in conformità delle priorità e degli obiettivi definiti nel progetto di programma di lavoro annuale per la concessione di sovvenzioni nel campo della rete transeuropea di trasporto per il 2008.
L’importo massimo disponibile a titolo del presente invito, per il 2008, ammonta a 140 Mio EUR.Data di chiusura dell’invito a presentare proposte: 20 giugno 2008.
Rete transeuropea di energia (TEN-E): invito a presentare proposte
La Commissione europea, direzione generale dell’Energia e dei trasporti lancia un invito a presentare proposte al fine di concedere sovvenzioni a progetti in conformità delle priorità e degli obiettivi definiti nel progetto di programma di lavoro annuale per la concessione di sovvenzioni nel campo della rete transeuropea di energia per il 2008.
L’importo massimo disponibile a titolo del presente invito, per il 2008, ammonta a 22 260 000 EUR. Data di chiusura dell’invito a presentare proposte: 30 giugno 2008.
Archiviato sotto: Politica europea e italiana
Pubblicato il 23 aprile 2008
| Nessun commento »
Media International: cooperazione tra industria audiovisiva europea e di Paesi terzi
Obiettivi:Rafforzare la cooperazione tra i professionisti del mercato audiovisivo dell’UE e di Paesi terzi;migliorare la promozione e la circolazione di opere cinematografiche di Paesi terzi nell’ambito dei mercati europei e, viceversa, di opere europee nei mercati di Paesi terzi.
Scadenza 13 giugno 2008
RST: invito a presentare proposte
La Gazzetta ufficiale comunitaria ha pubblicato un invito a presentare proposte nell’ambito del programma di lavoro del 7° programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013). Programma specifico «Capacità». Parte: Scienza nella società. Per le informazioni sugli inviti e i programmi di lavoro e le indicazioni destinate ai proponenti sulle modalità per la presentazione delle proposte, consultare il sito web CORDIS.
Ecoinnovazione: invito a presentare proposte
L’Agenzia esecutiva per la competitività e l’innovazione (EACI) pubblica un invito a presentare proposte: «Progetti pilota e progetti di prima applicazione commerciale nel campo dell’innovazione e dell’ecoinnovazione». Il termine ultimo per la presentazione delle proposte l’11 settembre 2008 per tutte le azioni. Informazioni sull’invito e sulle modalità di presentazione delle proposte. Per contattare l’helpdesk
E-content e design: bando di gara per giovani professionisti
Si tratta di un concorso europeo per giovani professionisti e studenti impegnati in progetti innovativi nel settore dell’e-content e il design. I progetti possono essere presentati in diverse categorie, con l’utilizzo di qualunque canale o piattaforma multimediale. I partecipanti devono avere meno di 30 anni e provenire da uno dei 27 Stati membri o dai paesi EFTA, Croazia, Israele, Serbia Turchia. Vi è una quota di partecipazione di 25-50 euro, in base al paese di origine. La registrazione è aperta fino al 30 Giugno 2008. Per ulteriori informazioni
Giovani: concorso Europeo per migliore sceneggiatura
Il tema di quest’anno è "Evasione" e le sceneggiature partecipanti devono essere fortemente legate a questo tema. Il concorso è aperto a tutti gli scrittori tra i 18 e i 28 anni di età. Le tre sceneggiature migliori verranno premiate con finanziamenti per la produzione. La selezione è interamente organizzata e realizzata da giovani europei. La data di scadenza per le registrazioni è il 31 Luglio 2008.
Archiviato sotto: Politica europea e italiana
Pubblicato il 22 aprile 2008
| Nessun commento »
Era prevedibile. Il PD del nord – come scrive IL FOGLIO di oggi – è già nel cassetto e nel PD c’è già chi dice di tenere la prossima riunione dei segretari regionali a Palermo. Non poteva che essere così. Ormai la politica, di spot in spot, è più l’invenzione di qualche notizia da diffondere, il modo per avere lo spazio necessario sui media funzionale all’ affermazione della propria leadership che non la paziente tessitura di un partito in grado di rappresentare ideali e interessi diversi e diffusi.
