Europa e commercio internazionale

 

Un’agenda per nuove competenze e per l’occupazione

Mercoledi’ 26 ottobre il Parlamento europeo ha approvato una relazione di iniziativa su “un’agenda per nuove competenze e per l’occupazione”.  Ecco qui di seguito la dichiarazione di voto di Gianluca Susta:

“Signor Presidente, l’Europa, oltre che cercare di rimediare ai propri errori deve anche ricominciare a investire sul proprio futuro. Ci siamo dati un obiettivo ambizioso: quello del 75% di occupati tra i venti e i sessantaquattro anni da qua al 2020. Ma così come non è immaginabile che sia solo la spesa pubblica il motore di nuovi investimenti per la crescita, non ci sarà nuova occupazione se non si favoriranno gli investimenti privati nei settori innovativi e l’assunzione dei giovani, se non si farà più formazione, una migliore formazione, se non si renderanno omogenee le politiche di bilancio, quelle fiscali, previdenziali e assistenziali nell’Unione e se non si renderà più flessibile il mercato del lavoro, rendendo la contrattazione più aderente e prossima alle esigenze delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, nel rispetto dei diritti fondamentali.

Il voto favorevole che ho espresso sulla relazione Bastos è un atto di fiducia nei confronti delle Istituzioni comunitarie e sulla loro pur tardiva capacità di far uscire dalla crisi la prima economia del mondo, senza snaturare il modello sociale europeo, ma nel contempo liberando le energie inespresse del sistema produttivo, che trovano nella rigidità delle normative amministrative, del mercato del lavoro e del dumping interno, che pesa sul mercato unico, un freno alle proprie potenzialità e quindi alla crescita indispensabile dell’economia europea, anche per uscire dalla crisi dei debiti sovrani.”

Stati generali del Commercio

Roma, 27 ott. – (Adnkronos) – ”Abbiamo scritto una missiva al Viceministro allo Sviluppo Economico Catia Polidori, esprimendo tutto il nostro rammarico per non essere stati coinvolti nel programma degli Stati generali del Commercio con l’Estero che avranno luogo a Roma domani, venerdi’ 28 ottobre, e sabato 29 ottobre 2011”. Lo hanno detto gli eurodeputati Niccolo’ Rinaldi (Idv), Cristiana Muscardini (Fli) e Gianluca Susta.

”Le tematiche di grande rilievo affrontate, quali i nuovi scenari della competizione commerciale internazionale e le sfide per il sistema Italia, avrebbero richiesto una maggiore attenzione e considerazione per il ruolo svolto oggi nell’UE dal Parlamento europeo, vero e proprio co-decisore, assieme al Consiglio, in materia commerciale, data la competenza esclusiva attribuita alla stessa UE in materia di politica commerciale comune sin dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Non si tratta, come e’ ovvio, di un desiderio di ribalta o di un mero capriccio personale, bensi’ della richiesta di considerare coerentemente con la lettera dei Trattati il ruolo del Parlamento europeo”.

”Noi, quali membri italiani della Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, siamo impegnati da anni su importanti dossier per tutelare l’interesse comunitario, compreso quello italiano, anche con risultati importanti, come l’approvazione in sede legislativa del regolamento sul marchio di origine ”Made in” che il Governo lascia languire tra le ”sabbie” del Consiglio”. ”Ci auguriamo – hanno concluso i tre deputati – che questi disguidi possano in futuro essere superati, e che chi ha la responsabilita’ del commercio estero si ricordi della necessita’ di avere rapporti corretti con i co-legislatori europei”.

No alla chiusura degli IPR Desk

(ANSA) – BRUXELLES, 19 OTT – Le aziende italiane che operano all’estero, con la chiusura dell’Istituto per il Commercio estero, rischiano di perdere alla fine di ottobre un servizio che permetteva la difesa dei brevetti e del ‘made in Italy’. E’ l’allarme lanciato da tre europarlamentari – Niccolo Rinaldi (capogruppo Idv), Cristiana Muscardini (Fli) e Gianluca Susta – con una lettera inviata al viceministro per lo sviluppo economico Catia Polidori e al sottosegretario Massimo Calearo. (SEGUE)….

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Il protezionismo é la risposta sbagliata alla crisi

Di seguito l’intervento pronuciato in Aula a Bruxelles la settimana scorsa nel corso del dibattito sul recente “American Job Act” dell’Amministrazione Obama e di alcune sue clausole protezionistiche.

Signora Presidente, onorevoli colleghi, potremmo sintetizzare il nostro dibattito dicendo che mentre Atene piange, Sparta non ride, nel senso che sia l’Europa che gli Stati Uniti sono attraversati da una profonda crisi ed entrambi hanno difficoltà a dare le risposte necessarie al superamento di questa crisi.

