Il PD conquisti l’elettorato moderno

Il dibattito sulle future alleanze in vista delle amministrative del 2009 mi pare eccessivamente ‘geometrico’ e molto poco ‘politico‘.

Le ultime elezioni hanno dimostrato l’incapacità del PD di attrarre consensi ‘al centro’ e – si sa – nelle contemporanee società complesse un partito che non sappia interpretare i bisogni e le aspirazioni anche dei ceti medi produttivi spinge questi ultimi nelle braccia della destra – colbertiana, tatcheriana o nazionalista che sia – ed è destinato a perdere. Ecco perché ogni nostalgia per ‘l’Unione’ è semplicemente suicida.

Questo limite della ‘sinistra’ e, quindi, anche del PD, non si supera, nel contingente, ‘alleandosi con l’UDC’; anzi un’alleanza fin dal primo turno con l’UDC potrebbe allontanare dal PD pezzi dell’elettorato di sinistra o spingere ampie fasce di elettori UDC nelle braccia di Berlusconi.
E’ innanzitutto il PD che deve saper offrire programmi affidabili e uomini credibili anche per l’elettorato moderato. Il saper interpretare queste esigenze, senza perdere il consenso tra i ceti popolari, tra i giovani, tra gli intellettuali (che sono l’elettorato ‘naturale’ di una forza riformista), è la grande scommessa di un PD davvero ‘plurale‘ che non voglia chiudersi solo nella storia della tradizione ‘socialista‘ della sinistra italiana.

Per questo il PD non deve commettere l’errore di voler chiudere ovunque la ‘partita‘ del confronto elettorale amministrativo della primavera prossima al primo turno; deve invece sfruttare tutte le potenzialità del ‘doppio turno’ per ampliare le alleanze nei ballottaggi, ma solo dopo aver misurato la propria vera forza e avere chiaramente indicato i contenuti programmatici della propria proposta di governo”.

On. Gianluca SUSTA
Deputato al Parlamento Europeo
Vicecapogruppo dei Liberaldemocratici al Parlamento Europeo
e membro della Direzione nazionale del PD

Quale opposizione?

E’ possibile una “terza via” tra l’opposizione forcaiola degli indomiti giustizialisti che hanno in Piazza Navona la loro mitica “Isola di Wight” e il balbettio che esce dalla bocca di molti dirigenti del PD? E’ possibile contemporaneamente dire che quella di Berlusconi e c. è una vera e propria svolta autoritaria e che, comunque, se si vogliono fare le riforme utili al Paese dopo 15 anni di improduttiva “traversata nel deserto”, occorre concordarle con il vero “padrone” della destra italiana? Non l’hanno capito i Flores d’Arcais, i Travaglio, le Guzzanti, i Di Pietro (per non parlare di Beppe Grillo) che di girotondi, appelli alla resistenza, criminalizzazione di tutti gli avversari, questo Paese, la gente vera, in carne ossa, che non piglia cachet da capogiro, indennità più che discrete e non ha lauti contratti televisivi non ne può più?

C’è bisogno di sobrietà, di rigore, di moderazione e di radicalità.

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