Ho fatto a 35 anni il Sindaco di una delle Città più ricche d’Italia (Biella), tipicamente "nordista", dove c’è un’impresa iscritta alla Camera di Commercio ogni 10 abitanti, dove si è vissuto in modo virulento (6000 posti di lavoro persi in 4 anni in una provincia di 190.000 abitanti) le conseguenze della globalizzazione sul settore tessile, dove il centro destra alle politiche e alle regionali non ha mai preso meno del 55% (ma dove ha anche toccato il 65%!), ma non ha mai vinto alle amministrative nelle tre edizioni sin qui tenute con l’elezione diretta del Sindaco e dove ho avuto la soddisfazione di ottenere l’ 88% dei consensi alle primarie (61% in tutto il Piemonte 2). Non pretendo, quindi, di "possedere la ricetta", ma avendo sempre vinto nel Piemonte 2 (alle amministrative senza la sinistra antagonista o la Lega, che fece vincere numerose amministrazioni di centro sinistra in Piemonte nel ’95, mentre a Biella si schierò contro), credo di poter dire qualcosa anche sul piano regionale. Non c’è dubbio che il bisogno di sicurezza sia diffuso e che a sentirlo sono i ceti e le persone più deboli. Ma da cattolico e da liberaldemocratico mi urta questa corsa a chi fa più lo sceriffo; mi urta la "telecamerizzazione" dei nostri centri storici; mi urta l’esasperazione del problema che attraverso le immagini televisive non fa più distinzione tra Biella (e qualsiasi altra nostra piccola o media Città) e Palermo o Roma o Napoli, penetrando a tal punto nel cuore e nella mente delle persone che tutti sono convinti di vivere nel far west. Non è così! Anche a Biella rubano (a me in 30 anni hanno rubato due Vespe 125, sic!); anche a Biella hanno ammazzato delle persone, ma nessuno può dire che nelle Città del Piemonte la sicurezza sia "il" problema! Non è vero! Non è per questo che la Lega raddoppia i voti (rispetto al 2006, ma rispetto al ’94 e ’96 non fa che riprendere i voti suoi)! Veltroni (che, come temevo, qualcuno attende al varco del risultato di Roma dove i "soliti noti" potrebbero cucinare insieme Lui e Rutelli, l’inventore delle "alleanze di nuovo conio") non ha avuto il tempo per convincere padroncini e lavoro autonomo che una moderna sinistra anche in Italia può essere assai più utile alle piccole e medie imprese industriali, artigiane e commerciali di una destra che sbandiera protezionismo e dazi doganali, ma che non sa che fare davvero davanti alle opportunità e ai problemi che la globalizzazione porta con sè. Nel Piemonte 2 si vince se si fa capire a questo mondo che non è più un "nemico di classe"; se agli imprenditori che vanno nei Comuni per proporre di investire non gli si risponde sempre e solo che vogliono distruggere ambiente e territorio con speculazioni prive di senso; se, soprattutto, gli si dice sì o no in pochi mesi e non in 6/7 anni; se si dialoga maggiormente con le singole imprese che non con le loro burocrazie "sindacali"; se la sicurezza viene praticata con una prevenzione attenta, discreta e non propagandistica (in altri termini: più vigili in borghese in giro e meno telecamere e proclami sui giornali); se si investe di più in progetti di integrazione degli extracomunitari (lingua, costume, ecc.) che non in annunci di "cacciata" di rumeni o marocchini; se avvocati, ingegneri, commercialisti, architetti ecc. (soprattutto giovani), che faticano a guadagnare la pagnotta e lavorano 60 ore la settimana per 11 mesi e mezzo l’anno, non vengono additati da Visco, dai sindacati e c. come ladri ed evasori. E potrei continuare. La Lega Nord, che annovera tra le sue fila amministratori di prima qualità, concreti e stimati dai cittadini, ha certamente usato il tema della sicurezza strumentalmente, ma, soprattutto, ha saputo rappresentare questa esasperazione che non colpisce l’alta finanza, i grandi professionisti o la grande impresa, ma la gente comune e in particolare la "middle class" che è l’architrave del blocco sociale del Piemonte 2. Se a ciò aggiungiamo la nefasta politica portata avanti nei confronti dei Comuni (che sono in ginocchio per scelte sconsiderate di politica fiscale) e delle province, …..les jeux sono faits!
Quale allora la risposta?
