APPUNTAMENTI ELETTORALI DEL PARTITO DEMOCRATICO
Pubblicato il 3 aprile 2008 | Nessun commento »
Pubblicato il 3 aprile 2008 | Nessun commento »
Pubblicato il 18 marzo 2008 | Nessun commento »
Pubblicato il 10 marzo 2008 | Nessun commento »
Pubblicato il 10 marzo 2008 | Nessun commento »
La settimana scorsa la commissione del Parlamento europeo per l’agricoltura ha approvato una relazione in risposta alla proposta della Commissione europea sul futuro della PAC. Rispetto al passato con la riforma del 2003, si mette al centro l’agricoltore al quale vengono erogati i fondi in base a criteri ambientali, di qualità e sicurezza dei prodotti, indipendentemente dal volume di produzione e secondo le richieste del mercato. Viene preso in conto anche lo sviluppo rurale, finanziato dai ridotti pagamenti diretti alle grandi aziende agricole e monitorando che il budget degli agricoltori non sfori il tetto fissato sino al 2013.
Pubblicato il 5 marzo 2008 | Nessun commento »
La politica è un po’ strana di per sè; a Torino è ancor più strana. Un quotidiano nazionale, nelle sue pagine torinesi, cerca di presentare – non riesco a capire se in modo autonomo o, in qualche modo, "suggerito"- la supposta debacle dei "Popolari" come una vendetta dovuta all’orgogliosa ribellione di Morgando contro i diktat romani che volevano me segretario regionale.
Ne sarebbero prova l’esclusione di Morgando dalle liste; l’indicazione di Gigi Bobba capolista al Piemonte 2; la ricerca da parte di fassiniani e rutelliani di sedi eutonome per fare la campagna elettorale.
Ripeto: non so se ci sono dei "suggeritori", ma siccome ho vissuto in stretto contatto telefonico quanto avveniva a Roma, dove Sergio Soave e Gianfranco Morgando si confrontavano con i big romani per definire la lista piemontese dei candidati, mi sorgono spontanee alcune domande.
C’era Rutelli o c’era Franceschini (neo capo dei popolari) a condurre le danze romane con l’onnipotente Bettini? E il sottoscritto era stato invitato o no a intervenire al "conclave" romano? Ed è vero o non è vero che il primo – venerdì 22 febbraio – a proporre un cattolico alla guida di una delle liste se la Bonino fosse stata indicata capolista in Piemonte sono stato io, non dimentico di essere democratico cristiano, facendo il nome anche di Morgando? E sono gli amici di Susta e di Rutelli che hanno fatto saltare il posto a un popolare in Piemonte o non invece qualche ulteriore candidatura "romana che ha stravolto la lista definita a Torino col consenso di tutti e che prevedeva per Morgando il ruolo di capolista al Senato? E sono proprio sicuri i "suggeritori" del pezzo de "IL GIORNALE" del Piemonte che l’indicazione di Bobba capolista sia il frutto di un golpe rutelliano anti-Popolare e non invece una precisa indicazione di Veltroni e Franceschini, consenziente il plenipotenziario di Franco Marini, Beppe Fioroni, stante l’evidente ruolo di leadership che in parte del mondo cattolico – che piaccia o no – Bobba si è conquistato, ancorchè non si riconosca nell’organizzazione dei Popolari e sia amico di Rutelli? E non è venuto a nessuno l’ulteriore sospetto che se proprio il tutto fosse stato il frutto di una vendetta per quanto avvenuto il 14 ottobre, anche la parte direttamente in causa, cioè chi scrive, ne avrebbe dovuto trarre un qualche vantaggio, secondo le più elementari logiche investigative che devono sempre partire dalla domanda "cui prodest"?
Cerchiamo di uscire da gossip, dietrologie e incazzature per favore e parliamo di politica!
Le liste del Piemonte ci dicono che il cattolicesimo politico piemontese ha importanti figure in lista in posti sicurissimi come Bobba, Merlo e Calgaro e almeno 4 altri esponenti (Biondelli, Billò, Borghi e Cilluffo) che saranno eletti in caso di vittoria. Se tutto andrà bene saranno eletti 7 parlamentari su 28 a cui, se mi si permette, aggiungerei anche l’unico deputato europeo del PD piemontese (e ligure), vale a dire il sottoscritto. Non è una presenza insignificante, considerato altresì che la guida del partito – comunque fosse andata il 14 ottobre – è espressione in Piemonte di questa storia.
