Europa e commercio internazionale

 

ELEZIONI POLITICHE 2008 “IL PD HA REALIZZATO UN BUON RISULTATO, MA C’E’ STATO UN TRAVASO DALLA SINISTRA ESTREMA AL PD E DAL MONDO MODERATO VERSO LA DESTRA”

“Il PD ha realizzato un buon risultato, ma ha cannibalizzato la sinistra radicale e ha ceduto sul fronte moderato una consistente fetta di voti, questo perché siamo stati percepiti in continuità con il Governo Prodi. Complessivamente le forze del centro-sinistra, che due anni fa formavano l’Unione, hanno perso tre milioni e 800 mila voti, quando le forze che sostenevano Berlusconi hanno guadagnato un milione e trecentomila. Due milioni e mezzo di persone hanno cambiato idea rispetto a due anni fa a favore della destra. E non sono certo elettori comunisti o verdi: c’è stato un travaso di voti dalla sinistra radicale al PD e dal mondo moderato che aveva votato per l’Unione verso la destra. Mentre per vincere avremmo dovuto prendere dal voto moderato senza distruggere la sinistra radicale. E’ evidente che se il PD si rafforza solo a scapito della sinistra radicale non potrà pensare di governare ancora né in Piemonte né nel resto del Paese. Un Paese moderno, come le grandi democrazie europee insegnano, ha bisogno di una grande forza politica riformista, ma ha anche bisogno di una sinistra radicale capace di drenare la protesta sociale che altrimenti rischia di deviare rispetto al quadro democratico. Il PD non deve cambiare la sua proposta, ma riuscire a convincere gli elettori che è davvero una forza riformista e moderna, che sa parlare anche a quella borghesia produttiva che ancora una volta ci ha voltato le spalle. Non era certo Walter Veltroni in due mesi a poter risolvere il problema, ma o impareremo a parlare con questo “ventre molle” o non è che cannibalizzando chi sta alla nostra sinistra che riusciremo a tornare a vincere. Dobbiamo aprire una riflessione sulle amministrative che ci attendono il prossimo anno e sulle regionali del 2010: senza toccare le maggioranze attuali, ma rivedendo alcune politiche. Se non sappiamo interpretare e parlare alla società civile del Piemonte 2, che è profondamente diversa da quella di Torino, non abbiamo nessuna speranza di farcela. Quindi il problema non è cambiare le alleanze, ma rivedere le politiche e la determinazione con la quale le perseguiamo. Una maggiore integrazione tra la classe dirigente del PD di Torino e quella dell’altro Piemonte non guasterebbe. Certamente un PD dominato integralmente da un ceto dirigente torinese non potrà che riconfermarsi debole sul piano regionale”.

DICO NON PACS

 Non c’è dubbio che vi siano aspetti confusi nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi per regolare le convivenze di fatto. Non c’è neanche dubbio sul fatto che sia un compromesso e che come tutti i compromessi lasci spazio ad ambiguità, a zone grigie che fanno esultare gli uni e deludono gli altri.

Ma una cosa è certa: se lo si guarda in controluce questo disegno di legge, che ora andrà in Parlamento per l’approvazione (o la bocciatura? Non è da escludere!), nulla ha a che fare con i PACS francesi o i “similmatrimoni” di Zapatero. E infatti il movimento gay è deluso, la “sinistra dura e pura” da Mussi a rifondazione, dai comunisti italiani ai verdi, pure. Ma questo non è ancora sufficiente per “qualcuno”.

Non lo è per il centro destra che, scornato nel merito, in quanto che sperava che l’Unione si “zapaterizzasse” per provocare la caduta di Prodi, cerca di “vendere” all’opinione pubblica l’idea che i “diritti dei conviventi” altro non sono che dei PACS cammuffati e che, quindi, si sta minacciando la famiglia, violando la Costituzione, rompendo il “patto” costituente, ecc.,ecc.. Non lo è purtroppo neanche per il vertice della CEI e, purtroppo, non riesco a non vedere l’ennesima “discesa in campo” a favore del centro destra del Card. Ruini e della maggioranza della Conferenza Episcopale. Circa un anno fa il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Ruini, appunto) fece un intervento davanti all’Assemblea in cui sosteneva che era lecito estendere alcuni diritti ai conviventi di fatto, ma che mai e poi mai sarebbe stato “lecito” per i cristiani condividere la sostanziale equiparazione tra “famiglia” ex art. 29 della Costituzione e altre forme di convivenza di fatto, a maggior ragione se “omo”. Francamente, da cattolico che non ha mai avuto dubbi su quanto ribadito dalla CEI e non ha mai sofferto alcuna sindrome di subalternità culturale nei confronti della sinistra, marxista o laicista che fosse, mi chiedo come la gerarchia italiana non colga la profonda differenza con cui il centro sinistra nostrano ha affrontato il problema rispetto ad altri Paesi, compresi la “cattolicissima” Spagna e la “cristianissima” e “prediletta” Francia.