Non certo la rincorsa della destra sul suo terreno di alimentazione delle paure, ma il ritorno a un "sabaudo" rigore nei confronti delle tante piccole e grandi furbizie che pullulano nel nostro Paese; il superamento del "buonismo" dettato da maldigerite lezioni sui poveri che tutto giustifica e che alimenta la deresponsabilizzazione individuale; la lotta contro le connivenze, le protezioni, i privilegi sviluppatisi per compiacere a sindacati, corporazioni, gruppi di potere che hanno garantito fannulloni, imprese decotte, professionisti incapaci! Non rincorrere la destra per me vuol anche dire non cedere alla tentazione che la soluzione per il centro sinistra alla sua carenza di consensi stia nell’apertura di un dialogo con la Lega Nord per sganciarla dalla destra berlusconiana e post fascista in nome delle "comuni radici popolari" con la sinistra, o solo sostituendo la sinistra radicale con l’UDC. Intendiamoci: se l’UDC è disponibile ad un’alleanza con i riformisti – cioè con noi del PD – ben venga! Ma questo non esime il PD dal dovere di essere esso stesso credibile nei confronti di quei ceti che oggi non lo hanno votato! Anzi! All’indomani del risultato elettorale, in privato un autorevole esponente del PD mi ha criticato per una dichiarazione in cui sostenevo che noi abbiamo ceduto voti al centro destra che abbiamo compensato con voti della sinistra radicale. Paolo Corbetta dell’Istituto Cattaneo scrive oggi sul SOLE 24ORE che l’opa di Veltroni sul mondo moderato "è fallita! Il PD è apparentemente fermo, ma in realtà c’è stato un movimento sommerso di voti. Ne ha presi dalla sinistra e ne ha ceduti al centro; l’esatto opposto della strategia veltroniana". Magra consolazione (per me), ma ci voleva poco a capirlo, salvo per chi non vuole capire i limiti della nostra azione. La mia esperienza, quel poco che capisco di politica e che conosco della mia Regione mi porta a dire al Segretario regionale innanzi tutto, ma anche ai vertici istituzionali di Torino e del Piemonte, che le chiavi di lettura fin qui usate per elaborare la proposta politica del PD e, seppur di poco, risultate determinanti nello sprint sul filo di lana delle primarie del 14 ottobre, non sono sufficienti per interpretare e, quindi, governare l’ "altro" Piemonte. Nel PD torinese prevale ancora un’analisi maturata dentro a una società e, quindi, a un ambiente culturale e politico dominato dalla origine "fordista" della Torino contemporanea e del suo blocco sociale prevalente che la Città, per la verità ha superato, ma che resta lo zoccolo duro del partito. Temo che in vista delle regionali del 2010 la forza elettorale del PD a Torino e Provincia e l’autorevolezza della Presidente Bresso non siano più sufficienti da soli a compensare il risultato del Piemonte 2 com’è invece avvenuto nel 2005 quando votarono però 700.000 persone in meno rispetto al 2008, segno evidente della stanchezza e insoddisfazione che regnava nell’elettorato di destra dopo 10 anni di Giunta Ghigo. Occorre che il PD nel suo complesso e intorno al Segretario Regionale, senza ricorrere a un’ inutile "caccia al colpevole", faccia sue le considerazioni e le proposte che erano alla base della piattaforma politica risultata ampiamente maggioritaria nell’ "altro" Piemonte, soprattutto per ciò che concerne il profilo riformista del partito, il blocco sociale di riferimento, la scomposizione e ricomposizione al suo interno delle storie di provenienza, la valorizzazione di coloro che già hanno dimostrato, a incominciare dalle recenti elezioni, ma anche nelle primarie e nelle elezioni per il governo delle istituzioni locali e regionali, di saper interpretare da tempo il diverso modo di essere di quelle realtà sociali. Tutto ciò richiede pazienza, umiltà (anche nel riconoscere i propri errori), compattezza intorno ai vertici politici e istituzionali regionali che non sono e non devono essere in discussione, guardando ai prossimi appuntamenti (elezioni amministrative generali ed europee) come all’occasione per verificare se la lezione è stata capita oppure no. Se così non sarà il problema non sarà chi farà il Presidente della Regione o il Segretario del partito, ma se si potrà ancora parlare di "partito regionale" (e non invece di due partiti "subregionali" totalmente autonomi), dal momento che non potrà ripetersi nè che al Senato venga candidato ultimo tra gli eleggibili un solo esponente del Piemonte 2 nè che vengano ignorati o quasi le proposte e i contenuti, peraltro premiati dalla base del partito, elaborati in questa parte di Regione. E’ ora che a Torino tutti – e quando dico tutti dico tutti! – capiscano che il Piemonte è tale perchè ha 8 province e non una sola che, per quanto grande e influente, non è in grado – da sola – di dare a questo pezzo di territorio ai piedi delle Alpi la dignità di Regione europea nè dal punto di vista storico, nè economico nè demografico.