Il problema vero, quindi, non sono i "posti". Il problema vero che gli amici popolari (e uso la parola "amici" nel senso migliore d questo termine) devono, a mio giudizio, saper risolvere è che il modo di stare dei cattolici democratici nel PD e nella storia presente del nostro Paese deve essere diverso che nel passato e, soprattutto, non deve più esistere un "mazziere" che distribuisce le carte e decide chi può fregiarsi del "marchio" e chi no. Per me era una storia finita già 14 anni fa, ma a maggior ragione lo è ora. E’ finita la storia di un partito che sceglie di essere "identitario" e non "nazionale"; la storia di un partito che a Torino viene ridotto al 2% ma che pensa di riproporsi tal quale in un nuovo partito (La Margherita) e che sfruttando la propria capacità e compattezza organizzativa e politica lo condiziona ben al di là della propria forza elettorale, quasi facendo interamente proprio il "valore aggiunto" che – piaccia o no – Rutelli ha portato alla Margherita stessa portandola al 12%. Pensare che il "giochino" potesse funzionare anche nel PD è stato sicuramente ingenuo, ma anche un po’ presuntuoso perchè nel PD non ci sono alcuni "liberal" o ex radicali o ex Verdi o ex Sindaci delle "cento padelle" con cui fare i conti, ma gli eredi di una storia che in termini di organizzazione e gestione di apparato non è seconda a nessuno.
Il futuro del cattolicesimo politico italiano e piemontese, nelle sue diverse e nobili articolazioni politiche e culturali (che non sono solo quelle di Dossetti e di Donat – Cattin, anzi!), non può essere blindato in un’organizzazione chiusa e rigida, erede di una pur nobile tradizione che rischia di essere però solo l’espressione di ristretti circoli autoreferenziali ed escludenti di chi "canta fuori dal coro", ma costruito intorno a progetti e proposte che valorizzano i fattori vincenti dell’esperienza di governo di questi 60 anni di cui i cattolici democratici – mai da soli! – sono stati protagonisti: la centralità della vita e della persona; la scelta occidentale; l’economia sociale di mercato; l’Europa; il regionalismo. E’ su queste cose che va misurata la capacità dei singoli e la coerenza della loro azione nei confronti di un grande patrimonio culturale che non può essere ridotto a riserva indiana di un ceto politico che se non si adegua scompare non per complotto degli altri, ma per carenza propria.
Gianluca Susta
Pubblicato il 5 marzo 2008 | Nessun commento »
Pubblicato il 5 marzo 2008 | Nessun commento »
Bando per progetti transnazionali specifici nell’ambito del programma Daphne III
I progetti che la Commissione intende co-finanziare riguardano i seguenti settori prioritari: programmi di trattamento rivolti agli autori di atti di violenza nei confronti di bambini, adolescenti e donne; sensibilizzazione, istruzione e informazione mirata; studi, valutazioni e ricerche;indicatori e raccolta dei dati collegati; identificazione del campo di azione a partire dai risultati di progetti finanziati da Daphne; realizzazione di studi; scambio, adattamento e applicazione delle buone pratiche esistenti. Beneficiari: organizzazioni private e pubbliche a scopo non lucrativo e alle istituzioni pubbliche (autorità locali, facoltà universitarie e centro di ricerca). Contributo fino all’80% dei costi totali ammissibili del progetto; Budget 11 milioni di euro. Scadenza 22 aprile 2008.La Scuola come strumento di pace
L’Associazione non governativa Scuola Strumento di Pace, Sezione dell’E.I.P. Ecole Instrument de Paix, organizza, con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il concorso nazionale "VIAGGIO IN EUROPA" per scoprire l’Europa attraverso le sue diversità culturali e linguistiche e sviluppare una cittadinanza europea attiva attraverso la stesura da parte degli studenti di un elaborato in forma di racconto o poesia, eventualmente accompagnati da un disegno, immaginando di compiere un viaggio in uno o più paesi comunitari includendo almeno un paese entrato nell’UE nel 2004 e nel 2007. Scadenza: 20 marzo 2008.