Veniamo al merito.

1)      La “registrazione” non è che la ripetizione di ciò che già c’è nella legislazione da decenni. Non si crea una nuova “formazione sociale”; semplicemente dalla dichiarazione individuale di convivenza all’anagrafe – così com’è da decenni – si fanno discendere alcuni diritti civili in materia di successione, locazione, previdenza, assistenza sanitaria, ecc. NULL’ALTRO!

2)       L’esclusione di alcune figure giuridiche (parenti e affini fino al secondo grado, persone legate da vincoli di tutela e curatela, ecc.) è di tutta evidenza posta nell’interesse della figura giuridica precedentemente prevista (parentela, affinità, tutela ecc.) e non certo per creare una “premialità” a favore della convivenza;

3)      Non si parla di adozioni; non si modifica la disciplina dell’affidamento; non si sovrappongono – privilegiandoli – i diritti dei conviventi rispetto a quelli dei coniugi separati e/o divorziati.

Per carità si poteva anche evitare di “registrare” con una legge un costume che riguarda centinaia di migliaia di persone, ma che non è certo tra le priorità dei problemi dell’Italia, ma ignorare oggi il fenomeno avrebbe solo esasperato ulteriormente la convivenza sociale.

Non nascondo (V. il mio scritto di un paio di settimane fa sul mio sito) che io ero tra quelli che temevano l’introduzione nella legislazione di una “formazione sociale” in più (“l’unione civile”) che avrebbe, a mio giudizio, rappresentato un vulnus della Costituzione, ma oggi – ancorchè tutti cerchino di “tirarlo dalla loro” – abbiamo un disegno di legge che è coerente con il programma dell’Unione e che nulla ha a che fare coi PACS o le UNIONI CIVILI che sono stati introdotti negli altri Paesi.

E questo è il frutto principale della “mediazione” della Margherita – e di Rutelli in particolare – che, stretta tra “clericali” e “ laicisti”, ha saputo ancora una volta, come fu ai tempi della legge 40 sulla fecondazione assistita, scegliere la strada più difficile, più rischiosa, meno facile da comunicare, ma più coerente con il diffuso sentire del popolo italiano. E, infatti, la sinistra radicale ha già promesso battaglia in Parlamento. Vedremo come andrà a finire. Sicuramente è in gioco la tenuta del Governo (ecco, forse l’unico errore è stato assumere l’iniziativa come Governo quando, invece, poteva essere lasciata ai gruppi parlamentari), ma sarebbe veramente curioso dover registrare la convergenza – contro la proposta – della destra clericale e teo-con e della sinistra radicale. Purtroppo dimostrerebbe in modo palese quello che sostengo da tempo – e cioè che occorre intervenire con la politica e con la legge elettorale perchè queste coalizioni non siano appiattite sulle estreme – ma confermerebbe che la proposta stessa è perfettibile, ma giusta e rappresenta “l’idem” sentire della parte più forte e omogenea del Paese, quella che non vuole né guerre di religione né alterazioni profonde delle forme di convivenza civile tra le persone.

Gianluca Susta

DICO NON PACS

BANDI EUROPEI PER LA COOPERAZIONE TRA UE E ALTRI PAESI E PER LA RICERCA

 

Cooperazione: invito a presentare proposte



L’obiettivo generale dell’ invito consiste nel promuovere e migliorare la comprensione e l’interazione fra i cittadini degli Stati membri dell’UE e dei paesi partner Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Repubblica di Corea, anche attraverso una conoscenza più ampia delle rispettive lingue, culture e istituzioni, nonché nel migliorare la qualità dell’istruzione terziaria e dell’istruzione e formazione professionale nell’UE e nei paesi partner. Possono presentare richieste di contributi a titolo dell’ invito gli istituti d’istruzione terziaria e quelli di istruzione e formazione professionali. Le candidature devono essere inviate alla Commissione entro il 6 giugno 2008.



VII programma ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione: bando di gara

E’ pubblicato un invito a presentare proposte, nell’ambito del programma di lavoro «Persone» del 7° programma quadro CE di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013). I termini ultimi per l’invio delle proposte e lo stanziamento di bilancio sono riportati nel testo del bando, che è pubblicato sul sito web CORDIS.


 

CONTRIBUTI PER INNOVAZIONE E RICERCA DELLE PMI

PMI

“UNIONE EUROPEA: ON LINE IL BOLLETTINO DELLE POLITICHE REGIONALI

Per scaricarlo cliccate sul seguente indirizzo web:

“UNIONE EUROPEA: ON LINE IL BOLLETTINO DELLE POLITICHE REGIONALI

Per scaricarlo cliccate sul seguente indirizzo web:

http://ec.europa.eu/regional_policy/newsroom/newslet166/166_08_it.pdf

“PER UN VOTO UTILE. QUELLI DI SINISTRA NON VOTINO….PER BERLUSCONI!”

Franceschini
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