Gianluca Susta
Archiviato sotto: Politica europea e italiana
Pubblicato il 21 aprile 2008
| Nessun commento »
Pubblicato il 17 aprile 2008
| Nessun commento »
Innanzi tutto dobbiamo dire “grazie Uolter”! Se non c’erano il suo coraggio e la sua determinazione chissà dove saremmo finiti! Oggi patiamo una bruciante sconfitta, ma abbiamo un leader e – soprattutto – una linea politica che ci potranno guidare nel futuro riscatto. Mi auguro che nessuno sciacallo si aggiri intorno a Veltroni, perchè – dal 1998 in poi – ne abbiamo già visti parecchi aumentare il proprio potere personale a scapito prima di Prodi, poi di Rutelli e – speriamo di no! – di Walter. Mi auguro anche che a nessuno venga in mente di attribuire la sconfitta alla rottura con la sinistra radicale: se non avessimo fatto quella scelta il risultato sarebbe stato tragico e a chi non ci crede cercherò di spiegare perchè.
Si è detto che gli elettori della sinistra radicale si sono astenuti. Non dico che ciò non sia in parte avvenuto, ma non è questa la ragione del loro crollo. I voti validi erano nel 2006 38,232 milioni e sono stati 36,452 oggi, vale a dire 1.800.000 in meno! Nel 2006 le forze raccolte nella "Sinistra Arcobaleno" e nella “sinistraultra” (e senza la sinistra DS di Mussi, non calcolabile) avevano 3.900.000, mentre oggi ne ottengono 1.500.000.
Dove se ne sono andati 2.400.000 voti? E i 500.000 presi in meno da Ulivo e Radicali (PD)? Tutti nell’astensione? I conti non tornano!
E ancora! Nel 2006 l’ULIVO + Radicali (uniti allo SDI nella “Rosa nel pugno”) presero 12.600.000 (circa) voti, oggi ne hanno ricevuti 12.092.000. In compenso “Il Popolo della Libertà” (FI+Lega+AN) ne prende 17.063.874 (sempre alla Camera) contro i 16.200.000 del 2006; l’UDC perde – in termini assoluti – 530.000 voti (ma ottiene pur sempre 2.050.000 voti) e la Destra estrema ne guadagna quasi 700.000. Complessivamente possiamo dire che quella che era la “Casa delle Libertà” guadagna più di 1.000.000 di voti, mentre quella che era l’”Unione” ne perde 3.300.000.
E ancora: ritengo di non essere azzardato nel dire che possano essersi astenuti almeno 1 milione di elettori della sinistra radicale, ma che 1,4 milioni di loro abbiano esercitato il “voto utile” e votato PD. Ma se così fosse stato il PD avrebbe dovuto prendere 14.000.000 di voti (12.600.000 del 2006 + 1.400.000 della sinistra radicale in “libera uscita”), ma così non è stato (ne ha presi 12.100.000) e, quindi, è lecito pensare che più di 1,3 milioni di elettori dell’ULIVO del 2006 (dell’Ulivo, non dell’UNIONE!) abbiano votato a destra e circa 700.000 Di Pietro (che da 900.000 è passato a 1.600.000)! la sintesi conclusiva è che per vincere bisogna innanzi tutto conservare il proprio elettorato e poi cercare di strappare consensi dall’altra parte. Il centro – sinistra ha perso una buona fetta di suoi elettori che si sono rifugiati in parte nel non voto, ma che hanno anche votato dall’altra parte. Sbaglio? Forse! Tuttavia mi piacerebbe confrontarmi con opinioni diverse.
La conclusione politica del ragionamento numerico è semplice. Veltroni – non per colpa sua! – non è riuscito a convincere una fetta di elettorato "moderato" – già nostro elettore – che il PD era ed è sostanzialmente diverso dall’Ulivo di …….Parisi………(troppo simile all’UNIONE e poco a una forza riformista di stampo europeo). Questo ha consentito di catturare il voto "utile" di buona parte della sinistra radicale, ma non ha trattenuto una fetta di elettorato ex Margherita. Ciò non significa dover cambiare linea politica, anzi! Dobbiamo perseguirla fino in fondo, sfondando verso quell’elettorato borghese, professionale, produttivo, autonomo che è la base sociale di un Piemonte 2 che ha ormai girato le spalle al centro sinistra, ma che è indispensabile per vincere. Sempre che si voglia vincere ancora…………..
Quindi, caro Walter, avanti tutta! I coraggiosi sono con Te!