Sicuramente stanno venendo dal mondo segni sbagliati rispetto all’approccio che noi dobbiamo avere per rilanciare l’economia, con una nostra grande attenzione sulla regolazione dei mercati finanziari ma una minore attenzione su quelle che sono le possibilità di sviluppo dell’economia mondiale. Siccome dobbiamo uscire dal dibattito tra i rigoristi e coloro che sostengono la crescita, perché questa Europa e questo mondo hanno bisogno di rigore nella gestione del debito pubblico e delle risorse pubbliche ma hanno anche bisogno di crescere, noi dobbiamo guardare con grande preoccupazione a questi segnali di protezionismo che vengono dagli Stati Uniti, che vengono anche dall’Argentina, che vengono anche dal Brasile con l’introduzione di nuove tasse, che vengono all’interno di regioni del mondo come le difficoltà che sta vivendo il Mercosur.

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Bonus a PMI che assumono giovani

(ANSA) – BRUXELLES, 14 OTT – Premiare le micro e piccole imprese che assumono un giovane lavoratore a tempo indeterminato concedendogli un ‘bonus’ in moneta pari al valore della contribuzione previdenziale annuale per la durata di tre anni. Questo il contenuto della proposta di risoluzione ”Su una franchigia fiscale per micro e piccole imprese dell’Ue e su un ‘bonus’ per l’assunzione di giovani” degli eurodeputati bipartisan Cristiana Muscardini (Ppe), Gianluca Susta (S&D), Mario Mauro (Ppe), Niccolo Rinaldi (Alde), Tiziano Motti (Ppe), Salvatore Tatarella (Ppe), Paolo Bartolozzi (Ppe), Giovanni La Via (Ppe), con la quale mirano anche a uno status provvisorio per le Pmi che gli garantisca una franchigia fiscale fino a 30.000 euro di utile annuale d’esercizio.

”Va considerato – hanno indicato gli europarlamentari nella proposta – che e’ ostacolo alla ripresa anche la grave crisi occupazionale giovanile e che la struttura imprenditoriale europea e’ formata in massima parte da piccole e medie imprese con un numero di addetti che non superano la decina”.

Gli eurodeputati hanno inoltre sottolineato che ”le Pmi, colpite in modo particolare dalla crisi, privilegiano le finalita’ riguardanti la ricerca e l’innovazione e quindi richiedono disponibilita’ finanziarie non facilmente disponibili per loro”. (ANSA).

Road Map per uscire dalla crisi

Il Parlamento chiede la preparazione di una “road map” per uscire dalla crisi, in una risoluzione approvata giovedì che propone, fra l’altro, la ricapitalizzazione delle banche europee, un’ulteriore armonizzazione dei sistemi fiscali nazionali, l’emissione di Eurobond e una governance comunitaria per la zona euro più forte.

I deputati, in una risoluzione approvata giovedì, chiedono alla Commissione di presentare un piano UE, con una precisa tabella di marcia, per ripristinare la fiducia nei mercati finanziari. Il piano dovrebbe essere basato sul metodo comunitario, inserito cioè nella struttura decisionale dell’Unione, ed evitare l’utilizzo di strumenti intergovernativi.

Il Parlamento ritiene che la ricapitalizzazione delle banche debba avvenire a livello europeo e non essere attuata secondo priorità nazionali. I deputati propongono anche di completare la riforma del regolamento comunitario sul mercato finanziario, per rendere l’UE più forte nel caso di una crisi futura, e chiedono ai governi nazionali di armonizzare i sistemi fiscali e prendere misure comuni per combattere la frode.

Eurobond e “project bond”

Sul fronte della crescita, i deputati vogliono l’emissione di obbligazioni destinate al finanziamento di progetti (project bonds) e la messa a punto di un meccanismo che permetta alla Commissione di imporre con rapidità il rispetto delle regole del mercato comune agli Stati membri.

Per affrontare al meglio la crisi finanziaria della zona euro, il Parlamento chiede alla Commissione di presentare, entro la fine di quest’anno, un piano per la creazione di un sistema di emissione comune di titoli sovrani europei (Eurobond), sottolineando che ciò aiuterebbe a garantire una maggiore disciplina di bilancio e più stabilità nei mercati. Infine, il testo approvato consiglia il rafforzamento della governance economica a livello UE.

Prossime tappe

La risoluzione rappresenta il contributo del Parlamento alle discussioni che si terranno fra i Capi di Stato e di governo al prossimo Consiglio europeo del 23 ottobre.

(dal sito del Parlamento europeo)

Cremona o Parma…in Cina?!

Qualche giorno fa Gianluca Susta, assieme all’On. Mario Pirillo,  ha presentato una interrogazione scritta alla Commissione europea per sollevare il caso di strane città che starebbero sorgendo in Cina…

Ecco il testo dell’interrogazione:

“Avendo appreso da fonti giornalistiche che in Cina sarebbero già sorte o starebbero sorgendo nuove città, essenzialmente agglomerati industriali, che – con uno stratagemma toponomastico – riprendono nomi di storiche città europee (in questo caso, Parma e Cremona) col solo fine di poter produrre in Cina prodotti alimentari, di artigianato, di manifattura simili a prodotti storicamente realizzati nella UE (ad esempio, il prosciutto di Parma o i violini di Cremona) utilizzando strumentalmente una denominazione di origine del prodotto del tutto fuorviante per i consumatori europei (in questo caso “prosciutto di Parma” o “Cremona liuteria”…);

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