Gianluca Susta
Archiviato sotto: Politica europea e italiana
Pubblicato il 17 aprile 2008
| Nessun commento »
Innanzi tutto dobbiamo dire “grazie Uolter”! Se non c’erano il suo coraggio e la sua determinazione chissà dove saremmo finiti! Oggi patiamo una bruciante sconfitta, ma abbiamo un leader e – soprattutto – una linea politica che ci potranno guidare nel futuro riscatto. Mi auguro che nessuno sciacallo si aggiri intorno a Veltroni, perchè – dal 1998 in poi – ne abbiamo già visti parecchi aumentare il proprio potere personale a scapito prima di Prodi, poi di Rutelli e – speriamo di no! – di Walter. Mi auguro anche che a nessuno venga in mente di attribuire la sconfitta alla rottura con la sinistra radicale: se non avessimo fatto quella scelta il risultato sarebbe stato tragico e a chi non ci crede cercherò di spiegare perchè.
Si è detto che gli elettori della sinistra radicale si sono astenuti. Non dico che ciò non sia in parte avvenuto, ma non è questa la ragione del loro crollo. I voti validi erano nel 2006 38,232 milioni e sono stati 36,452 oggi, vale a dire 1.800.000 in meno! Nel 2006 le forze raccolte nella "Sinistra Arcobaleno" e nella “sinistraultra” (e senza la sinistra DS di Mussi, non calcolabile) avevano 3.900.000, mentre oggi ne ottengono 1.500.000.
Dove se ne sono andati 2.400.000 voti? E i 500.000 presi in meno da Ulivo e Radicali (PD)? Tutti nell’astensione? I conti non tornano!
E ancora! Nel 2006 l’ULIVO + Radicali (uniti allo SDI nella “Rosa nel pugno”) presero 12.600.000 (circa) voti, oggi ne hanno ricevuti 12.092.000. In compenso “Il Popolo della Libertà” (FI+Lega+AN) ne prende 17.063.874 (sempre alla Camera) contro i 16.200.000 del 2006; l’UDC perde – in termini assoluti – 530.000 voti (ma ottiene pur sempre 2.050.000 voti) e la Destra estrema ne guadagna quasi 700.000. Complessivamente possiamo dire che quella che era la “Casa delle Libertà” guadagna più di 1.000.000 di voti, mentre quella che era l’”Unione” ne perde 3.300.000.
E ancora: ritengo di non essere azzardato nel dire che possano essersi astenuti almeno 1 milione di elettori della sinistra radicale, ma che 1,4 milioni di loro abbiano esercitato il “voto utile” e votato PD. Ma se così fosse stato il PD avrebbe dovuto prendere 14.000.000 di voti (12.600.000 del 2006 + 1.400.000 della sinistra radicale in “libera uscita”), ma così non è stato (ne ha presi 12.100.000) e, quindi, è lecito pensare che più di 1,3 milioni di elettori dell’ULIVO del 2006 (dell’Ulivo, non dell’UNIONE!) abbiano votato a destra e circa 700.000 Di Pietro (che da 900.000 è passato a 1.600.000)! la sintesi conclusiva è che per vincere bisogna innanzi tutto conservare il proprio elettorato e poi cercare di strappare consensi dall’altra parte. Il centro – sinistra ha perso una buona fetta di suoi elettori che si sono rifugiati in parte nel non voto, ma che hanno anche votato dall’altra parte. Sbaglio? Forse! Tuttavia mi piacerebbe confrontarmi con opinioni diverse.
La conclusione politica del ragionamento numerico è semplice. Veltroni – non per colpa sua! – non è riuscito a convincere una fetta di elettorato "moderato" – già nostro elettore – che il PD era ed è sostanzialmente diverso dall’Ulivo di …….Parisi………(troppo simile all’UNIONE e poco a una forza riformista di stampo europeo). Questo ha consentito di catturare il voto "utile" di buona parte della sinistra radicale, ma non ha trattenuto una fetta di elettorato ex Margherita. Ciò non significa dover cambiare linea politica, anzi! Dobbiamo perseguirla fino in fondo, sfondando verso quell’elettorato borghese, professionale, produttivo, autonomo che è la base sociale di un Piemonte 2 che ha ormai girato le spalle al centro sinistra, ma che è indispensabile per vincere. Sempre che si voglia vincere ancora…………..
Quindi, caro Walter, avanti tutta! I coraggiosi sono con Te!
Gianluca Susta
Archiviato sotto: Politica europea e italiana